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Leader 23 Gennaio, 2020 @ 8:00

Tesla vola oltre i 100 miliardi (vale più di Volkswagen) e Musk vede un maxi-bonus

di Massimiliano Carrà

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Elon Musk presenta la Tesla Model X Crossover (Justin Sullivan/Getty Images)

Tesla non smette di stupire e in Borsa ha ufficialmente messo il pilota automatico. Nella giornata di ieri il titolo della casa automobilistica americana fondata da Elon Musk ha fatto registrare a Wall Street un rally del 4,09%, che le ha permesso di fissare il prezzo delle azioni a 569,56 dollari.

La capitalizzazione di mercato del titolo ha così ufficialmente sforato quota 100 miliardi di dollari, come già era avvenuto solo brevemente nella seduta precedente. 

Ed Elon Musk è già pronto a sfornare il suo balletto della vittoria. Secondo Reuters infatti i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato di Tesla gli garantirebbero un mega bonus.

Azioni Tesla e il bonus di Elon Musk

Entrando più nel dettaglio di quanto rivelato da Reuters, Elon Musk, secondo alcuni termini contrattuali firmati nel 2018, guadagnerebbe 346 milioni di dollari di premi azionari se si realizzasse una doppia condizione: qualora il titolo Tesla dovesse attestare la sua capitalizzazione di mercato a 100 miliardi di dollari almeno per un 1 mese, e anche su un orizzonte di 6 mesi. Tra l’altro, come sottolinea l’agenzia di stampa britannica, al momento Musk non riceve alcun compenso o bonus in denaro, ma solo opzioni di assegnazione di azioni che si basano sulla capitalizzazione di mercato di Tesla e sulla sua stessa crescita. 

E secondo gli accordi, il ceo dell’azienda otterrebbe un’altra tranche di azioni ogniqualvolta Tesla dovesse andare incontro a un aumento del valore di mercato di 50 miliardi di dollari. In sintesi se la capitalizzazione di mercato della casa automobilistica dovesse raggiungere la cifra di 650 miliardi di dollari, Elon Musk potrebbe guadagnare l’intero pacchetto retributivo del valore di 56 miliardi di dollari in premi azionari.

È importante anche sottolineare che il rally positivo in Borsa di Tesla non è una novità. L’azienda americana negli ultimi sei mesi ha guadagnato il 110%, tant’è che le azioni sono passate da 260 dollari per azione, registrati il 23 luglio, a 569 dollari per azione. Inoltre va ricordato che Elon Musk attualmente possiede circa 34 milioni di dollari di azioni, ossia il 19% di Tesla. 

Leader 13 Gennaio, 2020 @ 10:41

Tesla vale quasi come Ford e Gm messe insieme. E Musk diventa sempre più ricco

di Massimiliano Carrà

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Elon Musk ad di Tesla
Elon Musk (Getty Images)

Elon Musk e Tesla iniziano alla grande il 2020. Dopo la cerimonia di presentazione del nuovo stabilimento a Shanghai, il primo della compagnia fuori dagli Usa, dove il ceo dell’azienda ha dato il meglio di sé con un balletto che ricorda quello di Bill Gates e Steve Ballmer del 1995 (in occasione del lancio di Windows 95), Tesla non ha smesso più di volare.

La compagnia automobilistica americana ha rivelato di aver consegnato una cifra record di 112.000 veicoli nel quarto trimestre, di aver già fornito ai propri clienti le prime 10 “Model 3” fabbricate in Cina e di essersi fissata due obiettivi precisi per la sua Gigafactory di Shanghai: produrre oltre 1.000 vetture alla settimana e costruire anche gli altri veicoli futuri. 

Elon Musk: su di 2 miliardi in una settimana

Un aspetto che conferma un inizio di 2020 scoppiettante per Tesla è l’andamento in Borsa. La scorsa settimana infatti il titolo dell’azienda americana ha fatto segnare una crescita del 13%, fissando il prezzo delle azioni a 478,15 dollari per azione. Questo ha permesso a Elon Musk di veder crescere il patrimonio personale di 2,1 miliardi di dollari. Tant’è che adesso, con 28,8 miliardi di dollari di patrimonio, l’imprenditore di 49 anni è la 34ª persona più ricca al mondo.

