Come nasce un grande evento: l’azienda che lavora con i più grandi brand e artisti al mondo

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“È come se fossimo tutti e tre amministratori delegati. Non vuol dire che non abbiamo punti di vista diversi, anzi, ma alla fine proprio per questo credo che la nostra azienda abbia sempre funzionato benissimo”, spiega Sakchin Bessette, co-fondatore e direttore esecutivo e creativo di Moment Factory, parlando dei suoi soci, Dominic Audet, co-fondatore e capo innovazione, e Éric Fournier, partner e produttore esecutivo. La loro azienda offre esperienze immersive uniche al mondo, rendendoli il maggiore leader nel mercato globale per l’industria dell’intrattenimento. Lavorano con Universal, Disney, il Real Madrid, con Madonna, con Jay-Z, Billie Eilish, come con entità più piccole, al fine di creare delle avventure fisiche, esperienze immersive collettive, dove la gente si possa incontrare e, perfino, interagire: che sia un evento corporate, uno show, un concerto, una partita di calcio, una passeggiata di notte nella foresta, o una scatola luminosa in un grande magazzino.

“Grazie alla varietà delle nostre esperienze e clienti, siamo stati in grado di navigare durante la pandemia del coronavirus e di realizzare comunque incredibili progetti. Ma sono convinto, e lo sono ancora di più soprattutto dopo questo periodo di grande isolamento per tutti, che dobbiamo usare la tecnologia per stare insieme invece che per estraniarci dal mondo”, sottolinea Dominic. Moment Factory ha il quartier generale a Montreal e uffici a Parigi, che coprono tutta l’Europa. E poi a New York, Tokyo e Singapore. I fondatori hanno raccontato a Forbes la loro avventura imprenditoriale a Montreal, in Canada, e hanno confidato che questo è solo l’inizio, perché sono in piena espansione. 

Dominic Audet, Eric Fournier e Sakchin Bessette. Sono soci di Moment Factory

Come vi siete incontrati prima di tutto? 

Sakchin Bessette: “Io ho un background in arti visive e in storytelling, per questo mi occupo ancora adesso principalmente della parte creativa. Negli anni ’90 ero molto impegnato nella fotografia e nei film e il boom della musica elettronica stava cominciando in Nord America. Cominciai a fare show con proiezioni di luci, party e rave party. Era il tempo del boom tecnologico e tutto stava diventando digitale. Fu allora che incontrai Dominic e con lui abbiamo da subito condiviso la volontà di creare esperienze indimenticabili per la gente che ispirassero forti emozioni. Invece di mostrare una serie di diapositive, cominciammo a lavorare con computer, con laser, autoparlanti e in nightclub. Volevo fare cose che nessuno aveva mai realizzato prima. Allora io vivevo in un piccolo loft a Montreal e Dominic lavorava al Planetarium”. 

Dominic Audet: “Io ero un esperto nel settore audiovisivo, ho studiato elettronica e sono sempre stato attirato dall’innovazione e dalle esperienze multimediali. Jason Rodi, l’altro cofondatore, che adesso ha lasciato l’azienda, aveva un background nel settore cinematografico. Facevamo parte dello stesso gruppo di creativi e ci conoscemmo a un evento…”

Avete fondato Moment Factory nel 2001. Come avete preso questa decisione?

Dominic Audet: “Non avevamo un business plan, non avevamo investitori, in principio non guadagnavamo tanto. Ma ci sembrava di fare la cosa più eccitante al mondo, ci divertivamo tantissimo ed eravamo felici di lavorare tra amici. Cominciammo a operare al principio dell’arrivo della tecnologia, quando c’erano ancora i fax invece degli iphone. Allora, non era facile come adesso, anche se si tende a dimenticarlo. Crescemmo con la tecnologia organicamente, investendo il nostro denaro. Facemmo tutto per passione e intuizione, non pensando a diventare ricchi”. 

Sakchin Bessette: “Abbiamo puntato sulla creatività, con contenuti, e musica nuovi e originali. Forse il nostro punto di forza è stato il non guardarci intorno, ma il focalizzarci e puntare soprattutto su noi stessi e quello che volevamo realizzare. In fondo, eravamo davvero molto impegnati”.

Quali erano i vostri obiettivi allora e quali sono adesso?

Dominic Audet: “Ci siamo posti come un’azienda creativa di servizi, cercando di realizzare i desideri dei nostri clienti e di rinnovare sempre i contenuti, oltre a inventarli noi. Oggi abbiamo progetti in tutto il mondo, perfino in Corea e in Australia”. 

