Prende forma la nuova UniCredit: la lettera di Orcel che ridisegna la struttura del gruppo

Andrea Orcel, ad di Unicredit
Andrea Orcel, ad di Unicredit
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Semplificazione delle struttura organizzativa, collaborazione, responsabilizzazione, integrazione tecnologica e creazione di una nuova divisione digital. Parte da questi step evolutivi la ‘nuova’ Unicredit immaginata e disegnata da Andrea Orcel, alla sua seconda lettera ufficiale da neo ad dell’istituto di Piazza Gae Aulenti.

Indirizzata ai clienti, ai collaboratori e a tutti gli stakeholder di Unicredit, la lettera di Orcel – finito del mirino per il suo lauto stipendio – arriva in un momento storico decisivo per il gruppo meneghino. Impegnato nell’arduo compito di dover distaccarsi dalle precedenti linee guida dell’ex Jean Pierre Mustier (entrato in affari con il miliardario Bernard Arnault) e di dover rispondere all’avanzata di Intesa Sanpaolo e alla contestuale acquisizione di Ubi. Dando, quindi, un’ennesima scossa al risiko bancario, o con l’assalto a Mps o a Banco Bpm. Approfittando, tra l’altro, dell’ampliamento dell’incentivo fiscale sulle imposte differite contenuto nel decreto sostegni bis varato dal governo.

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“Ho passato le ultime settimane parlando e ascoltando la nostra gente. Ho ascoltato le vostre preoccupazioni sulla complessità della nostra attività, il desiderio di una maggiore collaborazione tra i colleghi e la necessità di una maggiore responsabilizzazione. Ho sentito la frustrazione per alcune delle decisioni che sono state prese; la confusione su dove risiede la responsabilità ultima; e la conseguente mancanza di responsabilità”, esordisce Orcel. “Avevo promesso un’organizzazione meno complessa e semplificata… Pertanto, oggi annuncio i primi passi per semplificare la struttura della nostra organizzazione, consentendo una maggiore titolarità in tutte le attività e aree, integrando ulteriormente la tecnologia come parte fondamentale del nostro dna e chiarendo i rispettivi ruoli e responsabilità”.

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L’Unicredit di Andrea Orcel

La prima novità è sicuramente la sostituzione dell’Executive Management Committee (“EMC”) con il nuovo Group Executive Committee (“GEC”). Composto da un numero minore di decisori (15 contro i 27 dell’Emc), il Gec potrà prendere le decisioni prese più rapidamente, in modo da essere in grado di eseguire con velocità, chiarezza e piena responsabilità. Aumentando, quindi, il livello di coinvolgimento e responsabilizzazione del team manageriale.

In secondo luogo, Orcel ha anche annunciato la rimozione di un livello nella struttura organizzativa – Europa occidentale e Finanza e controlli -, un ampio sforzo di semplificazione con focus sulla razionalizzazione dei comitati a partire da SpA, che attualmente copre sia le holding che le attività operative italiane. E la riduzione da 44 comitati a un massimo di 15-20. Con il passaggio, al contempo, verso un sistema di amministratori delegati nazionali/regionali (Italia, Germania, Europa centrale ed Europa orientale) che avranno il potere di gestire la propria area geografica in modo integrato in tutte le attività e le aree.

Le nomine

  • Group Chief Executive Officer: Andrea Orcel
  • Head of Italy: Niccolò Ubertalli
  • Head of Germany: Michael Diederich
  • Head of Central Europe: Gianfranco Bisagni
  • Head of Eastern Europe: Teodora Petkova
  • Head of Corporate & Investment Banking: Richard Burton
  • Chief Financial Officer: Stefano Porro
  • Group People & Culture Officer: Annie Coleman
  • Group Digital & Information Officer: Jingle Pang (ad interim Daniele Tonella): si tratta della divisione di nuova creazione
  • Group Operating Officer: Ranieri de Marchis
  • Head of Group Strategy & Optimisation: Fiona Melrose
  • Head of Group Stakeholder Engagement: Joanna Carss
  • Group Risk Officer: TJ Lim
  • Group Compliance: Serenella De Candia
  • Group Legal Officer: Gianpaolo Alessandro

Guardando gli obiettivi futuri, l’idea di Andrea Orcel è abbastanza chiara. “Questo team di leadership continuerà a incontrarsi regolarmente con l’obiettivo principale di guidare la nostra attività in questo periodo di transizione, lavorando per la creazione e la consegna del nostro piano strategico per la crescita redditizia a lungo termine di Unicredit”. Mettendo da parte l’idea che il cambiamento può essere inquietante, visto che si tratta di misure necessarie nell’interesse a lungo termine della banca”, conclude Orcel.