Paul Picot presenta la terza serie degli orologi dedicati ai piloti vincitori della prima edizione della Mille Miglia

Chrono Minoia Morandi III° di Paul Picot
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Oltre 90 gli equipaggi in gara con vetture che hanno segnato la storia dell’industria delle auto sportive: Porsche, Jaguar, Bugatti, Aston Martin, Ferrari, Maserati e tante altre. Dopo le sette edizioni della competizione dedicata esclusivamente alle vetture Ante ’40 “Memorial Morandi“, Paul Picot ha sponsorizzato quest’anno in occasione del 2 giugno scorso la manifestazione mettendo in palio i premi per i vincitori e presentando la terza edizione del chrono dedicato ai primi vincitori della mitica MilleMiglia del 1927. Il percorso contava 70 prove speciali, e si è snodato tra le vallate intorno a Brescia con partenza e arrivo al Museo MilleMiglia. La competizione, vinta da Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, è stata organizzata invece dal club Scuderia Emmebi 70 con il sostegno di Gnutti Cirillo–Tiemme.

Paul Picot nasce nel 1974: sono anni rivoluzionari per il settore orologiero, dominati dall’elettronica e dal design futuristico. Con sede nel comune svizzero di Le Noirmont, la maison si è ben presto affacciata al mercato degli orologi dai materiali preziosi conquistando collezionisti di tutto il mondo. “Sentivo che era necessario reagire, l’affascinante mondo dell’orologeria meccanica che avevo tanto ammirato nella mia giovinezza si stava, lentamente, perdendo”, disse una volta.

    Chrono Minoia Morandi III° di Paul Picot
    Paul Chrono Minoia Morandi III° di Paul Picot
    Chrono Minoia Morandi III° di Paul Picot
    Paul Picot
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Museo Mille Miglia
    Chrono Minoia Morandi III° di Paul Picot
    Chrono Minoia Morandi III° di Paul Picot
    La premiazione

In Paul Picot nulla è scontato, ordinario o “di serie”. Per il fondatore Mario Boiocchi, infatti, era fondamentale riscoprire il ricco patrimonio culturale dell’artigiano orologiaio del XVIII secolo quando ancora la produzione industriale era molto lontana. Ogni artigiano costruiva interamente l’orologio in ogni sua componente e ogni esemplare era un pezzo unico; un privilegio per aristocratici e ricchi borghesi. Tra il ‘600 e ‘700 la domanda di orologi era in continua crescita, prima in Francia e successivamente Inghilterra, Olanda e Svizzera. In tutti questi Paesi gli artigiani specializzati nell’orologeria erano numerosi, ma la loro produzione limitata a pochi esemplari all’anno. I loro nomi furono presto dimenticati, quasi nessuno sopravvisse all’avvento della produzione industriale.

Se durante i primi anni la produzione si rivolge a sofisticati orologi in oro con il quadrante in pietra naturale dal disegno classico ed elegante, nei primi anni ’80 Paul Picot comincia a farsi conoscere al pubblico di appassionati dell’orologeria haute de gamme con i primi cronografi meccanici in oro e argento con movimenti sofisticati e complicati. Arriva il modello Mediterranée, uno sportivo-elegante caratterizzato da una cassa quadrata ma con l’apertura del quadrante rotonda e fissata alla cassa con otto piccole viti (ne saranno venduti oltre 10mila esemplari).

Gli anni ’90 accolgono poi la nascita della fabbrica in Svizzera e l’inizio dell’espansione internazionale. A oggi, la presenza del marchio comprende oltre 30 Paesi.

Megarotor GMT

La collezione “Mestieri D’Arte” di Paul Picot è iniziata a formarsi piano piano con le riproduzioni degli “smalti animalier” per i mercati orientali della Cina e del Giappone  a partire dai primi anni ’90. Con l’emergere prepotente del volume di affari in Cina, negli ultimi anni l’azienda ha ripreso con vigore la produzione di serie limitate – tutte di 88 esemplari in omaggio al numero 8 di buon auspicio in Cina – non solo di quadranti ispirati alla natura e agli animali.

Nel 2015, infine, la presentazione a Basilea del Megarotor Miniature, eseguito con la tecnica del pennello di martora e cotto nel forno a 800 gradi di temperatura. Movimento automatico, placchetta in oro e impermeabilità fino a 100 metri.