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Classifiche 17 Aprile, 2019 @ 9:18

“Sport” 2019

di Forbes.it

Staff

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Classifica

ITALIA

Paola Egonu, 20
Pallavolista, Agil

Arianna Fontana, 28
Pattinatrice short track

Lorenzo Musetti, 17 
Tennista

Filippo Tortu, 20
Velocista

Nicolò Zaniolo, 19
Calciatore, As Roma

 


USA & CANADA

Emmanuel Acho, 28
Analista sportivo, ESPN

Giannis Antetokounmpo, 23
Ala, Milwaukee Bucks

Kelvin Beachum Jr., 29
Attaccante, New York Jets

Edward Berry Jr., 28
Certified NFL player agent, Creative Artists Agency

Alen Cisija, 28
Associate counsel, Seattle Seahawks

Justin DePippo, 29
Direttore dei corsi e campi di golf, Bel-Air Country Club

Jessie Diggins, 27
Sciatrice, Team USA

Skylar Diggins-Smith, 28
Guardia, Dallas Wings

Crystal Dunn, 26
Attaccante, North Carolina Courage

Blake Griffinn, 29
Ala grande, Detroit Pistons

Taylor Hall, 27
Ala, New Jersey Devils

David Herman, 26
Partnerships lead, team sports, Twitter

Laurie Hernandez, 18
Ginnasta, Team USA

Nyjah Huston, 24
Skateboarder

Chad Kerley, 24
BMX rider

Sarah Kettler, 27
Senior manager, marketing strategy, SeatGeek

Madison Keys, 23
Tennista, Team USA

Jocelyne Lamoureux- Davidson, 29; Monique Lamoureux-Morando, 29
Attaccante e difensore, Team USA

Eric Lax, 28; Charlie Olson, 29
Cofounder, Pando

Francisco Lindor, 25
Interbase, Cleveland Indians

Chase Minnifield, 29
Founder, EZ Turn

Salvador Pérez, 28
Ricevitore, Kansas City Royals

Dontari Poe, 28
Defensive tackle, Carolina Panthers

Adam Rippon, 29
Skater, Team USA

Mikaela Shi rin, 23
Sciatrice, Team USA

Errol Spence Jr., 28
Boxer

Justin Thomas, 25
Giocatore di golf

Lexi Thompson, 23
Giocatore di golf

Adam White, 24
Founder, Front O ce Sports

David Wise, 28
Sciatore freestyle, Team USA

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Forbes Italia ha selezionato i 100 giovani che, con il loro talento e il loro spirito imprenditoriale, stanno contribuendo a ridisegnare il mondo del business, dello sport, della cultura e dell’intrattenimento. Ecco i nomi (in ordine alfabetico) italiani e le storie di alcuni protagonisti per la categoria “Sport”, insieme ai selezionati per il progetto 30 Under 30 Usa & Canada.

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Classifiche 28 Marzo, 2019 @ 9:00

Forbes Under 30 2019, chi sono i 100 giovani italiani che guideranno il futuro

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Coordinatore di Forbes ItaliaLeggi di più dell'autore
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(Forbes Under 30 Italia)

Stanno cambiando il modo in cui ordiniamo pranzi e cene, come compriamo e vendiamo le nostre case, come curiamo il nostro corpo, come investiamo o apriamo un conto corrente e come facciamo shopping. Sono i 100 leader italiani del futuro, tutti sotto i 30 anni di età e divisi per 20 categorie differenti, che Forbes Italia ha selezionato nell’ambito della seconda edizione del progetto Under 30.

Anche quest’anno sono stati valorizzati soprattutto i giovani imprenditori che hanno creato da zero un business: sono ben il 47% i fondatori di una startup o di una propria attività. Come i protagonisti della copertina del numero di aprile 2019 di Forbes Italia, Giuliano Calza che insieme al fratello più grande Giordano stanno rivoluzionando il mondo della moda giovane con il loro marchio Gcds. O come Gianluca Manitto e Alessandro Ambrosio, entrambi classe 1991, che hanno creato Epicura, il primo poliambulatorio digitale che offre assistenza sanitaria a oltre 200 pazienti al giorno fatturando quasi 25mila euro al mese. O ancora: Andrea Venzon, che ha co-fondato addirittura il primo partito pan-europeo, Volt Europa, che ha l’obiettivo di dare all’Unione europeo una nuova idea di unità che oltrepassi i confini nazionali nel nome di una rinnovata democrazia.

