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Investimenti 21 Gennaio, 2020 @ 11:30

Rejoint, la startup bolognese dove la medicina incontra Big Data e I.A.

di Forbes.it

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Gian Guido Riva, founder Rejoint (courtesy Rejoint)

Arrivano nuovi fondi per Rejoint, la startup innovativa bolognese che sviluppa protesi personalizzate per il ginocchio. L’azienda ha chiuso un round di investimento di 1,350 milioni di euro dai business angel di IAG e dagli investitori della community di equity investing on-line Doorway.

Una notizia importante per Rejoint, visto che è nata con un obiettivo fondamentale: soddisfare quel 20% delle persone, che dopo essersi sottoposte ad un intervento di sistemi protesici al ginocchio, rimangono insoddisfatte per le problematiche che influenzano la qualità della vita: dolore, infiammazione, mismatch dimensionale.

Rejoint: Intelligenza artificiale e Big Data a sostegno della medicina

Per dar vita ai suoi dispositivi realizzati ad hoc per ogni paziente, Rejoint si basa sull’applicazione al settore della medicina ricostruttiva, della Realtà Aumentata, dell’Intelligenza Artificiale (per studiare l’anatomia del paziente e progettare l’impianto), della più innovativa tecnologia di stampa 3D (utilizzata anche durante gli interventi chirurgici) e dei Big Data, attraverso tutori sensorizzati che permettono di monitorare la riabilitazione del paziente nonché il continuo miglioramento del prodotto.

Soddisfatti della partnership con IAG e Doorway, e del conseguente round di investimento, i founder di Rejoint Gian Guido Riva e Lorenzo Viva, spiegano: “Insieme porteremo forte innovazione nell’ottica del trattamento personalizzato di tutto il “patient journey” in un mercato costantemente in crescita ma caratterizzato ad ora da un’offerta di prodotti e servizi “matura”.

IAG, Italian Angels for Growth, è stata fondata nel 2007 e oggi è il più grande network di business angels in Italia, tant’è che riunisce oltre 200 protagonisti del mondo imprenditoriale, finanziario e industriale  in più di dieci anni di attività, ha analizzato oltre 5.000 startup e i suoi soci hanno realizzato oltre 80 investimenti, per un totale di 157 milioni di euro investiti dai soci IAG e suoi co-investitori. 

Doorway, invece, è una startup innovativa, attiva sul mercato dal 2019, che ha uno scopo ben preciso: innovare l’industria della raccolta di capitale di rischio destinati a startup e PMI, tramite un’esclusiva piattaforma Fintech di equity investing on line, autorizzata da Consob. Essa è dedicata e rivolta ad investitori per supportare lo sviluppo e l’internazionalizzazione di startup e PMI ad alta scalabilità. La missione è supportare gli investitori nel diversificare il loro patrimonio, canalizzando parte della loro dotazione finanziaria verso l’economia reale.

Tecnologia 11 Luglio, 2019 @ 2:06

Alexa dispenserà consigli medici per curarci

di Gabriele Di Matteo

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Alexa studia per diventare medico di famiglia? La domanda è lecita poiché il Sistema Sanitario Inglese, NHS, ha appena annunciato una collaborazione con gli sviluppatori di Alexa, assistente vocale più diffuso al mondo e venduto da Amazon, per mettere a disposizione risposte ufficiali su disturbi e malattie.

Se ieri chiamavamo il medico per sapere “Come si cura l’emicrania?” “Quali sono i sintomi della varicella?” “Posso prendere la cardio-aspirina” adesso l’assistente vocale di Amazon è autorizzata un organismo pubblico a consigliare i pazienti. Come tutte le innovazioni che arrivano dalle titaniche piattaforme digitali, la novità -che come vedremo potrebbe scardinare le logiche del sistema sanitario- si presenta come un mezzo per migliorare il mondo e le relazioni tra Governi e cittadini.

Sentiamo Matt Hancock, segretario del dipartimento della salute: “Con questo accordo speriamo di decongestionare le richieste che arrivano alle nostre strutture e servire meglio i cittadini”.

È il solito miele sulla medicina. Il servizio infatti è espressamente dedicato “agli anziani, ai non vedenti”, quelle fasce di popolazione che hanno difficile accesso alle strutture e alla Rete. Di più. Siccome oggi i navigatori chiedono a Google consigli “medici” rischiando di incappare in siti fasulli o squisitamente commerciali, i dati che NHS mette a disposizione di Alexa sono ufficiali e garantiti clinicamente.

Tutto bello? Mica tanto. Intanto come ha svelato tempo da Bloomberg News “le conversazioni mondiali che si tengono con Echo Alexa vengono ascoltate dagli addetti di Amazon per migliorare l’interfaccia di machine learning” cioè per migliorare il servizio dei voice assistant. Le nostre malattie, i nostri disturbi, i nostri tic, in sostanza, verranno comunicati ad un gigante dell’ e-commerce che vende anche medicine di base.

E quindi, tornando al primo rigo dell’articolo, Alexa alla lunga potrebbe diventare il nostro medico di famiglia che consiglia un farmaco e poi te lo vende. Se abbiamo problemi di circolazione e chiediamo ad Alexa “Mi consigli la cardio-aspirina?” Alexa potrebbe gentilmente rispondere “Certo, caro, e anzi ti consiglio di comprare subito online questa marca o quell’altra”.

Ecco che si avvera quello che il presidente di Netcomm, Roberto Liscia ripete ogni giorno: “Il futuro dell’e-commerce è tutto nelle Intelligenze Artificiali, quindi chi non ha i mezzi e i soldi per gestire questo passaggio epocale sparirà dal mercato”.

Inoltre, come ha raccontato il format ForbesSilicio, Amazon sta aprendo una serie di partnership con aziende che producono bilance intelligenti, misura pressione, programmi per la salute. L’aspetto disruptive di questo accordo con la NHS, che è il primo al mondo, potrebbe creare un effetto domino davvero devastante per il settore salute e benessere.