Da Donna invisibile a imprenditrice green: Jessica Alba racconta a Forbes come ha fondato la sua Honest Company

Jessica Alba Honest Company
Jessica Alba (foto Randy Shropshire/Getty Images for InStyle)
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Jessica Alba Honest Company
Jessica Alba (foto Randy Shropshire/Getty Images for InStyle)

Il boom della sua azienda di prodotti per la casa, The Honest Company, è arrivato nel 2016, quando ha registrato vendite per 250 milioni di dollari. A ottobre 2017 la società è stata valutata 1 miliardo di dollari. Nel 2019, con un fatturato sempre in crescita e gli Stati Uniti e il Canada come principali mercati, è sbarcata in Europa. L’attrice Jessica Alba, da tempo grande imprenditrice, ha puntato di certo sulla sua immagine di celebrity, ma è stata anche abile nell’investire sull’opportunità del consumo consapevole e dei prodotti organic e non tossici per tutta la famiglia, quando ancora non era di moda come adesso.

Tra i soci co-fondatori che hanno saputo credere in lei ci sono Brian Lee, Sean Kane e Christopher Gavigan. L’amministratore delegato è, dal 2017, Nick Vlahos. Jessica si divide tra la professione di attrice e il ruolo di madre (ha incontrato suo marito, il produttore Cash Warren, con cui ha avuto due figlie e un figlio, nel 2004, durante le riprese del film I Fantastici 4), anche se il suo interesse è sempre più indirizzato all’azienda, in cui crede fermamente.

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Il quartier generale di The Honest Company è a Playa Vista, a Los Angeles. Questa località, insieme a Santa Monica, Venice, Marina del Rey, Culver City, El Segundo e Mar Vista, fa parte di quell’area definita Silicon Beach: la regione dell’area metropolitana di Los Angeles che ospita centinaia di startup tecnologiche. Jessica, molto gentile e diretta, è pure, al momento, nella serie LA’s Finest, che mescola azione, poliziesco e commedia. Si tratta della prima produzione di questo tipo del servizio via cavo Spectrum, andata in onda in Italia dallo scorso novembre su Fox.

Lei ha sempre avuto uno spirito molto green, fin da quando cominciò a recitare professionalmente. E aveva solo dodici anni.
Ho avuto molti problemi di salute quando ero bambina. Mio padre era un pilota aeronautico di origini messicane e, poiché lui aveva un lavoro governativo, per fortuna avevamo una buona assicurazione medica. Altrimenti, sarebbe stato un problema enorme per la mia famiglia sostenere le mie spese mediche. Ho sofferto di forti allergie anche crescendo e da adolescente. Ho  dovuto perciò prestare sempre attenzione a tutto quello che mangiavo, indossavo o usavo. Ma è stato quando è nata mia figlia Honor, nel 2008, che ho deciso di creare un’azienda che fornisse un’alternativa ai prodotti per bambini, dato che quelli in commercio contenevano per la maggior parte ingredienti petrolchimici e profumi sintetici. 

La sua Honest Company è molto famosa negli Stati Uniti per i pannolini biodegradabili, che sono stati uno dei suoi prodotti più popolari.
Sono stati solo uno dei prodotti che hanno avuto tanto successo, ma sono divenuti davvero molto popolari, perché tutti tengono alla salute dei propri figli. Li hanno seguiti i detergenti bio, i detersivi per il bucato e tanti altri. Ho deciso poi di espandermi con prodotti per adulti, oltre che per bambini, come con i suggerimenti per una corretta alimentazione. The Honest Company è diventata un vero stile di vita, come ho spiegato nel 2013 nel mio libro The Honest Life: Living Naturally and True to You, in cui volevo dare una visione completa di tutto il mio progetto. Quando compiamo scelte sostenibili, non solo miglioriamo la nostra salute, ma pensiamo allo stesso tempo a salvare il pianeta. L’idea che anima la mia società è che tutto quello che riguarda la vita di famiglia, dai genitori ai figli, deve essere non tossico, efficace e pratico, possibilmente bello da vedere, con un certo stile estetico e di design e, soprattutto, deve essere conveniente. Non vengo da una famiglia ricca e so bene cosa voglia dire dover mantenere una famiglia. 

In principio non fu comunque facile.
Mi ci vollero tre anni per trovare i business partner con cui mi sentivo sicura di lavorare. Ma valse veramente la pena aspettare. Fondammo The Honest Company nel 2012 e, sebbene diversi consulenti ci avessero consigliato di focalizzarci su un solo prodotto, noi decidemmo, invece, di lanciarne ben diciassette. Da allora, tutte le scelte che abbiamo messo in atto sono state le migliori. Nel 2015 abbiamo spostato i nostri uffici da Santa Monica, dove tutto era cominciato, a Playa Vista, con la chiara intenzione di divenire sempre più grandi e di espanderci a tutto il mondo. Nello stesso anno, abbiamo acquisito Alt12 Apps (il creatore di app molto popolari come Baby Bump, Pink Pad e Kidfolio, ndr) e tra i nostri iniziali distributori, anche se abbiamo puntato da subito principalmente alla rete e all’ecommerce, ci sono stati Wholefood e Costco, a cui sono seguiti tanti altri, come Cvs, Babies R US e Amazon. Ci possono sempre essere problemi e critiche, come in ogni azienda, ma l’importante è trovare soluzioni e andare avanti. The Honest Company è stata un passo davvero significativo nella mia esistenza e carriera, perché mi ha dato sicurezza come donna, oltre che come imprenditrice.