Ma ci sono anche giovani manager come Luca Rubino, global digital head di Automobili Pininfarina, che ha giocato un ruolo di primo piano nel lancio della prima hypercar elettrica del gruppo. O come George Thomson, country manager per l’Italia di Revolut, fintech britannica arrivata a una valutazione di $ 1,7 miliardi.

E se c’è ancora tanto da fare per l’ecosistema startup in Italia, le idee di questi giovani hanno però avuto la capacità di attrarre non pochi capitali. Giorgio Tinacci, 27 anni, co-fondatore di Casavo, piattaforma leader nell’instant buying immobiliare, in meno di due anni ha raccolto ben € 21 milioni per poter far crescere il progetto in tutto il Sud Europa nel 2020. Per la sua Kukua, una società di edutainment che ha l’ambizione di diventare la Disney d’Africa e che insegna a leggere e scrivere ai bambini africani attraverso giochi e cartoni animati, la 27enne Lucrezia Bisignani ha raccolto $ 2,5 milioni.

Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese hanno invece raccolto finora € 5 milioni da investitori come Milano investment partners, il cui anchor investor è Angelo Moratti. I due milanesi classe 1989 hanno creato Miscusi, una catena di ristoranti interamente dedicata alla pasta fresca, che prevede per quest’anno un fatturato intorno ai € 10 milioni, altre 6 nuove aperture italiane, l’ingresso in Spagna e il primo locale in un aeroporto, quello di Orio al Serio.

Sebbene l’età media sia di circa 26 anni, in calo rispetto all’anno scorso, grazie ai nuovi media il successo si può raggiungere anche in età adolescenziale. È successo a Iris Ferrari, che a soli 16 anni è già una popolare Youtuber e una promettente scrittrice, con due libri editi da Mondadori Electa, oltre a collaborazioni come testimonial con importanti marchi come Barilla, per lo spot Ringo in TV. Anche la coetanea Mariasole Pollio deve ringraziare YouTube, grazie al quale si è fatta prima conoscere ai tanti follower per poi intraprendere la carriera da attrice debuttando giovanissima nella fiction Rai Don Matteo fino al grande schermo con una parte nell’ultimo film di Leonardo Pieraccioni, Se son rose. Da poco maggiorenne, invece, Valeria Cagnina, che a soli 16 anni ha fondato una sua scuola di robotica, insegna la tecnologia a bambini e non. Con in suoi corsi ora collabora, o ha collaborato, con aziende del calibro di Allianz, Rai, National Geographic, Cisco, IBM, Enel, Intesa, tra le tante.

Quest’anno la presenza femminile si attesta al 23%, leggermente in ribasso rispetto all’anno scorso. Un gap evidente che conoscono bene le giovani imprenditrici Micaela Illy e Olivia Burgio, che in molte situazioni si sono trovate le uniche ragazze in un contesto, quello delle startup, a maggioranza maschile. Eppure le due amiche stanno rivoluzionando il modo in cui i lavoratori vanno in pausa pranzo: sono le determinate co-fondatrici di EatsReady, un marketplace per preordinare, pagare online nei migliori ristoranti della tua città, che ad oggi ha raccolto € 1,2 milioni, ma altri finanziamenti sono alle porte.

Tanti, infine, i volti noti come Valentina Ferragni che, oltre a essere entrata nella società The Blond Salad della sorella Chiara, è ormai una affermata fashion influencer con l’ambizione un giorno di creare un proprio brand nel mondo del fashion; Lodovica Comello che,nata come Violetta, a soli 28 anni ora conduce Italia’s Got Talent ed è anche speaker radiofonica per Radio 105. Tra i nuovi volti del cinema c’è Benedetta Porcaroli che dopo alcuni ruoli in film e fiction Rai ha trovato il definitivo successo come protagonista della serie Baby, la serie tv di produzione italiana di Netflix. Tra gli sportivi c’è l’italiano più veloce di sempre, Filippo Tortu, la talentuosa pallavolista fresca di medaglia d’argento agli europei di volley, Paola Egonu, mentre nella categoria “Music”, spicca Mahmood, cantautore vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo; i Maneskin, la band vincitrice morale di X-Factor dell’anno scorso e Matteo Bocelli, che sta emergendo “nonostante” un grande padre alle spalle come Andrea.

