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Chi è il pilota di jet miliardario che volerà in orbita con SpaceX

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(foto SpaceX via Getty Images)

Mentre il razzo Starship lanciato da SpaceX poche ore fa si trasformava in una palla di fuoco e carbonizzava 5mila tonnellate di costoso materiale, il miliardario Jared Isaacman annunciava a una cerchia di amici la sua decisione: partirà. Non per una sessione di pesca al Marlin nelle acque della Florida, bensì per lo spazio, insieme con alcuni sodali. “Tre o quattro persone normali”, ha sottolineato. “Deve essere un viaggio tra amici”. 

Isaacman ha comprato, senza rivelare la cifra, un intero volo di SpaceX, per la felicità del collega miliardario Elon Musk. Una scelta coerente con la sua carriera, visto che i miliardi li ha fatti in un ambito contiguo a quello spaziale: jet da combattimento e soluzioni tecnologiche per pagamenti elettronici.

Jared Isaacman, il miliardario pilota

Jared Isaacman
Jared Isaacman (foto Twitter @rookisaacman)

Come spesso accade con le iniziative dei miliardari, esiste anche un lato solidale. Isaacman userà la missione per raccogliere 200 milioni di dollari da donare al St. Jude Children’s Research Hospital, un ospedale pediatrico di Memphis, 100 dei quali di tasca propria. Accanto ad Isaacman, 38 anni, nella missione ci sarà un’operatrice sanitaria dell’ospedale, mentre per il terzo sedile verrà aperta una lotteria tra tutti i donatori. Il quarto posto andrà a un imprenditore che usa Shift4 Payments, la società di elaborazione di carte di credito di Allentown, Pennsylvania, di cui Isaacman è amministratore delegato e co-fondatore. Ci sarà con loro, rassicurano gli ingegneri di SpaceX, anche un garante, un ex astronauta Nasa di lunga esperienza.

SpaceX organizzerà un addestramento per l’equipaggio, ma Jared Isaacman vuole andare oltre. “Con il mio equipaggio”, ha dichiarato, “faremo una spedizione in montagna per vivere insieme un’esperienza durissima in tenda, sul fianco di una montagna, in condizioni di vento e neve”. Esperienza utile, a suo giudizio, per conoscersi meglio e trovare affiatamento. 

Nel curriculum di Isaacman compaiono anche missioni con un alto grado di rischio. Il miliardario ha installato per anni antenne per voli spaziali. Nel 2008 è stato in Kazakistan per vedere una Soyuz russa decollare con un turista a bordo e, alcuni anni dopo, ha partecipato a uno degli ultimi lanci dello space shuttle della Nasa. SpaceX lo ha invitato al secondo lancio di astronauti a novembre. 

Isaacman si definisce un “fanatico dello spazio” sin da quando andava all’asilo. Ha abbandonato il liceo quando aveva 16 anni, ha ottenuto un certificato Ged (una verifica che attesta un livello di abilità e conoscenze equivalente a quello di chi completa una scuola superiore negli Stati Uniti o in Canada) e ha avviato un’attività nel seminterrato dei genitori, diventata poi la società di pagamenti Shift4. Ha stabilito un record mondiale di velocità nel 2009, mentre raccoglieva fondi per la fondazione Make-A-Wish, e in seguito ha fondato Draken International, la più grande flotta privata di jet da combattimento del mondo.

Perché Jared Isaacman ha scelto Elon Musk

“Se qualcosa va storto, vanificherà l’ambizione di ogni altra persona di diventare un astronauta commerciale. Per questo confidiamo che tutto vada per il meglio”, afferma il miliardario, che passa il week end nella sua casa di Easton, in Pennsylvania. Ma perché Isaacman ha scelto la società di Elon Musk? “SpaceX è il leader indiscusso nel volo spaziale commerciale, con due voli già completati con astronauti a bordo”. Boeing, invece, deve ancora portare gli astronauti alla stazione spaziale per conto della Nasa. E Virgin Galactic di Richard Branson e Blue Origin di Jeff Bezos prevedono di iniziare a far volare i clienti entro la fine dell’anno (le loro missioni, a quanto hanno annunciato, avranno comunque una portata molto ridotta rispetto alle missioni di Musk).

Isaacman voleva, in origine, mantenere un silenzio assoluto sulla missione, come concordato con la moglie Monica. Ma le due figlie 7 e 4 anni hanno sentito i genitori discutere del volo l’anno scorso e lo hanno raccontato scuola. Gli insegnanti hanno convocato allora gli Isaacman per chiedere se davvero il papà fosse un astronauta. Monica ha provato a glissare, sostenendo che i ragazzi inventano spesso i loro racconti, ma alla fine ha ceduto. 

“Questa è una pietra miliare del processo per garantire a tutti l’accesso allo spazio”, ha detto Elon Musk in conferenza stampa. Isaacman crede fermamente nel futuro dei viaggi spaziali: “Tra 60 o 100 anni le persone salteranno sui loro razzi come nel cartone animato I pronipoti, ci saranno famiglie che saltelleranno sulla luna con il loro bambino in una tuta spaziale”. Quanto alle sue donazioni all’ospedale pediatrico, ha affermato: “Anche se vivremo come immaginato dalla fantascienza, sarà nostro dovere sconfiggere prima il cancro infantile”

Miliardari nello spazio

L’imprenditore ha comprato un annuncio nelle trasmissioni tv del Super Bowl – le tariffe sono, secondo Nielsen, di 5 milioni di dollari a passaggio, per un’audience di 110 milioni di persone -. L’obiettivo è pubblicizzare la missione, denominata Inspiration4, il cui lancio è programmato per il prossimo ottobre in Florida. 

Ma, in generale, come procedono le prenotazioni per le trasferte spaziali? E qual è la portata del mercato? Una società di ricerche di Houston ha rivelato i nomi di tre uomini d’affari che stanno pagando 55 milioni di dollari ciascuno per volare verso la Stazione spaziale internazionale nel prossimo gennaio, a bordo di uno SpaceX Dragon. E il miliardario giapponese Yusaku Maezawa, il cui patrimonio ammonta a circa 2,9 miliardi di dollari, ha un contratto con Elon Musk per volare attorno alla luna nel 2023. Maezawa ha fondato nel 1998 l’azienda Start Today, che gestisce, tra le altre cose, il sito Zozotown, uno dei portali e-commerce più importanti in Giappone. È un collezionista d’arte e di recente ha speso 110,5 milioni di dollari per un dipinto del 1982 di Jean-Michel Basquiat, Untitled.

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