Entrando più nel dettaglio, Musk possiede quasi il 22% delle azioni di Tesla, che rappresentano circa la metà della sua fortuna. Ma non è tutto. Il miliardario nato a Pretoria ha anche una quota stimata di 12,5 miliardi di dollari in SpaceX, la sua compagnia aerospaziale nota per i missili riutilizzabili.

Tesla è la compagnia automobilistica di maggior valore in America

Grazie all’andamento in Borsa, il titolo Tesla la scorsa settimana ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 83 miliardi di dollari. Una cifra che ha permesso a Tesla di diventare la società automobilistica più preziosa della storia americana (non tenendo conto dell’inflazione).

Battuto infatti il valore di mercato di 81 miliardi di dollari di Ford registrato nel 1999.  Inoltre, alla chiusura del mercato di venerdì, la capitalizzazione di mercato di Tesla è salita fino a 85,8 miliardi di dollari, vicinissima al valore di mercato combinato di Ford e GM che invece si è attestato a 87 miliardi di dollari.

Business 24 Dicembre, 2019 @ 11:57

Tesla segna un nuovo record in Borsa e Musk torna a scherzare sulla cannabis

di Forbes.it

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Elon Musk (Getty Images)

di Rachel Sandler per Forbes.com

Dopo che lunedì il titolo Tesla è balzato al valore record di 420 dollari per azione, il ceo Elon Musk ha voluto scherzare prendendosi gioco dell’infelice tweet che l’anno scorso gli era costato qualche guaio con la Securities and Exchange Commission della Borsa di New York, spingendolo verso le dimissioni da presidente.

“Whoa… il titolo vale così tanto lol”, ha twittato Musk dopo che la valutazione in borsa delle azioni Tesla ha superato i 420 dollari. Il 20 aprile (o 4/20, come vengono scritte le date negli Stati Uniti) è infatti una ricorrenza in cui viene celebrata la cultura della cannabis, tanto che negli Usa ricorrere al numero 420 per riferirsi alla marijuana è diventato ormai anche un popolare meme.

Musk ha inoltre risposto a un tweet di Bloomberg sull’andamento del titolo Tesla con un paio di emoji della faccina che piange dalle risate.

Sempre lunedì all’apice del valore di giornata le azioni Tesla venivano scambiate a 422 dollari l’una.

Mentre la casa produttrice di veicoli elettrici viene da un anno di “su e giù” in Borsa, gli investitori continuano a dimostrare fiducia nelle capacità di Musk, confortati anche dai risultati di un sorprendente terzo trimestre e dai progressi nella costruzione del suo primo stabilimento internazionale in Cina.

L’attività di Musk su Twitter è da sempre caratterizzata dal ricorso a meme e velati riferimenti alla marijuana. Il suo più infelice tweet è stato quello dell’agosto 2018 in cui aveva scritto, scherzando, che stava “valutando l’ipotesi di lasciare la Borsa quando il Tesla raggiungerà i 420 dollari per azione. Finanziamenti garantiti”; tweet che aveva scatenato una raffica di critiche per il suo uso di Twitter ritenuto da molti impulsivo e che lo aveva portato alle accuse di frode da parte della SEC per aver ingannato gli investitori. Il patteggiamento con l’agenzia si è chiuso con una multa da 20 milioni di dollari e le dimissioni da presidente di Tesla.

Trending 23 Novembre, 2019 @ 11:06

Mal di Tesla per Musk, il Cybertruck fa flop e lui perde 770 milioni $

di Forbes.it

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Elon MuskWall Street non si fida del nuovo futuristico pickup presentato ieri da Elon Musk. Dopo la deludente dimostrazione dal vivo del Cybertruck avvenuta nella notte italiana di ieri le azioni Tesla sono scivolate fino a chiudere l’ultima seduta settimanale di Borsa con un calo di sei punti percentuali.

