Anche il Milan come Inter e Roma: sta per partire la prima cripto-Serie A

criptovalute serie a
Milan Skriniar, Nicolò Zaniolo e Zlatan Ibrahimovic (foto inter.it, asroma.com, acmilan.com)
Share

“Heritage sports holdings è felice di annunciare la prima acquisizione al mondo di una squadra di calcio effettuata interamente in criptovaluta”. La squadra era il Rimini, la moneta digitale il quantocoin e la data il 27 agosto 2018: il giorno in cui le criptovalute entravano nel calcio italiano.

L’operazione non inaugurò un’epoca di successi per il club romagnolo, retrocesso in Serie D nel 2020. L’avanzata di blockchain, token e criptovalute nel nostro calcio, tuttavia, è proseguita. Pochi giorni fa, la Fiorentina ha dato vita alla prima divisa Nft, tramite una partnership con la startup Genuino. E questa settimana BitMex – una piattaforma di scambio di criptovalute e derivati, che proprio in queste ore ha ricevuto una multa da 100 milioni di dollari negli Stati Uniti – è diventata il primo sponsor di manica del Milan. L’accordo dovrebbe valere 3-4 milioni di euro a stagione.

La cripto-Serie A

L’intesa con BitMex fa del Milan la terza squadra di Serie A con uno sponsor che appartiene al mondo delle criptovalute. Le maglie della Roma di José Mourinho esibiranno infatti il marchio della texana DigitalBits, che sborserà 12 milioni di euro all’anno. Otto in meno rispetto a quelli che l’Inter, dopo la fine della partnership ultraventennale con Pirelli, incasserà da Socios, una piattaforma che lancia ‘fan token’ per le società di calcio. Strumenti che, secondo la definizione fornita a Italia Oggi dal ceo di Socios, Alexandre Dreyfus, permettono di “monetizzare mercati precedentemente non utilizzati. Per i più grandi club del mondo, infatti, il 99,9% dei tifosi non entra mai fisicamente allo stadio, e non si trova nemmeno nella stessa città o paese della squadra del cuore”.

La più comune spiegazione di che cosa sia un fan token lo assimila a un’azione, che assegna alcuni diritti ai suoi proprietari. Permette, per esempio, di votare in sondaggi su questioni come maglie, inni e slogan, oltre a ottenere premi e promozioni.

L’Inter lancerà presto un fan token sulla piattaforma del suo nuovo sponsor, ma arriverà dopo le sue rivali storiche. Milan e Juventus, infatti, sono già tra le decine di club che fanno già parte della rete di Socios, assieme a Paris Saint-Germain, Barcellona, Atletico Madrid, Manchester City e altre. A questi vanno aggiunti, tra gli altri, due team di Formula 1, Aston Martin e Alfa Romeo, e i Philadelphia 76ers della Nba. “I fan token”, ha scritto Calcio e Finanza, “hanno generato oltre 150 milioni di dollari di entrate da condividere con i partner di Socios.com solo nel 2021”.

Ossigeno per le casse

Il fenomeno ha dunque portata mondiale. Del resto, se il Rimini era stato il primo club acquistato con criptovaluta, altrove si era già pensato di comprare allo stesso modo i calciatori: nel 2018, l’Harunustaspor versò 500 euro e 0,0524 bitcoin (circa 440 euro all’epoca) per il cartellino di Omer Faruk Kiroglu.

La Serie A, però, ha oggi più bisogno che mai di investimenti come quelli di Socios.com, BitMex e DigitalBits. L’ultimo Annual Review of Football Finance 2021 di Deloitte ha stimato che la pandemia è costata al calcio europeo un calo di ricavi pari a 3,7 miliardi di euro e ha calcolato che la Serie A è stata il campionato più colpito. Le entrate si sono ridotte infatti del 18%, contro il 16% della Ligue 1 francese, il 13% della Premier League inglese, il 9% della Liga spagnola e il 4% della Bundesliga tedesca. Il rapporto tra stipendi ed entrate è stato del 78%, la cifra più alta degli ultimi 16 anni, nonostante la Serie A sia stata l’unica, tra i primi cinque campionati del continente, ad abbassare il monte salari. Le perdite operative aggregate sono passate dai 17 milioni di euro pre-Covid a 274 milioni: il peggior risultato dalla stagione 2001/02.

Ecco perché, come scrive la Gazzetta dello sport, “gli investimenti delle nuove realtà digitali sono una boccata d’ossigeno per i club al tempo della pandemia”. Un’iniezione di denaro necessaria per evitare una fuga dei campioni e ridimensionamenti traumatici come quello dell’Inter campione d’Italia.