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Design

Quest’azienda veneziana ha cambiato per sempre l’immaginario della porta d’ingresso

Articolo tratto dal numero di novembre 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

Dal 1990 Oikos Venezia si dedica alla produzione di porte d’ingresso, mixando funzionalità ed estetica grazie a un accurato lavoro di ricerca. “Siamo stati i primi a trovare soluzioni su misura. Oggi abbiamo 25 milioni fatturato e il primo monomarca a Dubai”, dice il co-fondatore Mario Biancolin ha saputo ridisegnare l’identità della porta blindata, trasformandola in un elemento di design capace di dare corpo alle visioni degli architetti: Oikos Venezia, nel suo stabilimento di Gruaro, produce da oltre 30 anni porte d’ingresso che sono architetture multifunzionali e personalizzabili nelle dimensioni, nelle finiture e nei dettagli.

Cambiare per sempre l’immaginario della porta d’ingresso

Una piccola conquista, quella di aver cambiato per sempre l’immaginario della porta d’ingresso liberandola dalla produzione standard, raggiunta attraverso un caparbio lavoro di innovazione e creatività. “Siamo nati come realtà artigiana nel 1990, con dieci addetti. Nel 1995, con il doppio dei dipendenti e una piccola quota di export, ci siamo evoluti in azienda industriale. La vera svolta, però, l’abbiamo registrata nel 2005 con la presentazione al mercato di Synua, un prodotto sviluppato grazie a un intenso sforzo di ricerca che incontrava la richiesta del mercato di avere porte d’ingresso in cui non si vedessero le cerniere. Siamo stati i primi a presentare questa soluzione e siamo stati premiati con un successo commerciale importante e grande visibilità tra gli architetti”, racconta Mario Biancolin, presidente e co-fondatore dell’azienda insieme a Fabio Buscato.

A partire da quel momento, Oikos Venezia si è specializzata nel proporre soluzioni che fondono la sicurezza e le performance tipiche delle porte blindate al design e alla personalizzazione più libera. “Nel 2010 abbiamo raddoppiato il nostro sito produttivo e dato il via alle collaborazioni con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e con l’Università di Padova, dando un’ulteriore spinta all’innovazione. Grazie a quest’ultima partnership abbiamo organizzato diversamente i processi produttivi introducendo la lean production”, prosegue Biancolin.

    Oikos Venezia
    Oikos Venezia

Il concetto di arsenalità

Ma alla base dei processi produttivi di Oikos c’è anche un altro concetto interessante, quello di arsenalità: “La nostra produzione segue certamente criteri industriali, ma per garantire l’alto livello estetico delle finiture e dei dettagli ci avvaliamo di dipendenti con formazione da artigiani che possiedono una conoscenza profonda del mestiere. L’arsenale era una fabbrica ante litteram, in cui gli operai erano artigiani. La nostra è un’industria che produce con la cura e l’attenzione dell’artigiano esperto”.

Il design

Anche lo sviluppo del design dei prodotti Oikos si inserisce nel processo che intreccia industria e sartorialità: “Per la creazione di Synua, per esempio, il designer Paolo Rossi non si è limitato a realizzare un progetto sulla carta, ma ha partecipato attivamente alla risoluzione di tutti i problemi produttivi che si sono presentati. Questo succedeva negli anni d’oro del design, quando i progettisti andavano nelle officine per prendere parte alla creazione dei prodotti che immaginavano. E nel nostro settore è ancora più difficile portare a terra un’idea visionaria: la funzionalità è prioritaria, non è facile conciliarla con l’estetica”.

Il Concorso Internazionale per l’Architettura d’Ingresso DoorScape

Per promuovere una nuova consapevolezza della porta e dello spazio di ingresso, Oikos ha presentato quest’anno la prima edizione del Concorso Internazionale per l’Architettura d’Ingresso DoorScape, realizzato in collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Attraverso una giuria interdisciplinare presieduta da Michele de Lucchi e dal suo studio Amdl Circle, e composta dalla storica Donatella Calabi, dalla fotografa Alessandra Chemollo, dal filosofo Emanuele Coccia, dal landscape e garden designer Luciano Giubbilei e dalla designer e ricercatrice Eugenia Morpurgo, ha premiato il progetto che ha meglio saputo dare valore all’ambiente di ingresso.

I dieci in gara sono stati poi interpretati dall’artista e designer Matteo Di Ciommo ed esposti al pubblico alla Fondazione Querini Stampalia nel contesto della mostra DoorScape | Lo Spazio oltre la Soglia (fino al 26 novembre), curata da Amdl Circle. “Il concorso è nato per proseguire l’opera di sensibilizzazione sullo spazio dell’ingresso, rimarcando la sua rilevanza all’interno dell’ambiente abitativo”, ha spiegato Biancolin. Un’opera di sensibilizzazione che ha portato, negli anni, a cambiare anche il rapporto degli stessi architetti con la porta di ingresso, e a far approdare i prodotti Oikos in progetti importanti, come il complesso residenziale di Porta Nuova e il Bosco Verticale a Milano, oltre che in residenze, hotel e showroom di lusso in tutto il mondo.

25 milioni fatturato e il primo monomarca a Dubai

“Siamo stati i primi a intercettare l’esigenza degli architetti di trovare soluzioni per l’ingresso che fossero completamente personalizzabili e libere dagli standard. Il risultato? Oggi abbiamo raggiunto i 25 milioni fatturato e aperto il primo atelier monomarca a Dubai. L’obiettivo è quello di accrescere ulteriormente non solo il fatturato, ma anche l’autorevolezza del brand e l’innovazione tecnica, con un’ambizione: quella che chiunque desideri un ingresso di lusso e con grandi prestazioni pensi immediatamente a Oikos.

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