Un brutto colpo per il fondatore e ceo di Tesla, Elon Musk, che ha visto sfumare dalla propria fortuna personale tre quarti di miliardo di dollari. Il patrimonio personale di Musk, secondo le rilevazioni in tempo reale della classifica dei Billionaires di Forbes, è infatti diminuito per effetto della discesa delle azioni di ben 768 milioni in un solo giorno. Si tratta naturalmente solo di variazioni virtuali, proprio perché legate all’andamento delle azioni: nulla vieta infatti una risalita del patrimonio di Musk proprio in coincidenza di una eventuale ripresa delle quotazioni.

Il pickup Cybertruck di Tesla (Courtesy Tesla)

I problemi nel corso della dimostrazione sono iniziati quando, per dimostrare di aver creato un’automobile pronta a tutte le sfide, Musk ha ordinato a un suo collaboratore di testare la resistenza di carrozzeria e vetri. Creando un effetto che si è andato a sommare allo scetticismo per una carrozzeria dal design quantomeno radicale.

Durante la dimostrazione Musk ha chiesto a un suo collaboratore di lanciare una palla di metallo contro un finestrino, che è andato in frantumi. Una seconda palla, lanciata con meno forza, ha mandato in pezzi anche il secondo vetro. “Per una strana piccola ragione, ora si è rotto e non so perché”, ha detto Musk alla folla nel corso della presentazione tenutasi a Hawthorne, in California.

Ora Musk, a 48 anni e con un patrimonio di 23,6 miliardi di dollari, è la 41esima persona più ricca del mondo.

Life 22 Novembre, 2019 @ 10:02

Tesla ha fatto un pickup: prezzo, immagini e performance del nuovo Cybertruck

di Forbes.it

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Pickup Tesla Cybertruck
(Courtesy Tesla)

Il tanto atteso pick-up elettrico di Tesla è stato presentato da Elon Musk che ne ha svelato prezzo, autonomia e prestazioni. Con un design fuori dal comune – sembra davvero arrivato dal futuro, non a caso le forme sono ispirate al mondo della fantascienza del film Blade Runner – il Cybertruck ha un prezzo di partenza di 39.900 dollari per la versione a due ruote motrici, molto meno dei 50mila che lo stesso Musk aveva preannunciato.

Pickup Tesla Cybertruck
(Courtesy Tesla)

Il veicolo è costruito con un guscio esterno realizzato per la massima protezione dei passeggeri. A partire da un esoscheletro quasi impenetrabile; ogni componente è progettato per una resistenza unica, dalla pelle strutturale Ultra-Hard 30X in acciaio inossidabile laminato a freddo al vetro dell’armatura Tesla, si legge sul sito della società.

Pickup Tesla Cybertruck
(Courtesy Tesla)

L’esoscheletro monocromatico liscio evita ammaccature, danni e corrosione a lungo termine. Lo stesso vetro ultra resistente e il composito a strati polimerici possono assorbire e reindirizzare la forza di impatto per migliorare le prestazioni e la tolleranza ai danni, anche per da proiettile.

Pickup Tesla Cybertruck
(Courtesy Tesla)

La potente trasmissione e il baricentro basso offrono uno straordinario controllo di trazione e coppia, consentendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h di meno di 6,5 secondi e un’autonomia di circa 320 km. Secondo quanto dichiarato da Tesla saranno tre le configurazioni del Cybertruck. Oltre alla versione base, quella intermedia sarà spinta da due motori elettrici, sarà a trazione integrale, avrà un’autonomia di circa 420 km e un’accelerazione 0-100 in meno di 4,5 secondi. La versione più performante, la Tri Motor AWD Long Range (costerà 69.900 dollari), sarà anch’essa a quattro ruote motrici, ma spinta da tre motori elettrici, per un’autonomia di oltre 800 km e un’accelerazione 0-100 km/h in meno di 2,9 secondi. La produzione del 2WD inizierà alla fine del 2021, mentre per il 4WD si dovrà attendere il 2022.
Pickup Tesla Cybertruck

Infine, ci sarà la funzione dell’Autopilot, il sistema di guida assistita di Tesla. Sul Cybertruck il pacchetto verrà offerto a circa 7mila dollari e consentirà rimorchi, parcheggio automatico e “full self-driving”.