Sakchin Bessette: “Abbiamo puntato sui contenuti, che per noi erano più importanti di un progetto individuale. Il nostro obiettivo era il mondo fisico: le nostre esperienze vanno vissute di persona, invitiamo la gente a incontrarsi in spazi interni, come in pubblico. Se qualcosa accade, come è successo con la pandemia, ci reinventiamo. Di recente abbiamo sviluppato sempre più anche le esperienze nella natura, all’aperto. Invitiamo la gente a staccare dai loro iphone e ipad, dai social media, e a compiere un incredibile viaggio con noi. Inoltre per noi ogni progetto è unico, non ci replichiamo: ha un’architettura diversa, un suo universo fisico, addirittura uno svariato concetto digitale. Il nostro obiettivo attuale è arrivare ovunque nel pianeta, coprendo esperienze perfino totalmente differenti. Lavoriamo moltissimo anche in aeroporti, musei, centri commerciali. Abbiamo squadre di lavoro specializzate in ogni settore”.  

Quando avete cominciato ad espandervi a livello globale avete preso Éric Fournier come partner… È stata una mossa strategica?

Dominic Audet: “Più una scelta creativa. Éric era in principio un nostro cliente, il senior vice president di New Ventures al Cirque du Soleil e il vice president di Strategic Planning a Bombardier. Assunse da subito il ruolo di visionario creativo, cercando interessanti opportunità in nuovi settori. La sua visione è stata strategica nel portarci a essere un leader a livello mondiale”. 

Sakchin Bessette: “Siamo passati da 15 a oltre 350 assunzioni e abbiamo cominciato ad aprire uffici in tutto il mondo, sempre con l’intento di lavorare con talenti locali e internazionali”.

Quali sono alcune delle vostre esperienze più belle? 

Sakchin Bessette: Le nostre passeggiate notturne Lumina nightwalk series sono un vero hit e si trovano in tutto il mondo. Alta Lumina è un altro progetto che sta andando benissimo, che diversifica le attività del resort sciistico Les Gets, sulle Alpi francesi. Abbiamo creato una passeggiata notturna, ispirata alla cultura e alla storia del luogo. Una novità è che dall’autunno 2022 lanceremo un’esperienza Aura Invalides, che proseguirà per dieci anni, al Musée de l’Armée at the Hôtel National des Invalides, a Parigi, e che valorizzerà la bellezza di questo patrimonio culturale. Abbiamo poi una collaborazione con la città di Soissons e ETC Audiovisual andrà avanti per tre anni, un viaggio di proiezioni multimediali. In futuro puntiamo a esperienze che durano a lungo o sono permanenti”.

Dominic Audet: Un’esperienza davvero unica è Superreal, con contenuti digitali personalizzati e funzionalità interattive, presso lo storico edificio Cunard noto anche come Cipriani 25 Broadway, situato di fronte al toro di Wall Street. Superreal è stato un grande successo nel 2019, 2020 e 2021. In combinazione con il nostro spettacolo abbiamo creato, in collaborazione con Cipriani, una raccolta di contenuti unica e personalizzabile per eventi. L’obiettivo era di valorizzare il patrimonio culturale di un luogo storico, così come pensare a un luogo di intrattenimento e reinventare gli eventi, con stimoli emotivi di vari effetti digitali, immergendo completamente il pubblico come nessun altro in Nord America. Inoltre, siamo felici di annunciare la nostra collaborazione con un altro marchio europeo: il Real Madrid, per il quale offriamo un’esperienza multimediale allo stadio Santiago Bernabeu. In effetti, stiamo scommettendo molto su un’espansione del mercato europeo. E, in futuro, miriamo a connettere sempre più le nuove generazioni con la natura, oltre che con la storia e la tutela del patrimonio culturale”.  

Superreal, progetto presso lo storico edificio Cunard noto anche come Cipriani 25 Broadway, situato di fronte al toro di Wall Street.

A cosa si deve il vostro continuo successo? 

Dominic Audet: “Siamo un business creativo e dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra business e creatività, avendo un profitto ed essendo solidi. Per ogni progetto spingiamo la creatività al massimo. Il nostro successo dipende da avere tanta diversità nella nostra azienda, con talenti in tutti i campi del team da tutto il pianeta”. 

Sakchin Bessette: “Per ogni progetto cominciamo come se avessimo davanti a noi una tela Bianca e la nostra ispirazione viene da ovunque. A me piacciono, per esempio, i negozi di giocattoli, i robot e i videogame. Anche se non sono un giocatore di quest’ultimi, abbiamo tantissimi clienti del settore. Importante è seguire l’innovazione e costruire ponti tra le diverse tecnologie.  Le nostre esperienze poi sono sincronizzate con una coreografia col principio di raccontare storie, come se si trattasse di una sinfonia di musica e suoni, immagini, emozioni”.

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