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Investimenti 14 Settembre, 2020 @ 2:26

Euronext, in partnership con Cdp e Intesa Sanpaolo, tenta l’assalto a Borsa Italiana

di Massimiliano Carrà

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borsa italiana offerta acquisizione euronext, intesa sanpaolo e cassa depositi e prestiti
Vittorio Zunino Celotto – Getty Images

L’assalto a Borsa Italiana è ufficialmente iniziato. Dopo l’offerta presentata dalle due cordate formate da Deutsche Borse e da Six, la società che gestisce la borsa di Zurigo, oggi se ne aggiunge ufficialmente un’altra: quella composta da Euronext e da due importanti attori italiani: Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti.

A darne notizia è la stessa Euronext che in una nota odierna conferma la presentazione di un’offerta non vincolante a London Stock Exchange Group per l’acquisizione di Borsa Italiana. La partnership – aggiunge il comunicato – comprende CDP Equity e Intesa Sanpaolo”.

Partendo dal presupposto che “non può esserci alcuna certezza che questo porterà a una transazione”, anche in virtù del fatto che al momento, secondo Reuters, l’offerta presentata da Six sarebbe quella più alta in termini di valore, tuttavia è importante sottolineare che “la combinazione proposta di Borsa Italiana ed Euronext creerebbe un attore di primo piano nei mercati dei capitali dell’Europa continentale, dove l’Italia sarebbe il maggior contributore di entrate al gruppo Euronext allargato”.

Acquisizione Borsa Italiana: il ruolo di Intesa Sanpaolo

Seppur considerata in “svantaggio”, l’offerta presentata da Euronext per Borsa Italiana (di cui ancora non si conoscono né le cifre, né le tempistiche ipotetiche), grazie alla presenza combinata di Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti, potrebbe fornire quel quid in più al momento del vaglio ufficiale delle offerte presentate al London Stock Exchange Group.

E se l’ingresso nella cordata di Cdp non è stata una vera e propria sorpresa, quello di Intesa Sanpaolo, invece, è stato abbastanza inaspettato, ma non inimmaginabile, visto che – come ampiamente dimostrato con l’operazione Ubi Banca – la banca diretta da Carlo Messina è sempre pronta a sostenere operazioni strategiche su asset strategici.

In questo caso, però, il ruolo operativo dell’istituto di Ca’ de Sass dovrebbe essere decisamente diverso. Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, Intesa Sanpaolo dovrebbe entrare nell’operazione successivamente all’acquisizione e, quindi, tramite un aumento di capitale (di conseguenza solamente se Euronext dovesse vincere la sfida) che la porterebbe ad avere una quota analoga a Bnp Paribas (che detiene il 2,2%).  

Business 21 Febbraio, 2020 @ 11:37

E-Trade, dal trading online al tempio di Wall Street

di Massimiliano Carrà

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morgan stanley sede
Mario Tama – Getty Images

È tutto vero: Morgan Stanley acquisirà per 13 miliardi di dollari una delle piattaforme di trading online più famose di Wall Street e non solo: E-Trade. Oltre ad aver scosso la giornata americana di Borsa di ieri, l’operazione finanziaria intentata da Morgan Stanley è già storia: è la più grande acquisizione dalla crisi finanziaria scoppiata negli Usa a causa dei mutui subprime.

Inseguita fin dal 2002, come hanno rilevato i vertici di Morgan Stanley, la fusione con E-Trade ha un obiettivo preciso per la banca americana fondata nel 1935: accelerare e completare la trasformazione del gruppo in un leader della gestione di fondi per conto di piccoli investitori e risparmiatori.

I dettagli dell’operazione tra Morgan Stanley e E-Trade

Entrando nei dettagli dell’operazione, l’acquisizione di E-Trade lanciata da Morgan Stanley è una transazione orchestrata tutta in azioni. In sintesi un’offerta pubblica di scambio che permetterà agli investitori del broker online di ricevere 1,0432 azioni di Morgan Stanley per ognuna di quelle di E-Trade in loro possesso, ossia circa 58,74 dollari, con un premio del 30% rispetto alla chiusura di mercoledì.

Come rivelato dalle due aziende protagoniste, l’acquisizione dovrebbe concludersi nel quarto trimestre 2020 (quindi a fine anno), e permetterà a Morgan Stanley di acquisire 5 milioni di clienti, una banca online e 360 miliardi di dollari di attività, che si sommano al suo portafoglio di 3 milioni clienti e ai 2.700 miliardi di dollari di attivi dei clienti. 

Di conseguenza, una volta completata la fusione, le operazioni di wealth management di Morgan Stanley avranno complessivamente oltre otto milioni di utenti e attività in gestione stimate in 3.100 miliardi. Ma non è tutto. Secondo i calcoli fatti dalla banca stessa e dagli analisti, Morgan Stanley con l’acquisizione di E-Trade dovrebbe risparmiare fino a circa 400 milioni di dollari in costi e creare sinergie per circa 150 milioni di dollari.

Perché è nata l’operazione E-Trade e Morgan Stanley?

Quando si concretizza un’acquisizione di questa rilevanza economica, e non solo, le motivazioni e le implicazioni sono ovviamente diverse e innumerevoli. Dal punto di vista strategico è sicuramente una risposta alla fusione tra la banca americana Charles Schwab e il broker online TD Ameritrade.

Proprio per questo motivo, l’acquisizione da parte di Morgan Stanley è una vera e propria ancora di salvataggio per E-Trade, che in seguito alla fusione di Schwab e TD Ameritrade aveva visto decrescere sostanzialmente le sue quotazioni. Per la banca americana, invece, rappresenta un’opportunità in più in materia anche e soprattutto di servizi offerti. Infatti, oltre ad aver un gruppo di 15.500 advisers dediti al servizio di clienti con patrimoni milionari, l’anno scorso ha lanciato un servizio online mirato a risparmiatori non ricchi.

Adesso, quindi grazie alla potenza e fame di E-Trade potrà ampliare e rafforzare tutto ciò. Nella gestione di azioni per conto di dipendenti, la futura Morgan Stanley infatti potrà far leva su oltre 4.000 clienti corporate.

Le reazione in Borsa dei titoli

Vista l’importanza dell’operazione, la reazione in Borsa dei titoli delle due società è stata abbastanza evidente, sia positivamente, sia negativamente. Il sentiment degli investitori di Morgan Stanley e di E-Trade è stato infatti totalmente opposto.

I primi non sono risultati molto convinti della decisione intrapresa, tant’è che nella seduta di ieri il titolo quotato alla Borsa di New York ha ceduto il 4,55%, con le azioni che sono passate da 56,51 dollari per azione a 53,75 dollari per azione.

Totalmente contraria, invece, la reazione degli investitori di E-Trade. Quotato sul Nasdaq, il titolo della piattaforma di trading online è andato incontro a un rally positivo del 21,81%, con le azioni che sono volate da 44,93 dollari per azione e 54,73 dollari per azione.