Business 13 Novembre, 2019 @ 7:06

Cosa succederà nella prima Gigafactory europea di Tesla

di Emiliano Ragoni

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(Photo by Spencer Platt/Getty Images)

La Tesla sta diventando sempre più un’azienda globale. Elon Musk, fine stratega, ha sdoganato l’auto elettrica trasformandola da oggetto di culto degli ecologisti ad oggetto di lusso. La sua forza è stata quella di posizionarsi inizialmente nella fascia premium del mercato, non presenziata da nessun costruttore, proponendo, dopo la Tesla Roadster (progettata sfruttando i telai della Lotus), la berlina Model S e la suv Model X, entrambe auto premium. Successivamente, con l’uscita della berlina media Model 3, ha ulteriormente ampliato il suo mercato, includendo anche un pubblico meno abbiente.

Intorno alle sue vetture la Tesla ha costruito un solido ecosistema costituito dai Supercharger, le stazioni di ricarica proprietarie (per un periodo offerte gratuitamente ai possessori), le batterie per lo stoccaggio dell’energia domestica, il powerwall, e le tegole solari, che indicativamente hanno la stessa funzione dei pannelli fotovoltaici ma che sono decisamente più cool.

Nonostante bilanci spesso in rosso, la Tesla e, nello specifico, Elon Musk, hanno una grande, grandissima, fiducia dagli stakeholder, disposti a credere nella profittabilità dell’auto elettrica.

E a quanto pare Elon Musk ha tutte le ragioni di questo mondo perché i grandi produttori automobilistici stanno virando verso l’elettrificazione. Il gruppo Volkswagen, ad esempio, dopo l’onta del dieselgate, ha stanziato un maxi investimento di 80 miliardi di euro per produrre 15 milioni di elettriche, con l’obiettivo di diventare, entro il 2025, il primo produttore al mondo di auto a batteria.

E la Tesla, che è stata la prima ad innescare questo meccanismo virtuoso, non può stare di certo a guardare al cospetto di una concorrenza che sembra decisamente agguerrita e, direttamente dal suo padre-padrone, annuncia dei piani di espansione che riguarderanno anche l’Europa.

Elon Musk, infatti, durante la cerimonia di assegnazione del “Volante d’oro” tenutasi a Berlino, che tra l’altro è stato vinto dalla berlina Model 3, ha dichiarato che il primo stabilimento della Tesla in Europa sarà costruito proprio nella città tedesca.

Il nuovo impianto, comprensivo di un centro di ingegneria e uno di design, sarà utilizzato per la produzione di automobili, batterie e motori e dovrebbe essere ultimato entro il 2021. La prima vettura ad uscire dalla linee di assemblaggio tedesche dovrebbe essere la suv compatta Model Y.

Lo stabilimento europeo si andrà ad affiancare a quello già presente a Fremont, California, dove vengono costruite le Tesla Model S, X e 3, oltre a parte della componentistica, al nuovo impianto cinese di Shanghai, ultimato a tempo di record e da cui sono già uscite le prime Model 3, e alla Gigafactory del Nevada, dove vengono assemblate le batterie.

La Tesla avrà quindi l’occasione di sfruttare una posizione strategica nel cuore dell’Europa motoristica come arma a proprio favore per battagliare contro i costruttori teutonici. Inoltre, il nuovo stabilimento consentirà alla compagnia americana di sfruttare la manodopera tedesca altamente specializzata nel settore automobilistico, favorendo un notevole risparmio sui costi di logistica, visto che attualmente le Tesla vengono prodotte a Fremont e giungono nel vecchio continente via mare.

Business 13 Ottobre, 2019 @ 9:51

Perché Dyson ha detto addio al sogno di costruire un’auto elettrica

di Emiliano Ragoni

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James Dyson

L’auto elettrica è diventata una moda, spesso associata ad un nuovo concetto di mobilità, interconnessa, digitale e condivisa; le case automobilistiche si stanno avviando ad immettere le proprie auto elettriche sul mercato, sia per motivi legati ai limiti di emissioni, sia perché ormai è diventata quasi una necessità nei confronti degli stakeholder.

Ma, ovviamente, al di là della minore complessità del motore elettrico rispetto alla controparte endotermica, la filiera dell’auto rimane sempre la stessa. Ed è dannatamente complicata, oltre a richiedere ingenti investimenti a fronte di marginalità ridotte.

