Blockchain e Token: San Marino scrive le proprie regole
San Marino ha varato un Decreto Delegato, l’equivalente del decreto legge italiano, per dettare le regole dell’emissione di Token su Blockchain e la loro commercializzazione.
E’ noto che Stati grandi e complessi, come l’Italia, siano lenti a raccogliere nelle proprie leggi i cambiamenti sociali e tecnologici. Forse sono troppi i problemi da risolvere per potersi dedicare a normare cambiamenti che ancora impattano su porzioni piccole di popolazione e di PIL. Ma così non è per piccoli Paesi sovrani che hanno amministrazioni snelle. Esempio sono Malta, Singapore, Svizzera e Lussemburgo, che quasi sempre per primi normano le novità. Ieri, 27 febbraio, è stata la volta di San Marino, che ha varato un Decreto Delegato, l’equivalente del decreto legge italiano, per dettare le regole dell’emissione di Token su Blockchain e la loro commercializzazione.
Cosa è la Blockchain
Andando per passi, la Blockchain è una tecnologia rivoluzionaria che permette di conservare blocchi di informazioni in una catena inalterabile. Questo rende impossibile modificare l’informazione scritta e l’ordine di scrittura. In senso pratico, solo per fare qualche esempio, questo permette di conservare e scambiarsi denaro senza più necessità delle banche, vendere o comprare casa senza più necessità del notaio, verificare che un promotore finanziario sia realmente iscritto all’albo senza doversi fidare ciecamente.
Cosa è un Token
Tanti ricorderanno il vecchio gettone della Sip, i gettoni dell’autoscontro o le azioni al portatore, questi era tutti Token fisici. Adesso, grazie alla Blockchain, è possibile emettere dei Token digitali, cioè dei software inattaccabili e non duplicabili che portano una informazione (come questa è una quota di una società) o un valore (come questo buono vale un giro in giostra). Quando l’informazione portata è di carattere finanziario (una azione, un titolo di credito, ecc.), si parla di Security Token (Token di Investimento). Mentre quando l’informazione rappresenta un valore convertibile in un servizio o bene, si parla di Utility Token (Token di Utilizzo). Esistono poi altri tipi di Token, in particolare quelli di pagamento come il Bitcoin e le altre cripto valute, ma non sono ancora presi in considerazioni dalla legislatura di San Marino.
Il decreto Blockchain di San Marino
Il Decreto Delegato di ieri norma per legge Security e Utility Token emessi su Blockchain e norma tutte le regole di emissioni e soprattutto di commercializzazione di questi Token. Una società di qualunque paese del mondo, che segua regole di trasparenza e legalità scritte nella legge stessa, potrà emettere a San Marino dei Token (dei due tipi citati) riconosciuti dallo Stato e potrà venderli in tutto il mondo con una ITO, Initial Token Offering ovvero Offerta Iniziale di Token, benché questa sia fatta con metodo a norma della legge stessa. In particolare la vendita potrà essere solo a persone o aziende che a loro volta seguano regole di trasparenza e legalità (in particolare contro il riciclaggio o anonimato).
Blockchain a San Marino: l’esenzione fiscale
Il decreto Blockchain di San Marino non si ferma solo a definire i Token e le ITO, ma dà anche una grande leva di successo alle operazioni che saranno fatte con sede a San Marino: tutti i ricavi da operazioni fatti con i Token saranno esentasse, naturalmente finché i soldi rimangono sul territorio della Repubblica, mentre subiranno la fiscalità del Paese di destino quando escono.
I protagonisti del decreto Blockchain della Repubblica di San Marino
La normativa è figlia di Andrea Zafferani (Segretario di Stato per l’Industria), Sergio Mottola (Presidente di San Marino Innovation), Emanuela Campari Bernacchi e Valentina Lattanzi (Studio Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners) e Stefano Loconte (Studio Loconte & Partners). Tutti i protagonisti hanno ribadito che il Decreto di ieri è solo l’inizio di una normativa sulla Blockchain e le sue applicazioni che si arricchirà pian piano per fare di San Marino un hub mondiale per questa tecnologia.
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