Record per Wall Street: l’insediamento di Joe Biden è stato il migliore degli ultimi 36 anni

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Joe Biden (Photo by Tasos Katopodis/Getty Images)
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Joe Biden (Photo by Tasos Katopodis/Getty Images)

L’insediamento di Joe Biden manda in estasi Wall Street. Nella giornata di ieri, 20 gennaio 2021, i tre principali indici americani, Dow Jones, S&P500 e Nasdaq (spinto anche dal rally di Netflix, arrivato in seguito alla diffusione conti dell’ultima trimestrale del 2020), hanno chiuso la giornata di Borsa scrivendo i nuovi massimi storici. Ma non è tutto.

Secondo quanto analizzato da MarketWatch, sulla base dei dati del Dow Jones Market Data, se i guadagni riportati dal Dow Jones e dell’S&P500 – rispettivamente dello 0,83 e 1,5% – sono stati i migliori mai registrati negli ultimi 36 anni in occasione proprio dell’insediamento di un nuovo presidente americano (ossia dal 1985, quando Ronald Reagan prestò giuramento per la seconda volta), il Nasdaq (+2%) addirittura ha messo a segno la sua miglior performance mai registrata nel giorno dell’insediamento.

Segno che le manovre economiche – tra tutte il maxi piano per risollevare l’economia americana – proposte da Joe Biden non dispiacciono affatto a Wall Street, che anzi guarda con speranza alle prossime mosse del neo presidente americano. E le sei previsioni economiche di Goldman Sachs o la mano tesa di Amazon nell’operazione di distribuzione al vaccino ne sono un esempio.

Insediamento Joe Biden: festeggia anche l’Europa, ma occhio alla Bce

Nella giornata di ieri anche le principali borse europee hanno salutato nel migliore dei modi l’insediamento di Joe Biden con vivaci rialzi. Da Francoforte a Parigi, fino ad arrivare alla nostra Milano che, con il Ftse Mib – principale indice di Piazza Affari – ha chiuso la giornata di ieri con un rialzo di quasi un punto percentuale (+0,93%).

Oggi, però, l’andamento dei principali indici del vecchio continente è diverso: più prudente. Sta salendo infatti l’attesa per la riunione pomeridiana della Bce che se da una parte dovrebbe riconfermare le attuali misure di politica monetaria, dall’altra, però, potrebbe rivedere al ribasso le prospettive per l’economia dell’eurozona, viste le nuove restrizioni imposte a causa della nuova esplosione di contagi da Covid-19.