L’azienda romagnola che ha rivoluzionato il settore dei rivestimenti in legno

Vittorio Alpi
Vittorio Alpi, presidente Alpi SpA
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Articolo tratto dal numero di gennaio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Prima azienda al mondo a rendere industriale il processo manifatturiero del legno, Alpi rappresenta da più di un secolo il punto di riferimento italiano – e non solo italiano – per la produzione di superfici decorative in legno.

E come tutte le aziende che hanno attraversato epoche, anche Alpi ha saputo custodire saperi e saggezze artigiane – nate nel piccolo laboratorio di alta ebanisteria fondato nel 1919 da Pietro Alpi a Modigliana, in provincia di Forlì – per protendersi verso un settore, quello del design e del progetto, che ha la vocazione di dare forma al mondo che viviamo.

“La ricerca è il nostro motore”

Un mondo che l’azienda ha saputo interpretare attraverso prodotti sempre più raffinati e funzionali – dai pannelli decorativi prefabbricati fino al legno composto destinato alle aziende del mobile – frutto di un reparto di ricerca e sviluppo costantemente impegnato a calibrare tecnologia, processo industriale, attenzione alla sostenibilità e lavorazioni sartoriali. “La ricerca è il nostro motore”, racconta Vittorio Alpi, nipote del fondatore e presidente dell’azienda. Una spinta, quella all’innovazione, che ha consentito ad Alpi di rinnovarsi attraverso la creazione di prodotti rivoluzionari – da Alpilignum (1961), il primo tranciato composto ottenuto attraverso la scomposizione e la successiva ricostruzione di un tronco, fino all’ultimissimo ALPIready, pannello in legno già verniciato pronto all’uso – e di crescere fino a oggi, con una capacità produttiva di circa 20 milioni di metri quadri di legno annui e una distribuzione capillare in oltre 60 paesi.

Le collaborazioni con i grandi maestri del design e dell’architettura

A usare il legno Alpi sono le grandi aziende dell’automotive e della nautica, oltre a realtà internazionali dell’arredamento, del product design, dell’architettura di interni e del contract. Ma non è solo una storia di numeri quella di Alpi. Perché dietro al successo dell’azienda si nasconde una filosofia che coniuga creatività e rispetto per l’ambiente, qualità dei materiali e ricerca del bello. Una filosofia che ha avvicinato alcuni dei più grandi maestri del design e dell’architettura, sperimentatori e visionari. Spiccano i nomi di Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Michele De Lucchi, Dino Gavina, Ugo la Pietra e Angelo Mangiarotti, fino ai Fratelli Campana, Front, Kengo Kuma, Martino Gamper, Matteo Ragni, Patricia Urquiola, Raw Edges e Piero Lissoni, che ricopre il ruolo di art director dal 2015.

Insieme a loro, Alpi è stata capace di ribaltare l’immaginario legato al rivestimento, di sorprendere e di dimostrare che anche una superficie di legno può diventare un manifesto poetico. “Ho sempre avuto una grande passione per il design. Così, quando entrai in azienda negli anni ’80, diedi il via alle prime collaborazioni. Era un mondo leggero dove tutto sembrava possibile, ci si poteva sbizzarrire. In quegli anni nacquero i sodalizi con Ettore Sottsass, Matteo Thun e tanti altri”, spiega Vittorio. Da allora, le collaborazioni con designer e architetti non si sono mai interrotte. “Com’è cambiato l’approccio al legno negli ultimi decenni? Se i designer del Dopoguerra, come Franco Albini o Angelo Mangiarotti, realizzavano mobili in legno massiccio dando priorità agli aspetti funzionali e alla robustezza, quelli di oggi sono sempre più attenti all’estetica della superficie del legno, alla perfezione delle venature”.

Il richiamo delle foreste

A contraddistinguere l’azienda è poi il controllo dell’intera filiera, dal tronco al legno finito, attraverso la gestione diretta delle foreste. Alpi possiede un insediamento industriale di 180mila metri quadrati in Italia e di oltre 310mila in Camerun, dove ha aperto, nel 1975, uno stabilimento per assicurarsi la costante fornitura di materie prime. Qui, l’azienda detiene licenze per la gestione di 500mila ettari di foresta e ha avviato attività di sostenibilità ambientale e sociale. “In Camerun, dove abbiamo circa mille dipendenti, siamo sempre rimasti fedeli alle leggi forestali locali, ottenendo certificazioni che stabiliscono la legalità del nostro legno. Un altro aspetto che ci premeva era poi la sostenibilità sociale: abbiamo creato un villaggio di case per i nostri operai e le loro famiglie, oltre a una sala parto e un’infermeria dove è possibile diagnosticare e curare i disturbi più ricorrenti”.

Le certificazioni di sostenibilità

A garantire la sostenibilità del legno Alpi sono certificazioni come Fsc (Forest stewardship council), Olb (Origine et legalité du bois) e Sgs (per i pioppi provenienti da aziende agricole italiane). Proprio grazie al bacino forestale in Camerun, Alpi ha potuto fronteggiare il boom della domanda del legno degli ultimi mesi. “Le nostre foreste in Africa ci forniscono tutto il materiale di cui abbiamo bisogno e in Italia abbiamo incrementato la nostra manodopera del 10%”. In questo contesto, il calo legato alla pandemia sembra già un ricordo. “Alla fine del 2020 abbiamo registrato una ripresa sensibile degli ordini, e quest’anno pensiamo di superare il fatturato del 2019. C’è stato un netto rimbalzo, stiamo lavorando a pieno ritmo”.

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