In pandemia ogni 26 ore è spuntato un nuovo miliardario: crescono le disuguaglianze in tutto il mondo

(Photo by Sean Gallup/Getty Images)
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La pandemia ha innescato una crisi economica di portata mondiale. Eppure i dieci uomini più ricchi al mondo, secondo la classifica di Forbes, hanno visto crescere di più del doppio i loro patrimoni: da 700 miliardi di dollari a 1.500 miliardi di dollari. A un ritmo fuori dal comune: 15mila dollari in più al secondo, ossia 1,3 miliardi di dollari in più al giorno.

A evidenziarlo l’ultimo rapporto odierno dell’Oxfam, dal titolo La pandemia della disuguaglianza, pubblicato in occasione dell’apertura del World Economic Forum di Davos. Dall’inizio della pandemia il 99% dell’umanità ha visto diminuire i suoi redditi. E oltre 160 milioni di persone sono diventate povere. “Se questi dieci uomini dovessero perdere il 99,993% della loro ricchezza domani, sarebbero comunque più ricchi del 99% di tutte le persone su questo pianeta”, ha affermato Gabriela Bucher, direttore esecutivo di Oxfam International. “Ora hanno una ricchezza sei volte superiore a quella dei 3,1 miliardi di persone più povere”. Segno che in pandemia è aumentata la disuguaglianza in tutto il mondo.

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Ogni 26 ore un nuovo miliardario

Dall’inizio della pandemia, ogni 26 ore un nuovo miliardario si è unito a una élite composta da oltre 2.600 super-ricchi. Le loro fortune sono aumentate di ben 5mila miliardi di dollari, in termini reali, tra marzo 2020 e novembre 2021. Un esempio? Jeff Bezosscivolato recentemente al terzo posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo – ha visto crescere di 81,5 miliardi di dollari il suo patrimonio nei 21 mesi della pandemia. Si tratta del costo completo stimato della vaccinazione (due dosi e booster) per l’intera popolazione mondiale.

Il virus della disuguaglianza

Sempre nel report, l’Oxfam evidenzia anche un altro dato drammatico. Ogni 4 secondi 1 persona muore per mancanza di accesso alle cure, per gli impatti della crisi climatica, per fame, per violenza di genere. Fenomeni connotati da elevati livelli di disuguaglianza.

Le donne, che hanno subito il maggior impatto in termini economici, hanno perso 800 miliardi di dollari di redditi nel 2020. In pratica, un totale superiore al Pil combinato di 98 Paesi. E stanno affrontando un aumento significativo del lavoro di cura non retribuito, che ancora oggi ricade prevalentemente su di loro. Mentre l’occupazione maschile dà segnali di ripresa. Si stimano per il 2021 13 milioni di donne occupate in meno rispetto al 2019.

“Le banche centrali hanno pompato miliardi di dollari nei mercati finanziari per salvare l’economia, ma gran parte di queste risorse sono finite nelle tasche dei miliardari che cavalcano il boom del mercato azionario”, ha aggiunto Bucher. “Alcuni settori hanno beneficiato della crisi con conseguenze avverse per troppi. È il caso del settore farmaceutico, fondamentale nella lotta alla pandemia, ma succube alla logica del profitto. E restio alla sospensione temporanea dei brevetti e alla condivisione di know-how e tecnologie necessarie per aumentare la produzione di vaccini Covid e salvare vite anche nei contesti più vulnerabili del pianeta”.

Se da una parte i monopoli detenuti da Pfizer, BioNTech e Moderna hanno permesso di realizzare utili per 1.000 dollari al secondo e creare 5 nuovi miliardari, dall’altra meno dell’1% dei loro vaccini ha raggiunto le persone nei paesi a basso reddito. La percentuale di persone che muore a causa del virus nei paesi in via di sviluppo è circa il doppio di quella dei paesi ricchi. E oggi nei Paesi a basso reddito è stata vaccinata appena il 4,81% della popolazione.

“La disuguaglianza è il risultato di precise scelte politiche”

“La disuguaglianza non è una fatalità ma il risultato di precise scelte politiche”, continua Bucher. “Non solo i nostri sistemi economici ci hanno reso meno sicuri di fronte a questa pandemia, ma consentono a chi è estremamente ricco di beneficiare della crisi. Non è mai stato così importante intervenire sulle sempre più marcate ingiustizie e iniquità. Per questo servono coraggio e visione per affrancarsi da paradigmi di sviluppo che hanno mostrato il fallimento negli ultimi decenni”.

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La situazione in Italia

La pandemia ha aggravato anche le condizioni economiche delle famiglie italiane e rischia di ampliare a breve e medio termine i divari economici e sociali preesistenti. Nel primo anno di convivenza con il coronavirus in Italia è cresciuta la concentrazione della ricchezza. La quota, in lieve crescita su base annua, di ricchezza detenuta dal top-1% supera oggi di oltre 50 volte quella detenuta dal 20% più povero dei nostri connazionali. Il 5% più ricco degli italiani deteneva a fine 2020 una ricchezza superiore a quella dell’80% più povero.

Nei 21 mesi intercorsi tra marzo 2020 e novembre 2021 il numero dei miliardari italiani della classifica Forbes è aumentato di 13 unità e il valore aggregato dei patrimoni dei super-ricchi è cresciuto del 56%, toccando quota 185 miliardi di euro alla fine dello scorso novembre. I 40 miliardari italiani più ricchi posseggono oggi l’equivalente della ricchezza netta del 30% degli italiani più poveri (18 milioni di persone adulte). E oltre 1 milione di individui e 400.000 famiglie sono sprofondate nella povertà

La proposta internazionale dell’Oxfam

Per ridurre questa disuguaglianza con gli uomini più ricchi al mondo, l’Oxfam avanza alcune proposte. Per esempio, recuperare i guadagni realizzati dagli uomini più ricchi al mondo tassando questa nuova ricchezza realizzata dall’inizio della pandemia, attraverso imposte permanenti sulla ricchezza e sul capitale. Investire il totale di questa somma incassata nell’assistenza sanitaria universale e la protezione sociale, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione e la programmazione della violenza di genere.

Inoltre, affrontare le leggi sessiste e razziste creare nuove leggi sulla parità di genere per sradicare la violenza e la discriminazione. Porre fine alle leggi che minano i diritti dei lavoratori e stabilire standard legali più rigorosi per proteggerli. E, infine, far sì che i governi ricchi devono rinuncino immediatamente alle norme sulla proprietà intellettuale sulle tecnologie dei vaccini contro il Covid-19 per consentire a più paesi di produrre vaccini sicuri ed efficaci per porre fine alla pandemia.

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