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Direttore d’orchestra, paziente e costruttore: che cosa sanno fare i nuovi robot umanoidi

Possono essere operai, medici, costruttori, conduttori televisivi e direttori d’orchestra. Negli ultimi mesi le abilità dei robot umanoidi si sono evolute così tanto da farci venire un dubbio: toglieranno il lavoro agli esseri umani? Secondo le testimonianze di chi ha lavorato a questi progetti, i piani non sono questi. I robot umanoidi, semmai, dovrebbero rappresentare un aiuto per i lavoratori: potrebbero evitare operazioni faticose, oppure diventare uno strumento per sperimentazioni tecniche.

Il robot operaio

Tra le immagini che più hanno fatto discutere ci sono quelle di Atlas, il robot umanoide progettato da Boston Dynamics. Nel video questo robot, alto un metro e mezzo per 89 chili, raccoglie materiale da costruzione e una borsa degli attrezzi. La borsa deve però raggiungere il livello più alto dell’impalcatura, così Atlas la lancia. Boston Dynamics descrive così questa manovra finale: “La mossa conclusiva di Atlas, un salto mortale inverso con rotazione di 540 gradi su più assi, aggiunge asimmetria al movimento del robot, perciò è un gesto molto più difficile rispetto al parkour che faceva in precedenza”.

Una batteria personalizzata, valvole e un’unità di potenza idraulica compatta permettono ad Atlas di erogare una potenza elevata a uno qualsiasi dei suoi 28 giunti idraulici. Il sistema di controllo avanzato del robot garantisce inoltre una locomozione “agile e diversificata, mentre gli algoritmi ragionano attraverso complesse interazioni dinamiche che coinvolgono l’intero corpo e l’ambiente per pianificare i movimenti”. Atlas utilizza parti stampate in 3D per ottenere il rapporto forza-peso necessario a compiere salti e capriole.

Il rivale Optimus

Il rivale di Atlas potrebbe essere Optimus, il robot umanoide di Tesla, che è stato l’annuncio più importante dell’evento AI 2022 Tesla. Il prodotto, che Elon Musk vorrebbe commercializzare a meno di 20mila dollari, negli ultimi mesi ha fatto notevoli passi avanti. All’inizio del 2023 un prototipo, salito sul palco nel corso di un evento Tesla, ha salutato la folla e ha eseguito alcuni gesti con la mano.

In un video pubblicato nel marzo 2023, Optimus #1prende un braccio di un robot da una scrivania, si avvicina e lo tiene in posizione, mentre Optimus #2lo avvita al corpo di un terzo Optimus ancora in fase di assemblaggio. Alla fine del filmato, entrambi gli Optimus guardano una foto di loro stessi al lavoro, prima di allontanarsi verso la telecamera. Il robot umanoide costruito da Tesla è ora in grado di percorrere brevi distanze in modo indipendente, di trasportare un oggetto grande almeno quanto una delle sue braccia e di utilizzare strumenti di base. La produzione su larga scala di Optimus è ancora lontana e non si sa ancora quando sarà disponibile per l’acquisto.

Il robot più veloce al mondo

Oltre ad Atlas e Optimus c’è anche il robot velocista. Gli ingegneri meccanici della Ucla Samueli School of Engineering hanno sviluppato un robot umanoide a grandezza naturale con una tecnologia unica nel suo genere. Artemis (che sta per advanced robotic technology for enhanced mobility and improved stability) è stato progettato dai ricercatori del RoMeLa dell’Ucla come robot umanoide per uso generale, con particolare attenzione alla locomozione bipede su terreni irregolari. Alto 1 metro e 46 centimetri e con un peso di 187 chili, è in grado di camminare su superfici instabili, correre e saltare. È in grado di rimanere fermo anche se spinto con forza o disturbato in altro modo.

Durante i test in laboratorio, Artemis è riuscito a camminare a 2,1 metri al secondo, il che lo renderebbe il robot umanoide più veloce al mondo, secondo i ricercatori dell’Ucla.

Non solo lavori fisici

Gli umanoidi, però, non sono utilizzati solo per lavori manuali, ma anche per attività scientifiche o artistiche. Hal s5301 èil robot umanoide dotato di intelligenza artificiale, arti robotizzati e reazioni fisiologiche reali prodotto da Accurate e Gaumard Scientific, arrivato al Centro di simulazione medica e addestramento avanzato (Csmaa) dell’Università di Trieste. È un paziente-robot gestito da una sala regia adiacente e riproduce la fisiologia cardiaca, respiratoria, vascolare e cerebrovascolare. Può essere esaminato utilizzando gli strumenti normalmente usati nella pratica clinica, come defibrillatori, sensori, ventilatori, stetoscopi, consentendo anche il prelievo venoso e l’applicazione di cateteri.

Se ci spostiamo sul campo artistico, l’ultimo robot che ha fatto discutere è il direttore d’orchestra che si è esibito in Corea del Sud in un teatro tutto esaurito: si tratta di EveR 6, il robot progettato dal Korea Institute of Industrial Technology (Kitech).

EveR 6 si è posizionato sul podio di fronte ai musicisti dell’orchestra nazionale della Corea del Sud. Dopo aver salutato il pubblico con un inchino, ha preso in mano la bacchetta e ha cominciato a muovere le braccia per guidare gli strumentisti. Il robot ha diretto tre dei cinque pezzi programmati, incluso uno condotto con il direttore d’orchestra coreano Choi Soo-yeoul, che l’ha affiancato durante la performance, offrendo il suo sostegno. “Il robot è riuscito a eseguire movimenti così precisi che hanno superato le mie aspettative”, ha commentato Soo-yeoul, che ha sottolineato però anche l’incapacità di ascoltare dell’umanoide. “L’esibizione ha dimostrato come i robot e gli esseri umani possano coesistere e completarsi a vicenda”, ha concluso il direttore d’orchestra.

Il progetto dell’under 30 italiana

Pepper è il robot umanoide progettato per interagire con gli esseri umani. Molto versatile, può interviene nell’accoglienza e ospitalità come commesso e traduttore. Fin qui nessuna novità, considerato che è stato lanciato nel 2014 dalla SoftBank Robotics. Lucrezia Grassi, 26enne dottoranda al Dibris (Dipartimento di informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi) dell’Università di Genova, sta però aggiungendo tasselli importanti alla vita di Pepper, facendone un automa in grado conversare e moderare gli interventi altrui. Al punto che sarebbe interessante vederlo all’opera nei talk show sfornati dalla tv.

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