Mark Zuckerberg ha venduto azioni di Facebook quasi ogni giorno per tutto il 2021

Mark Zuckerberg Facebook miliardari
(foto Kevin Dietsch/Getty Images)
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Questo articolo di Kenrick Cai è apparso su Forbes.com

Dopo un anno in cui aveva mantenuto tutte le sue azioni di Facebook, Mark Zuckerberg ha ripreso a vendere.

Secondo i documenti depositati alla Securities and Exchange Commission (Sec, l’ente statunitense che vigila sulla Borsa), dal 9 novembre 2020 il co-fondatore e amministratore delegato di Facebook, che possiede un patrimonio di 127 miliardi di dollari, ha ceduto azioni in quasi tutti i giorni lavorativi. Fino a mercoledì 14 luglio, nel giro di otto mesi ha venduto nel complesso 9,4 milioni di azioni, per un valore di 2,8 miliardi. La sua fondazione filantropica, la Chan Zuckerberg Initiative (Czi), ha compiuto circa il 90% delle vendite. Una piccola parte – circa 200 milioni di dollari dopo le tasse, secondo le stime di Forbes – ha portato denaro nelle tasche dello stesso Zuckerberg. Il miliardario, che è la quinta persona più ricca del mondo, ha ora ridotto la sua partecipazione in Facebook al 14%. Al momento dell’Ipo, la quota era del 28%.

Da quando Facebook si è quotata in Borsa, nel maggio 2012, Zuckerberg e la Czi hanno venduto oltre 132 milioni di azioni, per un valore di quasi 15 miliardi di dollari. Forbes stima che, di quella somma, Zuckerberg abbia incassato personalmente circa 2,1 miliardi dopo le tasse. Il ceo ha iniziato a vendere regolarmente nel 2016, un anno dopo che aveva costituito la Czi assieme alla moglie, Priscilla Chan. All’epoca, i due scrissero una lettera alla figlia non ancora nata, in cui promettevano di donare, nel corso delle loro vite, il 99% delle loro azioni di Facebook a cause come l’istruzione e la cura delle malattie. All’epoca, le azioni valevano 45 miliardi di dollari. Il ritmo delle vendite raggiunse l’apice nel 2018, quando la coppia scaricò azioni per 5,3 miliardi, per la maggior parte tramite la Czi.

Zuckerberg, però, ha smesso di vendere nel novembre 2019. Lo scorso anno, sempre tramite la Czi, ha fatto una singola donazione da 204.700 azioni (corrispondenti a 60 milioni di dollari) alla Silicon Valley Community Foundation (Svcf), una no-profit con sede a Mountain View, in California, che, tra le altre cose, gestisce fondi donor-advised destinati alla beneficenza. Fino al 2018, Zuckerberg e Chan avevano donato a Svcf azioni per un valore di quasi 2 miliardi di dollari.

Un portavoce della Chan Zuckerberg Initiative non ha spiegato come mai Zuckerberg abbia smesso di vendere e abbia poi ripreso un anno dopo. Ha dichiarato, tuttavia, che le vendite avvengono secondo quanto previsto da documenti depositati alla Securities and Exchange Commission. I documenti, conosciuti come 10b5-1, permettono ai dirigenti delle aziende di vendere azioni a intervalli regolari. Si tratta di una pratica piuttosto comune tra i dirigenti che possiedono partecipazioni massicce nelle loro società.

Facebook ha vissuto un paio d’anni tumultuosi, in cui è finita sotto attacco per avere consentito a terzi la raccolta dei dati dei suoi utenti e per avere permesso la proliferazione di disinformazione e incitamento all’odio sulla sua piattaforma. Accuse che hanno portato più di mille aziende a boicottarla a livello pubblicitario. Ciò nonostante, il titolo ha continuato a volare in Borsa. Dopo che, il 28 giugno, un tribunale federale ha respinto due cause per violazione delle norme antitrust, intentate contro Facebook dalla Federal Trade Commission (l’agenzia governativa statunitense che tutela i consumatori), le azioni della società di Menlo Park hanno chiuso al valore record di 355,64 dollari. Da allora, il titolo ha continuato a essere scambiato a livelli simili. Il suo valore attuale è più dell’800% di quello del giorno della quotazione, nove anni fa, quando il patrimonio di Zuckerberg era di 16,9 miliardi. In particolare, dal marzo 2020 a oggi, il prezzo delle azioni è più che raddoppiato.

