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Elon Musk non è più la persona più ricca al mondo: pesa l’annullamento del suo maxi compenso da 51 miliardi

Questo articolo è apparso su Forbes.com

Martedì sera Elon Musk ha ceduto il titolo di uomo più ricco del mondo a Bernard Arnault, l’imprenditore francese del grande gruppo Lvmh. Il sorpasso è avvenuto dopo che un giudice del Delaware ha annullato un consistente pacchetto di opzioni Tesla (basate sulle prestazioni) assegnato a Musk nel 2018. Quelle azioni valevano più di 50 miliardi di dollari.

Bernard Arnault ora è la persona più ricca del mondo

Ciò significa che ora, secondo Forbes, il patrimonio Elon Musk si attesta a 184,5 miliardi di dollari, dietro a Bernard Arnault (con un patrimonio netto stimato di 210,8 miliardi di dollari), ma comunque avanti rispetto a Jeff Bezos di Amazon, terza persona più ricca al mondo al mondo (con 179 miliardi di dollari di patrimonio).

Nella sua sentenza, il giudice del Delaware, Kathaleen McCormick, ha stabilito che Musk e i coimputati, Tesla e alcuni membri del suo consiglio di amministrazione, non sono riusciti a dimostrare che le modalità che hanno portato all’assegnazione del “più grande piano di compensi mai visto nei mercati finanziari” fossero corrette. Facendo prevelare così la tesi del conflitto di interesse e del ‘potere esercitato’ da Musk nei confronti del consiglio. Martedì, alla chiusura delle contrattazioni, il pacchetto di opzioni di Musk valeva 50,9 miliardi di dollari (al netto dei costi di esercizio), tuttavia a causa della sentenza non potrà né esercitarli né venderli.

In attesa del possibile ricorso

Non potendo sapere cosa succederà, dato che probabilmente ci sarà un appello contro la sentenza, Forbes ha scontato le opzioni di Musk del 50%. Abbattendo così il suo patrimonio detto di 25,5 miliardi di dollari dopo la decisione del giudice.

“[La sentenza] sarà certamente oggetto di appello e c’è qualche possibilità di revoca o di un esito diverso”, afferma Jim Park, professore di diritto dell’UCLA. “La giudice McCormick è molto stimata e previdente. Di conseguenza, penso che ci siano buone possibilità che la sua decisione trovi il consenso anche da parte della Corte Suprema del Delaware. C’è però da aggiungere un altro aspetto: la Corte Suprema potrebbe però pensare che una decisione del genere potrebbe essere vista come un messaggio negativo nei confronti degli imprenditori. Per questo potrebbe avere un occhio diverso”.

Un altro pacchetto retributivo

Ovviamente, anche la stessa Tesla potrebbe bypassare il problema: garantendo a Musk un altro pacchetto retributivo con un processo più rigoroso così da essere inattaccabile dal punto di vista legislativo. Dopotutto, gli azionisti di Tesla, le cui azioni sono aumentate di oltre sette volte dal 2018, non hanno proprio festeggiato la decisione del tribunale del Delaware. Mercoledì, prima dell’apertura dei mercati, le azioni di Tesla erano in ribasso dello 0,8%. “Se il pacchetto retributivo viene annullato, Musk ne richiederà un altro e lo otterrà”, afferma Adam Pritchard, professore di diritto del Michigan. “Ma [è] molto difficile dire quanto sarebbe diverso da questo pacchetto.”

Musk aveva chiesto a gran voce ancora più azioni Tesla prima della decisione del Delaware. In un post su X del 15 gennaio ha scritto: “Mi sento a disagio nel far sì che Tesla diventi leader nell’intelligenza artificiale e nella robotica senza avere circa il 25% di controllo sui voti”. Se confermata in appello, la decisione del giudice di annullare il pacchetto di opzioni retributive di Musk farebbe scendere la sua partecipazione in Tesla dal 22% al 13%.

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