Le azioni di questa fintech sono cresciute dell’89% mentre il Nasdaq crollava: ora il ceo è un miliardario

Dave Girouard Upstart
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Questo articolo di Jonathan Ponciano è apparso su Forbes.com.

Sull’onda di una relazione sugli utili che ha dichiarato numeri straordinari, tali da sbriciolare le aspettative di Wall Street, giovedì le azioni di Upstart Holdings, una fintech di prestiti che sfrutta l’intelligenza artificiale, hanno spiccato il volo. E hanno prodotto un nuovo miliardario: Dave Girouard, co-fondatore e amministratore delegato dell’azienda.

Mentre il mercato azionario, nel complesso, è precipitato a causa delle preoccupazioni per le valutazioni astronomiche di alcune società, il titolo di Upstart ha chiuso la giornata con un clamoroso +89%. Il patrimonio del 54enne Girouard, che è stato uno dei co-fondatori di Upstart nel 2012 e possiede una quota del 14% circa, è lievitato così fino a 1,3 miliardi di dollari, secondo le stime di Forbes. Dopo la chiusura della Borsa di mercoledì, la società, che ha sede a San Mateo, in California, ha riportato per il quarto trimestre del 2020 ricavi pari a quasi il triplo delle attese medie degli analisti. Ha concluso il 2020 con un fatturato di 233 milioni di dollari, il 42% in più rispetto al 2019. La società vanta ora una strabiliante capitalizzazione di mercato di 8,3 miliardi di dollari.

“L’ultimo trimestre è stato memorabile per noi, perché abbiamo quotato la società in Borsa nel mezzo di un periodo storico complesso e pieno di sfide per il mondo intero”, ha affermato Girouard mercoledì sera, durante la videochiamata che ha inaugurato la conferenza per l’annuncio dei dati. Un portavoce di Upstart ha fatto sapere che Girouard non era disponibile per un’intervista giovedì.

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I risultati hanno alimentato l’ottimismo a Wall Street. Giovedì gli analisti di Bank of America e Jmp Securities hanno corretto al rialzo la valutazione delle azioni di Upstart. Hanno parlato di un miglioramento delle prospettive dovuto al grande volume di prestiti erogati, all’espansione delle partnership con le banche e al lancio di nuovi prodotti. Durante la conference call, Girouard ha annunciato che Upstart entrerà nel settore dei prestiti nell’industria automotive, con l’acquisizione di Prodigy Software: una società con sede a San Francisco che ha realizzato una piattaforma basata sul cloud per permettere ai consumatori di acquistare auto online. I termini dell’accordo non sono stati divulgati.

“Mentre Amazon e Shopify hanno rivoluzionato l’esperienza dello shopping online, l’industria automobilistica è rimasta indietro”, ha affermato Girouard mercoledì. “La vendita al dettaglio di auto è una delle più grandi opportunità offerte dalla formula ‘compri ora, paghi dopo’. Assieme a Prodigy, intendiamo aiutare i concessionari a creare un’esperienza completa e inclusiva, degna del 2021”.

Nel mezzo di una raffica di debutti in Borsa come quelli di Airbnb e DoorDash, le azioni di Upstart, che è entrata nell’indice Nasdaq a dicembre, hanno compiuto un balzo del 47% nel loro primo giorno di contrattazione e hanno portato la società a una capitalizzazione di mercato di 2,2 miliardi di dollari. “Nel campo dei prestiti auto vediamo un’inefficienza non inferiore a quella che vediamo nei prestiti personali”, aveva detto all’epoca Girouard, che aveva così anticipato l’incursione della società nel settore automobilistico. “Milioni di persone spendono decisamente troppo per i prestiti auto”.

Upstart concede prestiti per somme comprese tra i mille e i 50mila dollari, a tassi d’interesse che vanno dal 7 al 36%: numeri più o meno in linea con quelli di altre fintech che si occupano di prestiti, come SoFi, Upgrade e LendingClub. Secondo Upstart, ciò che la differenzia è il modo in cui valuta il rischio del debitore. La società utilizza infatti l’intelligenza artificiale e dati alternativi – come istruzione e impieghi pregressi – per valutare l’affidabilità creditizia di una persona. Evita, quindi, modelli più semplici come quelli basati sul punteggio Fico, adottati dalle altre aziende. Fino a oggi, Upstart ha concesso prestiti per 9 miliardi di dollari.

Ex dirigente di Google, Girouard si è laureato al Dartmouth College e si è dedicato alla consulenza nell’ufficio di Boston di Accenture, prima di iscriversi a un mba all’università del Michigan. Ha ottenuto il primo impiego nella Silicon Valley in Apple, nel 1994, ed è approdato in Google nel 2004. Ha contribuito a costruire la divisione conosciuta oggi come Google Cloud e ha incontrato in azienda Anna Counselman e Paul Gu, diventati in seguito co-fondatori di Upstart. Counselman e Gu sono ancora oggi in Upstart, ma ciascuno di loro possiede meno del 3% delle azioni.

Giovedì, l’ascesa fulminea di Upstart ha portato le sue azioni a un prezzo di 115 dollari: oltre il 25% in più del price target a un anno fissato in media dagli analisti, pur con la recente correzione al rialzo della valutazione del titolo. Upstart prevede che il suo fatturato per il 2021 sarà più del doppio di quello del 2020 e arriverà a 500 milioni di dollari.

“Siamo convinto che, in futuro, pressoché la totalità dei prestiti saranno gestiti tramite intelligenza artificiale”, ha detto Girouard mercoledì. “Siamo nelle fasi iniziali di un processo che aiuterà le banche di cui siamo partner a navigare con successo nel mare di questa trasformazione”.