Cultura

Il mistero della finocchiona a pedali, un giallo con tanti colori

di Anna Chiara Bottoni

Dario Cecchini e Alessandro Rossi: “attenti a quei due”, si potrebbe dire per parafrasare il titolo di una serie poliziesca del secolo scorso. Uno è il macellaio più famoso del mondo, fiero della sua storia – “I Cecchini sono macellai da otto generazioni”, dichiara con orgoglio – che da Panzano nel cuore del Chianti ha fatto conoscere e amare la “ciccia” toscana ai quattro angoli del globo; l’altro è un grande giornalista finanziario che oggi dirige Forbes Italia. Hanno scritto a quattro mani Il mistero della finocchiona a pedali, un romanzo giallo o meglio – come dicono loro – tutto a colori, che mescola ingredienti come la conoscenza perfetta dei meccanismi del giallo investigativo classico, l’umorismo, lo spiritaccio irriverente dei toscani e la forza vitale della provincia italiana.

Al centro della vicenda narrata ne Il mistero della Finocchiona a pedali c’è proprio la macelleria di Dario: è il tempio della carne toscana e vi si pratica il culto della bistecca, delle chiacchiere, delle burle e della vera amicizia. Come quella che lega Dario ad Alessandro, il giornalista che non si tira indietro quando si tratta di indagare sui misteriosi omicidi che stanno insanguinando Panzano, placida e ridente località del Chianti, tappa della famosissima corsa ciclistica Eroica. Con una frequenza inquietante stanno morendo come mosche ciclisti e cinghiali, uccisi da proiettili che non si riescono a trovare.

“Ma voi come siete diventati da persone a personaggi niente meno che di un thriller?”, abbiamo chiesto agli autori. Ci risponde Rossi, che sembra serio ma come sempre ci prende un po’ “per le mele”, come si dice da queste parti. “Il nostro sogno era diventare immortali, ma nessuno ci ha preso in considerazione. Così abbiamo dovuto fare da noi e ora, grazie alla Finocchiona a pedali, siamo personaggi letterari, come Pinocchio o Sherlock Holmes”.

E personaggi lo sono un po’ anche nella vita: Dario ci accoglie nella sua bottega, meta di pellegrinaggio degli amanti della ciccia di tutta Italia ma anche di ogni angolo del globo, declamandoci le terzine dantesche dedicate a Ciacco, dannato per peccati di gola. Ed è difficile non peccare nel regno del Cecchini, che oltre alla bottega del macellaio ha creato un food track, un’osteria e l’Officina della bistecca, un ristorante dove gustarla in ogni sua declinazione, tutti luoghi che fanno da sfondo alla vicenda del romanzo.

Alessandro, invece, quando gli chiediamo di raccontarci di sé, ci dice che è un senese della contrada dell’Onda che ha trovato a Panzano il suo piccolo mondo antico, finito a fare il direttore di Forbes Italia, dopo aver lavorato per le testate economiche più prestigiose, perché la sua mamma gli aveva predetto da bambino che sarebbe finito sui giornali a causa delle sue birbonate: “Mi sono impegnato tutta la vita e sui giornali ci sono finito per davvero: chissà se era questo che intendeva la mia povera mamma”.

Impossibile parlare seriamente con quei due, sempre pronti a metter tutto in burla e a far partire battute a raffica. Ma su due argomenti non scherzano davvero: sulla ciccia e sull’amore per Panzano e la sua gente. Un amore che trapela a ogni pagina di questo romanzo davvero corale, in cui il protagonista vero è tutto il paese. Ognuno dei personaggi del libro, “tranne i cattivi, naturalmente” – ci rassicurano gli autori – sono loro concittadini, riconoscibili per qualche dettaglio, disposti a mettersi in gioco in prima persona per risolvere un caso complicato, un vero e proprio intrigo internazionale con tanto di agenti segreti delle più grandi superpotenze mondiali. Il mistero della finocchiona a pedali è una storia tutta da ridere ma anche un giallo ben congegnato cui non mancano gli ingredienti necessari per tenere il lettore incollato alla trama, ricchissima di colpi di scena.

 

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