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Business 2 Settembre, 2020 @ 10:08

Al via la seconda edizione del talent per giuristi di 4cLegal

di Luigi Dell'Olio

Giornalista economico e finanziario.Leggi di più dell'autore
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4cLegal AcademyArticolo apparso sul numero di settembre di Forbes Italia. Abbonati.

Fervono i preparativi in vista della seconda edizione della 4cLegal Academy, legal talent che andrà in onda a partire dal 14 ottobre sul canale Bfc, al canale 512 di Sky. Dopo la selezione delle candidature, cinque giovani neolaureati in giurisprudenza compiranno, davanti alle telecamere, un percorso formativo che li porterà ad affrontare casi giuridici concreti, sottoposti loro dai giuristi d’impresa e manager di aziende di primo piano. Saranno, ad esempio, chiamati a delineare una strategia difensiva, scrivere un parere legale, occuparsi di argomenti estremamente sensibili come la protezione dei dati personali oppure operazioni di m&a. Alla fine del percorso, tre giudici valuteranno le performance di ciascuno e decreteranno il migliore, che si laureerà Legal Talent of the Year 2020.

La prima edizione si è rivelata un piccolo cult tra le centinaia di migliaia di spettatori che l’hanno seguita. “Molte persone sono rimaste ancora legate a un’immagine tradizionale del mestiere, connessa a concetti e immagini come il linguaggio legalese e la figura dell’azzeccagarbugli”, racconta Alessandro Renna, fondatore e ceo di 4cLegal. “Con la 4cLegal Academy abbiamo voluto gettare una luce diversa su quello che invece oggi è davvero richiesto, ad esempio nelle direzioni legali aziendali: figure che abbiano delle soft skill comunicative sviluppate, immediate e chiare”.

Un pensiero condiviso anche dai docenti dell’Academy, a cominciare da Antonella Cupiccia, general counsel di MM che racconta: “La continua evoluzione normativa richiede che chi svolge il mio lavoro sia affiancato da avvocati esterni competenti e specializzati che possano integrare il team legale della società con competenze non ricorrenti o ad alta specializzazione”. Mentre Emanuela Spizzo, head of legal affairs Michelin Italia, sottolinea come il general counsel stia ampliando il proprio raggio d’azione “oltre l’identità originale del giurista o del business partner per evolversi in business consultant, alleato strategico degli alti vertici aziendali”.

Come si sceglie uno studio esterno per l’attività di consulenza legale esterna? “I criteri principali che cerchiamo in studio sono comprensione del modello di business, rapidità e flessibilità di esecuzione, quindi proattività rispetto a possibili esigenze mirate a massimizzare i benefici e ridurre i rischi”, commenta Enrico Favale, head of legal and procurement Fca Bank Group. Paolo Bardelli, responsabile ufficio legale e assicurazioni di Stef Italia, indica come prioritari tra i criteri di scelta “la competenza specialistica e l’attenzione al cliente. Lavoriamo con molti studi legali a seconda delle materie, cercando sempre di coniugare il rapporto di fiducia con i risultati”. I tre giudici del talent, cioè Renna, Mario Alberto Catarozzo, business coach e formatore, e Lorena Urtiti, legal head hunter, non si limiteranno a esprimere giudizi, ma avranno anche un ruolo di formatori.

Quanto agli studi professionali, mentre l’anno scorso si dividevano le prove con le direzioni legali di grandi imprese, quest’anno faranno da tutor ai ragazzi, ad esempio, proponendo esercitazioni e approfondimenti che precederanno e seguiranno le prove stesse. Le tappe vere e proprie del legal talent saranno invece esclusivamente con le aziende. In più, una parte di formazione sarà svolta da Great Place to Work. “Abbiamo aderito perché crediamo che il primo passo verso la creazione di ambienti di lavoro di qualità sia un processo di selezione basato sul merito”, afferma Andrea Montuschi, partner & president per l’Italia. Infine, tre docenti che avevano partecipato alla prima edizione: Andrea Puccio, founding & managing partner Puccio – Penalisti Associati, Elisabetta Racca, head of legal affairs Ibsa Institut Biochimique Sa e Gianpaolo Accossato, senior vice president group associate general counsel Marelli, appariranno nella seconda puntata in veste di special guest e selezioneranno la cinquina di partecipanti che, dai sette iniziali, compiranno tutto il percorso.

Già nella prima edizione il talent ha messo in luce l’importanza assunta dalla comunicazione nel mercato legale. Coltivarla, spiega Gabriele Fava, founder dello studio Fava & Associati, è ormai fondamentale per esercitare la professione legale. “L’innovazione e il digitale hanno notevolmente aiutato il professionista nel costruire e mantenere un filo diretto con i propri clienti, fornendo loro un’assistenza continua day-by-day”. Anche se le regole viste fino alla vigilia del lockdown possono essere stravolte. “Il rischio di descrivere un fenomeno non più attuale rispetto a qualche mese fa è alto”, conferma Michele Borlasca, senior partner dello studio Zunarelli. Di certo c’è, aggiunge, che “l’approccio comunicativo si sta sviluppando molto di più su un piano contenutistico rispetto al profilo del singolo professionista e alla propria reputazione”.

Nicola Baraldi, vertical business product marketing di TeamSystem, vede il principale fattore di cambiamento del mercato legale nell’avvento del digitale “che offre le proprie competenze per interagire con i clienti e costruisce un nuovo contesto in cui operare, in modo più efficiente e smart”. “Il digitale offre opportunità incredibili, ma presenta anche dei rischi”, racconta invece Gabriele Faggioli, ceo del gruppo Digital360. Qualche esempio? “Selezione di informazioni sbagliate e attacchi cyber, che possono portarci a perdere tutti i dati che abbiamo sono solo alcuni dei rischi cui siamo sottoposti. Dovremo imparare a essere sempre più educati nell’uso delle tecnologie”.

E proprio il digitale è tra i temi di innovazione che caratterizzeranno la nuova edizione del talent. Helèna Ravasini, head of legal di Huawei Technologies Italia, motiva così la scelta di prendervi parte. “La nostra azienda si occupa della formazione dei giovani talenti del mondo Ict. Viste le numerose implicazioni che le nuove tecnologie presentano sul piano legale, pensiamo sia necessario creare opportunità anche in questo ambito affinché i giovani neolaureati conoscano le principali problematiche che possono sorgere in azienda”. Il discorso vale anche per altri settori, come spiega Roberto Grasso, director & general manager di Das Italy, attiva nella tutela legale. “Riteniamo che un legal talent sia una grande innovazione in questo settore. Siamo da sempre grandi sostenitori di tutte le iniziative che permettono alle persone di mettersi alla prova e affinare capacità relazionali e negoziali. E la 4cLegal Academy è senza dubbio una di queste”, conclude.

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