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Giovanna Dossena, la regina degli investimenti diventata socia di Chiara Ferragni

Articolo tratto dal numero di agosto 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

La signora italiana del private equity venture capital, diventata da poco socia al 20% della holding Fenice, che raggruppa i business dell’imprenditrice-influencer Chiara Ferragni, si chiama Giovanna Dossena. È amministratore delegato di Avm Gestioni e professoressa ordinaria di Economia e gestione delle imprese all’Università di Bergamo.

Da sempre abbina l’interesse e la passione per il mondo accademico allo studio della gestione delle imprese, della finanza aziendale e dei modelli di business, per migliorarne i processi e le strategie in un’ottica di sviluppo e di internazionalizzazione. Vive a Milano, è sposata e ha due figli, Elisabetta e Giovanni.

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Dal Parco tecnologico Kilometro Rosso ad Avm

Dopo aver conseguito la laurea in Economia con specializzazione in finanza e aver ricoperto il ruolo di professoressa associata alla Bocconi di Milano, Giovanna Dossena è stata membro del consiglio di amministrazione di Brembo dal 1993 al 2014 – da qui il suo forte rapporto con il patron del gruppo, Alberto Bombassei – e di Barovier e Toso dal 2010 al 2015.

È tuttora membro del comitato scientifico del Parco tecnologico Kilometro Rosso e del comitato scientifico delle riviste La valutazione di aziende e IRTop. È membro di Sima (Società italiana di management) e autrice di numerose pubblicazioni, articoli e libri sui temi della corporate governance, della sostenibilità, del family business e dell’imprenditorialità.

Nell’agosto 2021 è stata nominata all’interno del consiglio direttivo di Aifi, Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt. Nel 1995 ha fondato Avm, gruppo che opera nei settori del private equity e del venture capital con un network di imprenditori e investitori istituzionali.

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Lo sviluppo delle pmi italiane

I team di investimento di Avm si dedicano allo sviluppo delle pmi italiane per realizzarne il potenziale di crescita, attraverso aggregazioni, nell’ottica di medio e lungo termine. Avm investe con veicoli dedicati nei settori del life essentials (food & beverage, health & beauty, domotica), della robotica, della cybersecurity e dell’impact finance.

Nel 2021 ha assunto – prima sgr vocata a investimenti mobiliari a farlo – lo status di società benefit, dotandosi di strumenti e policy per integrare i risultati finanziari con quelli in ambito esg e perseguendo una politica d’investimento che tenga conto delle tematiche ambientali, sociali e di governance.

“Il principio che ispira gli investimenti di Avm è la volontà di favorire progetti che generino valore nel lungo termine, slegando la logica di investimento dal mero ritorno a breve termine”, sottolinea Dossena.

“È un impegno che parte da noi ma che è condiviso dagli investitori: la nostra attività è incentrata su un’allocazione efficace, ma soprattutto sostenibile, cioè proiettata al futuro. Quando si compie un’acquisizione o un buyout, si genera un risultato finanziario, ma quando si fa un’aggregazione, si genera un beneficio per tutto il sistema. La prima può sembrare un’operazione finanziaria, mentre la seconda richiede tempo per poterne vedere i risultati, ma produce un valore di medio-lungo periodo e generativo”.

L’altro pilastro della strategia di investimento di Avm è il technology transfer, un percorso per trasformare le risorse accademiche in asset aziendali e le idee in sviluppo e innovazione, in cui l’apporto di capitale, di competenze e di contatti ha lo scopo di dare ad aziende e startup un impulso decisivo nel piano di crescita.

I fondi di Avm Gestioni

Tra i fondi di Avm Gestioni oggi operativi e in raccolta bisogna citare innanzitutto Cysero, fondo chiuso di venture capital promosso con Kilometro Rosso nel 2020 per investire in startup e pmi innovative della cyber security e della robotica. L’obiettivo del fondo è raccogliere smart capital da investitori interessati alla promozione e allo sviluppo tecnologico.

L’idea è quella di realizzare un polo di eccellenza a livello internazionale su cyber security e robotica, coinvolgendo realtà nuove, già avviate e innovative, dotate di un patrimonio di ricerca e conoscenza dei settori di riferimento. Cysero ha investito finora in sette startup italiane e una startup estera e ha raccolto 50 milioni di euro, a fronte di un target di investimento di 100 milioni.

C’è poi Italian Fine Food, fondo lanciato nel 2022 per valorizzare le eccellenze regionali del food made in Italy e per mettere a fattor comune la loro forza. Il fondo, che ha un target di raccolta di 100 milioni, si avvarrà di una piattaforma tecnologica multimediale che consente di generare un marketplace di logistica integrata per l’internazionalizzazione delle imprese e della loro immagine, tramite le più avanzate tecnologie (come blockchain, Nft, realtà virtuale e 360° experience).

Impact EuVECA è il fondo che investirà in società con finalità sociali e filantropiche definite ex ante, costantemente monitorate. Mentre Talent EuVECA, fondo comune di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso, ha investito nei settori alimentari, benessere & salute e moda & design, oltre che in aziende della sicurezza, della logistica, delle smart solution e della meccanica di precisione.

Ha puntato su piccole e medie imprese in fase early stage e non project development, acquisendo quote del capitale con diritto di voto. Talent non ha seguito una politica d’investimento per specializzazione settoriale, bensì per focalizzazione settoriale, dedicando attenzioni particolari agli ambiti con la più alta concentrazione di eccellenze in Italia.

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Il sostegno a startupper e imprenditori con il progetto Musa

Avm ha infine strutturato il progetto Musa per sostenere startupper e imprenditori nella fase più creativa e delicata: quella della messa a fuoco e della definizione concreta delle idee di business. Il progetto si colloca nell’ambito della divisione progetti di Avm, come iniziativa finalizzata all’attività benefit e come impegno filantropico a titolo gratuito verso i giovani e coloro che sentono attitudine all’impresa.

Il progetto Musa è costituito in forma di divisione e si autofinanzia sulla base del contributo personale di disponibilità all’ascolto e all’analisi da parte dello staff manageriale di Avm e del network di professionisti e imprenditori che la affiancano.

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