In che senso?
Sono nata in California da una famiglia che era immigrata negli Stati Uniti. A soli cinque anni sapevo che volevo fare l’attrice. Cominciai a lavorare giovanissima, non ebbi il tempo di finire il college perché dovevo contribuire a supportare la mia famiglia. Per lungo tempo ho temuto di essere considerata solo per il mio aspetto fisico, non per me stessa e per il mio talento. Temevo che questo mi ostacolasse perfino nella mia carriera imprenditoriale. Ho fatto svariate esperienze di lavoro e sapevo che la mia idea avrebbe avuto successo, come che lo spirito eco-friendly e lo stile di vita sostenibile sarebbero divenuti una necessità per tutti a un certo punto. Non solo per la propria salute, ma anche perché le condizioni del pianeta stavano degenerando, con il riscaldamento climatico che stava divenendo un pericolo costante. 

Quali furono le maggiori difficoltà nel perseguire il suo progetto da imprenditrice?
A volte trovai perfino persone che mi diedero della pazza per le mie idee. Ma non ho mollato. Invece, sono riuscita a metterle tutte in pratica. Devo ringraziare i miei soci che si sono occupati del marketing e del piano aziendale, ma le idee erano mie. Era da anni che facevo ricerche sull’argomento e non mi lasciavo scoraggiare. So essere molto testarda e determinata. Ho l’abilità di comprendere cosa può piacere alla gente, che ho forse imparato dal mondo del cinema. Per me una cosa era più importante di tutto: volevo che la mia azienda fosse onesta e sicura, che aiutasse la comunità a migliorare il suo stile di vita e a essere più felice. Da qui mi sono lasciata ispirare per il nome: The Honest Company, la compagnia onesta.

Avete deciso di sbarcare in Europa con prodotti beauty e di make-up, invece che con i pannolini e con la linea per neonati e bambini, che vi ha portato al successo negli Stati Uniti. Perché?
Il mercato e le possibilità di acquisto in rete stanno divenendo sempre più globali. Ma, dopo un’attenta valutazione e considerando i dati, abbiamo pensato che i prodotti beauty fossero inizialmente più adatti per il mercato europeo, che mira al benessere come all’eleganza e allo stile.

Lei è sempre molto attiva anche come madre: dà consigli ad altre neo-mamme, condivide opportunità e scelte di vita. Per molte donne statunitensi è diventata un’icona, un modello di mamma imprenditrice.
Diventare madre apre una nuova era nella vita di una donna, con tante responsabilità e cose da fare in più. Per una donna che lavora, ma non solo, a volte è difficile trovare un equilibrio. Questa nuova situazione offre però tante opportunità anche in campo imprenditoriale: ispira molte nuove idee pratiche, che aiutano a rendere la vita migliore e più felice per tutta la famiglia. Per questo condividere esperienze, paura e consigli pratici aiuta tantissimo a superare momenti di crisi. Cerco di offrire supporto, per quanto posso. Per questo ho realizzato, nel 2019, una serie di video al riguardo – I Never Expected, in collaborazione con Attn – che hanno diversi scopi pratici e pongono l’attenzione su una nuova generazione di mamme che devono essere imprenditrici di se stesse, sapersi far valutare e rispettare. Ho pensato che si parla sempre di neonati e bambini, ma molto poco delle madri, ed era un campo nuovo da esplorare. In questo caso, inoltre, l’idea vincente è stata di puntare sull’uguaglianza: ho considerato donne di diversi strati sociali, da ogni parte del paese, con svariate dinamiche familiari e situazioni. E poi coppie gay, madri single, donne nell’esercito o che avevano partorito dopo avere avuto un tumore al seno o altre malattie. Essere una brava imprenditrice per me significa valutare anche il lato personale e avere una famiglia felice e serena. Allo stesso modo, nella mia etica lavorativa, cerco di non dimenticare mai il valore degli anziani, che nella società contemporanea vengono spesso considerati obsoleti o invisibili. Per me le loro esperienze sono, al contrario, preziose per imparare. È un valore che i miei genitori mi hanno instillato fin da quando ero bambina. 

Lei e suo marito siete molto uniti e lei ha sottolineato più volte quanto sia importante per una donna e madre avere accanto un partner che la supporti in tutte le sue scelte, anche quelle imprenditoriali.
Ci comprendiamo e intendiamo benissimo, perché siamo entrambi imprenditori. Lui sostiene il mio bisogno di espandermi da questo punto di vista e portare al successo il mio brand. Ma io sono ancora attrice a tempo pieno e questo, insieme al fatto che abbiamo tre figli che stanno crescendo, ci obbliga a essere molto organizzati, se vogliamo vederci e ricavarci spazi per noi soli. Per entrambi è importante, quindi, trovare del tempo di qualità da passare insieme. Sono convinta che sia questo il segreto del successo della nostra vita personale e professionale. Nel nostro matrimonio siamo un bel team, con la stessa dinamica che ritengo indispensabile per far funzionare bene un’azienda: abbiamo gli stessi interessi, gli stessi obiettivi, gli stessi valori.