Ci è cascata addirittura anche la Apple, che avrebbe voluto realizzare la propria elettrica, salvo poi cambiare idea per via degli ingenti costi di sviluppo, ripiegando sullo sviluppo di un sistema di guida automatizzata.

Quella di James Dyson, padre-padrone dell’azienda inglese che produce aspirapolveri, è un’avventura del tutto simile a quella della Apple. Infatti, nonostante tutte le buone intenzioni e il massiccio intervento di pianificazione, la Dyson ha deciso di abbandonare il sogno di produrre la propria auto elettrica chiudendo la divisione automotive. Il motivo? Chiaramente gli eccessivi costi di sviluppo.

Eppure la Dyson stava facendo le cose davvero in grande e dopo aver annunciato la volontà dl produrre una propria auto elettrica, nel 2017, aveva stanziato un budget di 2,2 miliardi di euro, cifra che doveva essere utilizzata per l’ingegnerizzazione di un modello entro il 2020.

Inoltre James Dyson aveva creato un team di 500 ingegneri capeggiati dall’ex dirigente di BMW e Infiniti, Roland Krueger. Infine, con l’obiettivo di avere un maggiore controllo su tutta la catena di fornitori, oltre che per la vicinanza al maggiore mercato dell’auto elettrica, la compagnia inglese aveva spostato la sede a Singapore.

Stando ai disegni trapelati la scorsa estate, l’auto elettrica della Dyson doveva essere una sorta di suv-crossover di lusso dalle inedite proporzioni e, al posto della classica batteria agli ioni di litio, doveva essere alimentata da un accumulatore allo stato solido (tipologia di batteria oggi ancora in fase di sperimentazione).

Purtroppo l’investimento della Dyson e il suo know-how nelle batterie non è bastato per portare a termine il suo avveniristico progetto. D’altronde, tanto per fare un paragone, il gruppo Volkswagen per la sua transizione verso l’auto elettrica ha messo in campo una spaventosa potenza di fuoco, utilizzando le varie joint venture in Cina e sfruttando le sinergie tra i suoi brand, e mettendo sul piatto un investimento di oltre 80 miliardi di dollari.

Tanto per citare un altro esempio di “nuove” case automobilistiche che hanno tentato la loro avventura nel settore dell’elettrico, la stessa Nio, la compagnia americana con capitali cinesi, sta incontrando grosse difficoltà economiche ed è arrivata a licenziare un quinto della sua forza lavoro. Oppure la Faraday Future, inizialmente soprannominata la “Tesla cinese”, che è stata perennemente sull’orlo del fallimento.

Senza dimenticare le difficoltà economiche della Tesla che, pur raggiungendo dei record di produzione con la berlina Model 3, presenta delle trimestrali quasi sempre in rosso.

Produrre auto rimane tutt’altro che un gioco e le aziende che decidono di investirci devono mettere in conto maxi investimenti iniziali e un ritorno economico che, se confrontato a quello dell’elettrica di consumo, è decisamente marginale.

Business 29 Agosto, 2019 @ 9:32

Tesla ora vende anche le assicurazioni, partendo dalla California

di Forbes.it

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Impianto di ricarica Tesla
Un impianto di ricarica Tesla in California (Justin Sullivan/Getty Images)

“A partire da oggi, lanciamo Tesla Insurance”. E’ l’ultima iniziativa della casa automobilistica fondata da Elon Musk, vulcanico imprenditore che ora sembra pronto ad aggredire mercati paralleli a quello delle quattro ruote, vestendo anche i panni dell’assicuratore.

Presentata ieri attraverso una nota apparsa sul blog aziendale, quella di Tesla è un’offerta assicurativa definita “a prezzi competitivi” e progettata per offrire ai proprietari di Tesla tariffe fino al 20% più basse e in alcuni casi fino al 30%. Tesla Insurance offrirà una copertura completa e la gestione dei sinistri per supportare i suoi clienti in California, ma è già prevista l’espansione in futuro in altri Stati del Nord America.

