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Business 17 Settembre, 2019 @ 8:30

Elisabetta Franchi spiega la scelta della Borsa

di Eleonora Poggio

Scrivo – per passione – di imprese e finanza.Leggi di più dell'autore
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elisabetta franchi
Elisabetta Franchi nell’immagine scelta per il lancio del suo docu film (Courtesy: Elisabetta Franchi)

La mia azienda, il mio brand, il mio stile voglio che diventino anche di chi ha creduto in me e mi ha consentito oggi di arrivare dove sono: la quotazione è lo strumento giusto da utilizzare perché Elisabetta Franchi continui il suo percorso di crescita e soprattutto di internazionalizzazione.” 

Così, con il sorriso e la forza di volontà che la contraddistingue, Elisabetta Franchi, fondatrice dell’omonimo brand del pret a porter made in Italy, ha annunciato lo sbarco in Piazza Affari segmento AIM, forte di un fatturato stimato per il 2019 a circa 123 milioni di euro in crescita del 6,4% rispetto al 2018.

“La società gode oggi di buona salute, conta 84 monomarca e 1100 negozi multimarca dislocati nelle città più importanti del mondo. Ma ci voleva qualcosa di cucito ad hoc perché Elisabetta Franchi potesse fare il salto nel modo giusto. Con Spactiv ho trovato il partner con esperienza retail giusta per condividere un progetto internazionale che ho nel cuore”.

Non si ferma mai Elisabetta e prosegue: “Sono riuscita a rompere gli schemi anche nella modalità di comunicazione. Chiudo il mio primo capitolo di vita, quello in cui occorre metterci la faccia per crescere e ottenere credibilità, e ne apro uno nuovo: quello dell’internazionalizzazione in cui continuerò comunque io a mantenere la maggioranza della proprietà, ma lascerò anche spazio al pubblico che mi ha premiata in questi anni”.

L’obiettivo è chiaro come chiara è la mission. Ho sempre cercato di perseguire con coerenza i valori che sento far parte del mio DNA: la creatività italiana, la mia visione di femminilità, l’eredità artigiana, una moda eco-friendly; questi gli ingredienti essenziali del mio brand che hanno consentito a Elisabetta Franchi di costruire una forte identità e trovare un posizionamento unico. Ho sempre creduto in strumenti innovativi di comunicazione diretta che mi hanno permesso di avvicinarmi alle persone, oggi il brand Elisabetta Franchi merita di andare lontano e di guardare al futuro con un’ottica di espansione sempre più internazionale. La nostra business combination è come un abito perfetto cucito addosso.” 

Ma non è l’unica iniziativa intrapresa negli ultimi mesi. “E’ uscito il mio docu film nel giorno dell’annuncio del lancio in Borsa. E sono Felice, anche perché  mio marito, Sabatino Cennamo, che mi prestò i primi soldi per spiccare il volo e iniziare la mia attività imprenditoriale, oggi è diventato noto, ed io volevo ridare vita a chi mi ha consentito di raccogliere i frutti di ciò in cui io e lui mettemmo anima e cuore ma che lui non vide mai.” 

Si commuove, ma con una battuta ci ride sopra per riprendersi: “Forse dirà: <<che cosa sta combinando di nuovo quella pazza?>>” 

Betty Blue (la capogruppo del marchio) è un’azienda caratterizzata da un’importante profittabilità e da un’elevata riconoscibilità del brand ma anche da una produzione made-in-Italy e da importanti iniziative nel segno dell’eco-sostenibilità. E se punta all’internazionalizzazione lo fa in modo preciso. Quali mercati vorrebbe esplorare? “Inghilterra, Asia, America del Sud e Usa. Sono i mercati cui voglio rivolgermi.”  E se dovesse pensare alla prima città nel mondo quale sarebbe? “Los Angeles”. E con che abito aprirebbe la scena? “Con una tuta iconica da red carpet, quelle che usa Adriana Lima, quelle della donna vera, che però sa portare anche i pantaloni. Esattamente come ho dovuto fare io”.