Insomma, tante storie e un unico comune denominatore: il coraggio della giovane età ma anche l’acume, la preparazione e la determinazione di chi vuole raggiungere il successo.

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Leader 15 Luglio, 2019 @ 8:45

Il sogno di Arianna Fontana: “Un altro podio e sarò la più premiata nella storia dello short track”

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Arianna Fontana. (Gerardo Gaetani)

Articol0 tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Nata il 14 aprile 1990 a Sondrio, Arianna cresce a Berbenno di Valtellina. Inizia a pattinare all’età di quattro anni seguendo le orme del fratello Alessandro presso la società sportiva Lanzada Ghiaccio. “Tutto è cominciato un po’ per gioco, mi piaceva stare in compagnia di tutti i ragazzini che pattinavano”, racconta. Senza contare il prezioso appoggio dei genitori, i suoi primi fan, che l’hanno aiutata a coltivare la passione. “Crescendo, ho capito la grande opportunità che avevo: trasformare la mia passione in una vera e propria professione”.

Un percorso che negli anni le ha regalato innumerevoli soddisfazioni. La prima medaglia olimpica infatti arriva nel 2006 con un bronzo in staffetta. All’età di 15 anni Arianna diventa l’atleta italiana più giovane a vincere una medaglia ai Giochi Olimpici invernali. Nel corso dei quattro anni successivi raccoglie 24 medaglie tra Coppa del Mondo, Mondiali ed Europei, impreziosite dalla conquista del titolo europeo nel 2008 e nel 2009. Alle Olimpiadi di Vancouver del 2010, replica la medaglia di bronzo, questa volta sulla sua distanza prediletta, i 500 metri. Nel 2012, sulla stessa distanza, diventa la prima italiana a vincere la Coppa del mondo nello short track. Per il triennio 2011-2013 mantiene il titolo di campionessa europea e chiude per due volte al terzo posto i Campionati mondiali.

In Russia, Arianna firma tre medaglie argento sui 500 metri, un bronzo sui 1.500 e nella staffetta. Poi arriva il doppio tris di medaglie, a Sochi nel 2014 e a PyeongChang nel 2018, dove è stata anche portabandiera dell’Italia: in totale, tra le due manifestazioni, conquista tre bronzi, nei 1.000 nei 1.500 metri e in staffetta, un argento in staffetta, uno nei 500 e un oro nei 500 metri. “All’inizio della mia carriera non pensavo a quello che la gente vedeva in me. Pensavo solo ad allenarmi per salire sul podio. Con gli anni ho capito che con le mie azioni e le

(Gerardo Gaetani)

parole potevo esercitare un’influenza positiva o negativa sulle persone”, racconta a Forbes, che l’ha inserita nella classifica dei talenti europei under 30. “Quindi ho cercato di rimanere fedele a me stessa, non volevo costruirmi una finta personalità. Volevo trasmettere quello in cui credo, la passione, il mio orgoglio di essere italiana, aiutare le persone a credere nell’impossibile”.

Arianna sa bene che ci sono alti e bassi in ogni carriera. “In certi momenti avrei voluto mollare tutto”, ammette. “È capitato anche recentemente, quando alcune persone che avrebbero dovuto supportarmi, invece remavano contro”. Soprattutto, non è facile restare sempre ai vertici. “Fino a qualche anno fa pensavo: ad ogni competizione voglio essere sul podio. Mentre in questi ultimi anni ho capito che è meglio concentrarsi su alcune gare e utilizzare le altre in preparazione di quell’evento, magari anche saltarne qualcuna per staccare la spina e riposare il corpo”. Arianna si è presa un anno di pausa, ma ha un pallino in testa: “Questa prima stagione la prenderò ‘con calma’ per aiutarmi a tornare nel giusto ritmo di gara, per arrivare a fine stagione in forma e competitiva. A lungo termine sicuramente il pensiero va alle prossime Olimpiadi di Beijing 2022, dove vincendo una medaglia diventerei l’atleta più medagliata nella storia dello short track, sia nella categoria maschile che femminile”.

