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Business 20 Aprile, 2020 @ 2:59

Coronavirus, quali competenze per i leader nella fase 2 della crisi – PODCAST

di Roberto D’Incau

Staff

Headhunter e business coach.Leggi di più dell'autore
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L’Italia si sta avviando verso la fase 2 della crisi del coronavirus ed è il momento di guardare avanti, sperando che i dati della pandemia ci confortino via via sempre di più.

Ed è giunto anche il momento di cominciare a ragionare su quali competenze saranno necessarie in questa nuova fase per le aziende italiane, dove una nuova leadership sarà quanto mai necessaria per riportare il tutto, si spera il prima possibile, verso una “nuova normalità”.

Come dovrà essere, quindi, la leadership manageriale nella fase 2 della crisi?

1. Ci sarà bisogno di una leadership più risonante, più empatica, in cui le persone dei team che hanno lavorato in smartworking, spesso per la prima volta nella loro vita, si sentano accolte: il momento sarà ancora molto difficile, per questo la risonanza sarà importantissima. Non si può “bluffare” in questa fase: chi ha l’autorevolezza della sua leadership, e anche la forza dell’empatia, verrà seguito, gli altri molto meno.

2. La capacità di guardare avanti: essere in grado di prevedere e non solo di agire; la visione strategica del business, se necessario di ripensarlo e rimodularlo (ad esempio con la digitalizzazione, ma non solo), sarà fondamentale. Sarà davvero importante la capacità di guardare al futuro, con business idea nuove, che partano dal passato ma con paradigmi nuovi.

3. Come si prendono le decisioni: un eccesso di emotività non servirà a nessuno, servirà invece una valutazione attenta, previsiva. Si tratterà di analizzare, di valutare, di vivere l’incertezza ma anche al tempo stesso di prendere decisioni ponderate, non eccessivamente emotive.

4. Una grande condivisione e trasparenza con le persone: sharing is caring, le persone dovranno sentirsi il più possibile coinvolte e responsabilizzate nelle decisioni, con una adesione non solo razionale ma anche emotiva.

5. Servirà, infine, una resilienza manageriale ancora più forte: questa crisi Coronavirus è stata un vero e proprio tsunami, ci ha spiazzati tutti, inutile negarlo. Posto la resilienza è la capacità di un manager di affrontare e superare un periodo traumatico e difficile, ne servirà moltissima ai manager italiani: solo con la forza dell’ottimismo, temprato da una lettura attenta della nuova realtà, e con people management skill ancora più forti, le aziende ne verranno fuori il prima possibile.

Ascolta Job Trends, il podcast di Roberto D’Incau, su Forbes.it nella sezione dedicata ai podcast, ma anche su Spreaker, Spotify, Apple Podcast e Google Podcast.

 

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