Lo studente 19enne che spiava Elon Musk ora sta tracciando i jet privati di Putin e degli oligarchi russi

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Se Anonymous continua senza sosta la sua guerra cibernetica con la Russia, oscurando i siti web e i media ufficiali del paese e hackerando il mega yacht di Vladimir Putin, Jack Sweeney, uno studente universitario di 19 anni della Florida, ha iniziato a monitorare gli spostamenti aerei del suo jet privato. E lo fa con un sistema di tracciamento, chiamato ‘PutinJet‘, che si può verificare in qualsiasi momento su Twitter. “@PutinJet è in diretta ora, non aspettarti che sia troppo preciso anche perché ci sono una dozzina di aerei di VIP russi e la copertura ADS-B non è eccezionale in Russia”.

Per avere un’idea più chiara quando si parla di ‘ADS-B’, si fa riferimento alla sigla Automatic Dependent Surveillance – Broadcast. E non è altro che una tecnica cooperativa di controllo del traffico aereo (ATC), particolarmente utile per l’identificazione degli aeromobili e dei veicoli sul sedime aeroportuale nell’ottica della gestione del traffico in aeroporto e per evitare eventuali collisioni in mancanza di visibilità o congestione del traffico.

La sua applicazione principale è appunto la localizzazione ed il tracking di target avionici per il controllo del traffico aereo ATC. Gli stessi segnali, trasmessi in chiaro sulla frequenza di 1090 MHz, sono anche usati da siti web (come Plane Finder o Flightradar24) specializzati nel rappresentare in tempo reale il traffico aereo su una mappa. 

Jack Sweeney traccia gli aerei anche degli oligarchi russi

Per non farsi mancare nulla, Jack Sweeney ha deciso di monitorare anche gli spostamenti aerei di tutti gli oligarchi russi finiti nel mirino dei media e delle sanzioni Ue, compreso l’imprenditore Roman Abramovich, che ha recentemente annunciato la decisione di vendere il Chelsea. Per comunicarlo ai suoi follower, anche in questo caso il 19enne si è servito di Twitter, dove ha pubblicato un’immagine, dove si evincono in nomi dei vari oligarchi, con annessi i numeri identificativi dei loro jet privati, aggiungendo la didascalia “monitorando tutto quello che segue”.

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I problemi con la legge

Mercoledì 2 marzo la National Business Aviation Association, in concerno con la Federal Aviation Administration, è intervenuta direttamente sul caso dei monitaraggio degli aerei. Jack Sweeney in passato si è infatti fatto notare da tutto il mondo per la sua querelle con Elon Musk – che gli ha offerto 5mila dollari per smetterla – e per aver pubblicato il sistema di tracciamento del jet privato dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

“Le preoccupazioni in corso sulla privacy degli operatori nell’ambiente ADS-B sono in prima linea nelle recenti discussioni tra NBAA e FAA sui potenziali miglioramenti al programma Privacy ICAO Address, o PIA”, hanno dichiarato in una nota i due enti, che sottolineano che per decenni “la FAA ha legato un codice del transponder Mode S (ICAO) dell’aeromobile alla registrazione dell’aeromobile. E che PIA consente agli operatori di utilizzare codici ICAO alternativi che non sono pubblicati nel registro degli aeromobili disponibile al pubblico della FAA”.

Chiaro e diretto Heidi Williams, direttore senior dell’NBA per i servizi e le infrastrutture del traffico aereo. “Con la crescente consapevolezza da parte del pubblico di avere in possesso delle tecnologie in grado di leggere e condividere le trasmissioni degli aeromobili, è chiaro che i tempi attuali per le modifiche al codice PIA non sono sufficienti”.

I precedenti con Elon Musk che gli offrì 5mila dollari

A inizio febbraio Jack Sweeney è diventato famoso in tutto il web, perché ha creato un sistema di tracciamento automatico per il jet dell’uomo più ricco del mondo, Elon Musk. E su Twitter ha dato vita all’account @ElonJet, dove venivano pubblicati tutti gli atterraggi e le ripartenze di Mr Tesla e SpaceX  con il suo jet.

La pagina non è ovviamente piaciuta a Elon Musk che ha deciso di contattare privatamente Jack Sweeney per chiedergli di smettere, in cambio di una ricompensa di 5mila dollari. Cifra che però non ha convinto lo studente universitario, il quale prima ha chiesto 50mila dollari, per poi virare su una Tesla Model 3. Come riporta Forbes, però, Elon Musk ha preferito chiudere la trattativa con un secco “Non mi sembra giusto pagare per questa vicenda”.

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