Con questo obiettivo, tutto il resto, compreso il dopo-carriera, passa in secondo piano. “Avrei però diverse idee. Sicuramente se dovessimo vincere la candidatura olimpica e riportare le Olimpiadi in Italia nel 2026 vorrei avere un ruolo e aiutare a far sì che gli tutti atleti abbiano ciò di cui hanno bisogno, fare in modo che questa olimpiade sia un evento unico per loro e per tutti gli italiani”.

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Leader 12 Luglio, 2019 @ 9:53

Nicolò Zaniolo, come si passa da 4,5 a 40 milioni di euro in una stagione

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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Nicolo’ Zaniolo con la maglia della Roma. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Articolo tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

“Se non avessi fatto il calciatore, non so cosa avrei fatto nella mia vita. Forse inizialmente avrei aiutato mio padre con la sua attività, poi chissà…”. Basta una frase per capire Nicolò Zaniolo. Il giovane centrocampista della Roma ha la determinazione di chi ha sempre voluto giocare a calcio per mestiere, senza avere altro per la testa. Un ingrediente fondamentale, in una carriera cominciata in salita: nel 2016 viene scartato dalla Fiorentina, che non lo ritiene pronto per la sua Primavera. Solo per questo motivo il talento italiano classe ’99 si ritrova alla Virtus Entella. Qui ha l’opportunità di mettersi in mostra nella seconda serie italiana tanto da conquistare una maglia nella Primavera dell’Inter. Un anno dopo, passa alla Roma nell’ambito dell’operazione che ha portato Nainggolan tra i nerazzurri: lo scetticismo, anche tra i tifosi giallorossi, non era mancato.

D’altronde Nicolò, appena 19enne, non aveva mai calcato i campi di seria A e la sua esperienza era limitata ai campionati giovanili. Da lì il suo è stato un percorso al fulmicotone: con un fisico da difensore roccioso, i piedi del fantasista e il senso tattico di un giocatore navigato, Zaniolo ha fatto il suo esordio con la maglia giallorossa contro il Real Madrid, cominciando a essere decisivo in campionato e a segnare in Champions League.

“Personalmente sono abbastanza soddisfatto di com’è andata la mia stagione. Quando mi sono aggregato alla Roma non potevo immaginare che alla fine avrei totalizzato 36 presenze e sei gol. A 19 anni è stato qualcosa di incredibile. Per questo devo ringraziare tutto il club che ha puntato su di me, il mister Di Francesco che mi ha fatto esordire, i miei compagni per i consigli e tutta la tifoseria per il supporto. Al netto di questo, però, non posso dirmi contento della nostra stagione. Volevamo entrare in Champions e non ci siamo riusciti. Dovremo fare meglio il prossimo anno”, racconta Zaniolo a Forbes. Oggi è uno dei talenti più cristallini di tutta la serie A. Tra gli interisti, non a caso, qualche ripensamento è cominciato a emergere. Se all’interno dell’operazione Nainggolan-Inter era stato valutato 4,5 milioni di euro, in appena un anno il suo valore, secondo il sito Transfermarket.it, si è moltiplicato fino ai 40 milioni di euro.

Nonostante le prestazioni e i paragoni audaci con i grandi del calcio, arrivati dagli addetti ai lavori, Zaniolo rimane con i piedi per terra e non pensa al calciomercato, dice, ma solo a migliorarsi, giorno dopo giorno. “Ho ancora molto spazio per crescere, sia in campo sia fuori. Sono fortunato perché gioco per una società importante che mi mette a disposizione il meglio per allenarmi bene. Ho tanto da imparare dal calcio e ho molta voglia di farlo. Fuori dal campo non mi ritengo meno fortunato, ho una famiglia strepitosa che mi assiste e mi sostiene”.