La stragrande maggioranza delle vendite azionarie compiute da Zuckerberg – il cui valore è stimato in 11 miliardi di dollari – sono state compiute dalla Chan Zuckerberg Initiative. In particolare, tramite Czi Holdings, una società a responsabilità limitata, o Czi Foundation, il ramo senza scopo di lucro della società che si occupa di sovvenzioni. Dal 2015, Czi ha elargito sovvenzioni per 2,9 miliardi di dollari e ha investito 150 milioni in organizzazioni no-profit, secondo il suo sito web. (Il resto dei proventi è stato probabilmente investito altrove da Czi e, in parte, utilizzato per finanziare l’organizzazione stessa, che conta più di 200 dipendenti). Nel 2016, Priscilla Chan annunciò che Czi avrebbe speso 3 miliardi nel giro di un decennio nel tentativo di curare tutte le malattie. “Pensiamo di potere debellare, prevenire o curare tutte le malattie prima che finisca la vita dei nostri figli”, disse Chan all’epoca. “Ciò non significa che nessuno si ammalerà, ma che ci si ammalerà molto meno”. Non è chiaro quanti progressi abbia compiuto Czi verso i suoi ambiziosi obiettivi.

Alla fine dello scorso anno, Chan Zuckerberg Initiative Advocacy – il ramo di Czi dedicato all’attivismo politico – ha venduto tutte le 103mila azioni di Facebook che ancora possedeva. Secondo i dati del Center for Responsive Politics, una società di ricerca senza scopo di lucro, dal 2018 Czi Advocacy ha destinato 17,8 milioni di dollari a campagne politiche di sinistra, perlopiù in California.

Vendite azionarie come quelle di Zuckerberg sono comuni tra i fondatori di grandi aziende che hanno portato in Borsa le loro creature e non sono molto dissimili da quelle di altri magnati della tecnologia. Il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, nei primi nove anni dopo l’Ipo ha venduto azioni per 500 milioni di dollari e ha ridotto la sua partecipazione dal 42 al 24%. I fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, in un periodo di tempo analogo hanno limato le loro quote dal 16 al 7%.

In termini relativi, però, si può dire che, in dollari, Zuckerberg ha venduto una quota di Facebook molto inferiore rispetto a quella di Amazon ceduta da Bezos. Forbes stima che dal 1997, anno della quotazione di Amazon, Bezos abbia venduto azioni per un valore di quasi 27 miliardi prima delle tasse, di cui 10 miliardi lo scorso anno. In confronto, i 2 miliardi di Zuckerberg sono una cifra quasi irrisoria. Oggi, la partecipazione di Bezos in Amazon è del 10%, dopo la cessione di un quarto della quota (all’epoca, nel 2019, il 16%) all’ex moglie MacKenzie Scott, nell’ambito del divorzio più costoso della storia. Ciò nonostante, l’ex amministratore delegato di Amazon, che ha ceduto il posto all’inizio di questo mese, è la persona più ricca del mondo.

Circa il 98% della fortuna di Zuckerberg è ancora sotto forma di azioni di Facebook. Il resto viene dalla vendita di azioni e da un portafoglio immobiliare valutato 200 milioni di dollari, che include proprietà a Palo Alto, in California, alle Hawaii e sul Lake Tahoe, al confine tra California e Nevada. Secondo un rapporto di Mansion Global, nel 2014 Zuckerberg ha sborsato più di 100 milioni di dollari per acquistare 700 acri di terra sull’isola hawaiana di Kauai, per poi aggiungere altri 600 acri nel maggio scorso, per 53 milioni.