Verso un valore condiviso: le strategie sostenibili conquistano anche il mondo legale

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Articolo tratto dal numero di dicembre 2020 di Forbes Italia. Abbonati!

Alle comunità imprenditoriali e finanziarie risulta oggi ben chiaro che la salute del pianeta e il benessere dell’umanità generano un impatto sulle prospettive di lungo periodo. Ed è per questo motivo che anche il settore legale si sta sempre di più interessando alle tematiche di sostenibilità. Ne abbiamo parlato con Daniela Bruno, partner dello studio legale e tributario Paroli Bruno Fossa

Come si inseriscono gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile definiti dalle Nazioni Unite nell’ambito della organizzazione e della gestione aziendale per raggiungere il successo sostenibile?
I 17 Sustainable development goals (Sdgs) definiti nel 2015 offrono terreno fertile per iniziative di collaborazione che ne consentano di affrontare le sfide. Merita una menzione speciale il nuovo Codice di corporate governance che ha introdotto alcune modifiche sostanziali e novità, anche concettuali, rispetto a primari elementi nell’ambito del management aziendale. Tra gli obiettivi di lungo periodo, il Codice indica il successo sostenibile come ‘obiettivo che guida l’azione dell’organo di amministrazione e che si sostanzia nella creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti per la società’, spostando così il focus dalla sola performance economico-finanziaria alla performance di lungo periodo.

Quali novità apporta in merito allo sviluppo sostenibile di una società?
Il Codice, approvato dal Comitato nel 2020, stabilisce che l’organo di amministrazione guida la società perseguendone il successo sostenibile, definendo le strategie della società e del gruppo ad essa facente capo e ne monitora l’attuazione. Inoltre, definisce il sistema di governo societario più funzionale allo svolgimento dell’attività dell’impresa e al perseguimento delle sue strategie. È importante sottolineare come l’organo di amministrazione debba promuovere, nelle forme più opportune, il dialogo con gli azionisti e gli altri stakeholder rilevanti per la società.

Con queste nuove direttive, quali saranno le modifiche che un’azienda dovrà attuare per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile?
È in corso una ‘metamorfosi’ verso un nuovo modello di sviluppo in cui il successo sostenibile si raggiunge non preoccupandosi solo degli shareholder, ma creando valore condiviso con gli stakeholder (ovvero i dipendenti, i clienti, i fornitori, la comunità e il territorio): per restare sul mercato l’impresa deve ripensare l’organizzazione e innovare le strategie di business ma anche ridisegnare la relazione e condividere le proprie scelte con i portatori di interesse. Una trasformazione anche culturale che richiede consapevolezza, impegno, collaborazione e rapidità d’azione, ma che conviene. Prima di tutto perché le aziende che vogliono accedere al credito oggi devono provare non solo di aver inserito i criteri Esg tra le loro priorità, ma di aver cominciato a dare delle risposte concrete se vogliono avere accesso al mercato dei capitali. E altrettanto vale per le imprese che non vogliono vedersi negare l’accesso alle gare: nell’ottica di creare una filiera sostenibile, tra i criteri per scegliere i partner commerciali ci sono oltre alla qualità del prodotto o del servizio e alle condizioni commerciali, anche il rispetto dei valori sociali e ambientali. Tra le opportunità non vanno dimenticati l’accesso a fondi pubblici, comunitari e nazionali, che chiedono e premiano le organizzazioni che provano di avere un approccio sostenibile e gli incentivi fiscali.