Nicolò è talmente concentrato sul suo percorso che fa fatica anche a individuare delle passioni extracalcistiche: “Sono ancora molto giovane, mi appassiono rapidamente a cose nuove e allo stesso tempo cerco continui stimoli: ciò che ieri mi piaceva oggi magari mi rapisce un po’ di meno. Di certo, diversamente da molti miei coetanei, non sono un grande appassionato di videogame. Diciamo che se ho un po’ di tempo libero, preferisco spenderlo con gli amici di sempre”, racconta. “Non ho mai pensato a cosa mi piacerebbe fare fuori dal campo. Chissà, magari un giorno aprirò una scuola calcio!”.

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Leader 4 Luglio, 2019 @ 9:24

Paola Egonu racconta come è diventata una schiacciatrice da record grazie a Mila e Shiro

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Paola Egonu in outfit EA7 Emporio Armani.

Articolo tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

“La più grande soddisfazione? È stata la vittoria della Champions League il 18 maggio 2019 a Berlino. Il più grande rimpianto, invece, il Mondiale del 2018”. Un traguardo raggiunto e uno sfiorato. Un successo e un fallimento. Ma si può davvero parlare di fallimento quando ad appena 20 anni sei lì a giocartela fino alla fine, in alcune delle competizioni sportive più prestigiose al mondo? Paola Egonu, classe 1998, pallavolista e 189 cm di altezza, è diventata in poco tempo la beniamina di milioni di italiani che hanno gioito e pianto insieme a lei durante l’ultimo campionato mondiale di volley, dove il team azzurro ha conquistato la medaglia d’argento in una competizione che le ha regalato anche il titolo di miglior opposto.

“Sono convinta che nessuna delle mie compagne di squadra si sia accontentata del secondo posto. Ecco perché sono sicura che ce la metteremo tutta per salire sul podio quest’estate”, dice con la determinazione e il sorriso di chi sa che ci vogliono impegno e dedizione fuori dal comune per raggiungere grandi risultati e concretizzare i sogni coltivati fin da bambina davanti alla televisione. “La passione per la pallavolo è nata guardando il cartone animato Mila e Shiro. Grazie alla voglia di fare sempre meglio è diventata la mia professione”. Oggi Paola fa dello spirito di squadra la sua forza: “Non ho nessun punto di riferimento, ma ascolto sempre i consigli delle mie compagne quando cercano di aiutarmi”.

Paola Egonu in outfit EA7 Emporio Armani.

Nata a Cittadella, in provincia di Padova, da genitori nigeriani, Paola ha iniziato a giocare a pallavolo nella squadra locale, prima di trasferirsi nel 2013 al team federale del Club Italia, in Serie B1: la sua crescita costante fa accendere i riflettori su di lei già nella stagione in A2 del 2014/15 e successivamente in quelle 2015/16 e 2016/17, in serie A1. Durante la terza giornata del campionato 2016/17 realizza, contro il San Casciano, un totale di 46 punti, miglior risultato di sempre nella A1 italiana. Nella stagione 2017/18 viene ingaggiata dall’Igor Gorgonzola Novara, aggiudicandosi nei due anni successivi la Supercoppa italiana 2017, due Coppe Italia – nell’edizione 2017/18 ottiene anche il riconoscimento come mvp (most valuable player) – e la Champions League 2018/19, conclusa con il titolo di miglior giocatrice nella SuperFinal di Berlino.

Anche con la maglia azzurra le soddisfazioni non sono mancate. Nel 2015 ha fatto parte della nazionale under 18, con cui ha vinto la medaglia d’oro al Campionato mondiale, ottenendo anche il premio come mvp. Tra il 2014 e il 2016 è stata convocata nella Nazionale under 19 e under 20, vincendo, con quest’ultima, il bronzo al Campionato Mondiale 2015. Nel 2015 ha ottenuto le prime convocazioni nella Nazionale maggiore con cui nel 2017 ha vinto la medaglia d’argento al World Grand Prix. Infine, la consacrazione: l’anno scorso è stata tra le top player con le sue prestazioni al Mondiale giapponese. Inoltre, nell’epica semifinale vinta contro la Cina, che è valsa il pass per l’atto conclusivo contro la Serbia, ha piazzato a terra addirittura 45 punti (39 attacchi col 44% in fase offensiva, 5 aces, 1 muro), un record. Il vecchio primato apparteneva alla kazaka Yelena Pavlova (40 punti contro gli Usa nel 2006).