Leader 2 Luglio, 2019 @ 4:51

Elisabetta Franchi oltre le paillettes, la stilista racconta la sua “vita in salita”

di Eleonora Poggio

Scrivo – per passione – di imprese e finanza.Leggi di più dell'autore
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La stilista Elisabetta Franchi
La stilista Elisabetta Franchi (Courtesy Elisabetta Franchi)

“Non volevo solo creare e vendere vestiti, ma ideare uno stile di vita”. A dirlo una stilista, una imprenditrice e una mamma. In una parola una donna, Elisabetta Franchi, che oggi veste i vip d’Italia e del mondo, ma che a dispetto dell’appartenenza a questo mondo dorato ha dovuto fare fronte a numerose sfide prima di raggiungere il successo.

“Oggi – racconta a Forbes.it – posso dire di essere riuscita a realizzare il mio sogno e quello che avevo condiviso con mio marito (mancato prematuramente nel 2008, ndr), ma nella vita niente viene da solo. Sono cresciuta senza papà e nel 2008 mi sono ritrovata sola con una bambina di un anno e una azienda che stava crescendo. Non ho mai mollato. Ho solo continuato.”

Oggi Elisabetta Franchi è diventato un brand (della società Betty Blue Spa) che dà lavoro a più di 300 dipendenti e che possiede 85 negozi monomarca tra Italia ed estero. Lei, classe 1968 e madre di due figli, racconta anche la sua gioventù in una famiglia modesta di Bologna e gli inizi del suo sogno.

La stilista Elisabetta Franchi con i suoi cani
La stilista Elisabetta Franchi (Courtesy Elisabetta Franchi)

“Eravamo 5 figli. Non ho potuto finire la scuola, servivano i soldi: cosi ho iniziato a lavorare a Bologna al mercato come commessa alle bancarelle, e lì ho imparato la sensibilità commerciale. Poi ho proseguito per sei mesi nel fine settimana facendo la barista e prendendomi la leadership, fino ad essere assunta in un’azienda, la Imperial di Bologna che realizzava, e lo fa ancora, il fast fashion, ossia il cosiddetto pronto moda. La fortuna dell’azienda erano i titolari, Emilia – tosta con carattere forte come il mio – ed Adriano. Ma soprattutto il loro amministratore delegato Sabatino Cennamo che è poi diventato mio marito: è stato lui a prestarmi i soldi per spiccare il volo e iniziare la mia attività imprenditoriale. Vedeva lungo, credeva in me e ha avuto ragione”. Oggi la società vale 117,2 milioni di euro di fatturato, 15,1 milioni di utile e un margine operativo di 21 milioni di euro.

La sede di Elisabetta Franchi (Courtesy Elisabetta Franchi)

Se gli si chiede quale crede sia stato il segreto che le ha permesso di arrivare a questi numeri, lei risponde con un ricordo dell’infanzia: “A 7 anni giocavo con una bambola a vestirla anche con stracci ritagliati. Ho solo proseguito ascoltando il mio istinto. Ai giovani dico solo: non cercate il successo o la fama, cercate di fare ciò che vi piace, ma di fare.”  Elisabetta Franchi è sorridente, emoziona e si emoziona. Appare vera, genuina. Anche quando racconta che “il mondo della moda è spesso frainteso: non è solo luccichio, cocktail ed aerei privati. E’ faticosissimo: ci sono tre collezioni a stagione da preparare, e a scuola la fatica non la insegnano. Ma la prima volta che vidi indossare un mio abito a Los Angeles capii che il mio percorso era corretto”. E proprio negli Stati Uniti Elisabetta ha visto iniziare il fenomeno delle testimonial per le sue collezioni, tra le prime anche Angelina Jolie: “Donne bellissime, che non ho mai dovuto pagare perché indossassero i miei abiti”, sottolinea.

Forse perché l’attenzione del mondo è riuscita a guadagnarsela semplicemente con il suo lavoro. Come avverrà ancora nei prossimi mesi. “A settembre – ci preannuncia – uscirà la storia della mia vita con Mondadori e un docu-film su Real Time”.