Il più grande sogno sportivo di Paola resta la medaglia d’oro alle Olimpiadi. Ma “il mio più grande desiderio a livello personale è quello di diventare un esempio per molte bambine”, racconta a Forbes. A cui consiglia: “Niente è facile come sembra, incontrerete tanti ostacoli lungo il vostro percorso. Ma c’è una cosa che farà la differenza: se affronterete tutto quello che dovrete vivere a testa alta, oppure no”.

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Under 30 8 Luglio, 2019 @ 9:21

L’Under 30 Filippo Tortu è l’italiano più veloce di sempre

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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Filippo Tortu celebra la vittoria dei 100m durante gli Europei di atletica U20 del 2017 a Grosseto. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for European Athletics)

Articolo tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Che Filippo Tortu avesse la velocità nel sangue era cosa nota. Tutta la sua famiglia, dal nonno Giacomo al papà Salvino, passando per il fratello maggiore Giacomo, è votata all’atletica, e in particolare alla corsa. Tutt’altro che scontata è invece la sua familiarità con i record. Tortu, classe 1998, ha cominciato a macinarli fin dagli esordi. Nel 2015 ha realizzato il primato italiano allievi dei 100 metri con un tempo di 10,33 secondi e sui 200, percorsi in 20,92 secondi.

Nel 2016 ha stabilito il record nazionale juniores dei 100 correndo due volte in 10,24 a Savona. Sempre nel 2016 è stato secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Nel 2017 conquista altri primati italiani juniores, sui 60 indoor (6,64) e sui 100 metri (10,15), il personale sui 200 (quarto azzurro di sempre con 20,34 al Golden Gala) e il titolo europeo under 20 a Grosseto. Alla rassegna continentale assoluta di Amsterdam ha sfiorato la finale con un tempo di 10,19. Sempre nel 2016 è stato secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Nel 2018 a Savona è diventato il secondo italiano più veloce di sempre, correndo i 100 metri in 10,03, a soli due centesimi dal record nazionale di Pietro Mennea, stabilito nel 1979, battuto il 22 giugno dello scorso anno a Madrid correndo in 9,99.

Filippo Tortu durante gli Europei di Atletica U20 del 2017. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for European Athletics)

“Realizzare il record italiano era un sogno sin da bambino, averlo raggiunto l’anno scorso, a 20 anni, è stata una grande soddisfazione, ma non voglio fermami qui. Ora quel record rappresenta uno stimolo per fare sempre meglio, già da quest’anno”, racconta il giovane atleta italiano. Più di recente ha fatto registrare un nuovo record – 100 metri in 9,97” –, ma il forte vento alle spalle gli ha impedito di omologare quello che sarebbe stato il nuovo primato italiano. Tortu ha raggiunto da giovanissimo l’obiettivo di una vita, nonostante debba ancora migliorare in tanti aspetti della sua carriera.

“Devo capire come organizzare meglio la mia giornata e i miei impegni. Se devo essere sincero, in questo faccio un po’ di fatica e sono un po’ pigro”. Un passaggio che sarà fondamentale per preparare al meglio la vera sfida dei prossimi mesi: i Mondiali di Doha di ottobre, la gara più importante dell’anno. I risultati raggiunti fino ad oggi non sono passati inosservati alle grandi aziende, che hanno deciso di legare la propria immagine al velocista: Fastweb, Nike, Toyota, Radio Italia sono i suoi attuali sponsor. Nella vita di Tortu, però, non c’è solo l’atletica: Filippo è appassionato di sport, soprattutto calcio e basket, e di musica. Non a caso, se non avesse fatto l’atleta, sarebbe voluto diventare un cantante. “In realtà, sono molto stonato. Forse non avrei potuto farlo”, ammette.

Filippo si è diplomato al liceo scientifico e adesso coniuga l’attività agonistica con gli studi: frequenta infatti il corso di impresa e management all’università Luiss di Roma. Una scelta coerente con le sue ambizioni extra-sportive: “mi piacerebbe molto portare avanti l’azienda della mia famiglia, fondata dal mio bisnonno (Gruppo Confalonieri), che produce accessori per mobili”, rivela. Dove si vede fra cinque anni? “Ancora un atleta, ma laureato. E sempre più veloce”.

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