“Poiché Tesla conosce meglio i suoi veicoli – spiega la nota – Tesla Insurance è in grado di sfruttare la tecnologia avanzata, la sicurezza e la manutenzione delle nostre auto per fornire un’assicurazione a un costo inferiore. Questo prezzo riflette i vantaggi della sicurezza attiva di Tesla e le funzionalità avanzate di assistenza alla guida di serie su tutti i nuovi veicoli Tesla”.

Ai proprietari di Tesla in California viene promessa la possibilità di acquistare una polizza in meno di un minuto collegandosi alla sezione dedicata del sito della casa automobilistica.Per gli ordini di nuovi veicoli, i clienti potranno richiedere un preventivo prima della consegna della vettura.

Tesla Insurance offrirà la possibilità di pagamenti mensili “senza costi o addebiti nascosti”. I clienti potranno annullare o modificare la loro polizza assicurativa Tesla in qualsiasi momento.

Investimenti 16 Luglio, 2019 @ 2:23

Mobilità elettrica: ecco le aziende che offrono opportunità di investimento

di Forbes.it

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(Photo by Spencer Platt/Getty Images)

di Zehrid Osmani, Head of Global Long-Term Unconstrained di Martin Currie (affiliata Legg Mason)

È raro che un mercato ben consolidato subisca una trasformazione radicale nel giro di pochi anni. Ma sembra proprio questo il destino dell’industria automobilistica: i veicoli elettrici diventeranno la norma mentre gradualmente il motore a combustione interna verrà abbandonato. Secondo le nostre previsioni da qui al 2030 il mercato dei veicoli elettrici dovrebbe espandersi ad un tasso di crescita annuo cumulato superiore al 30%, spinto principalmente dalle regolamentazioni più restrittive e dalla crescita della domanda da parte dei consumatori”.

Le opportunità di crescita
La Cina è al momento il più grande mercato di veicoli elettrici al mondo, e il governo sta spingendo con forza per un’ulteriore crescita. Le aspirazioni ‘green’ del paese fanno sì che alle case automobilistiche siano ora imposti stringenti requisiti minimi riguardo la produzione di veicoli alimentati con nuove energie (inclusi ibridi ricaricabili, veicoli esclusivamente elettrici e auto alimentate a celle a combustibile). Nel frattempo, in Europa un nuovo pacchetto di norme sulla mobilità pulita, approvato dal Parlamento Europeo, ha previsto nuovi standard sulle emissioni di CO2 delle automobili e dei veicoli commerciali leggeri, così come incentivi per i veicoli a zero emissioni.

Inoltre, se finora i consumatori sono stati lenti nel convertirsi ai veicoli elettrici (in un sondaggio condotto dall’American Automobile Association, solo il 16% degli automobilisti Usa ha dichiarato di star considerando un’auto elettrica come prossimo acquisto), ci sono segnali di un crescente supporto per forme di trasporto più sostenibili.

La strada più ovvia non sempre è la migliore
Tesla è probabilmente il marchio di veicoli elettrici più noto al mondo, grazie anche alla Model 3, il suo modello più venduto nel 2018. Ma l’azienda di Elon Musk ha motivo di preoccuparsi, perché ormai molte altre case automobilistiche hanno sviluppato modelli elettrici, come BAIC (azienda di proprietà del governo cinese), Nissan, Toyota, Renault, BMW. La cosa più evidente, a nostro parere, è che questa parte della catena del valore sia molto in vista, ma non rappresenti un bacino opportunità così ricco per gli investitori.

Questo per due motivi. Innanzitutto, per il rischio rappresentato dall’esporsi alle scelte dei consumatori. Essendo le decisioni riguardo ai brand strettamente legate ai gusti, spesso mutevoli, della clientela, tentare di prevedere se gli automobilisti preferiranno una Tesla, una Porsche o una Renault – o qualsiasi altro marchio – appare un rischio non necessario per gli investitori.

In secondo luogo, trovarsi in prima linea sul mercato dei consumatori finali espone gli investitori a un segmento ad alta intensità di competizione, cosa che – come investitori – in genere vorremmo evitare. Il fatto che le case automobilistiche stiano pianificando di incrementare il capex e le risorse destinate alle divisioni di R&D (ricerca e sviluppo) ci dice che la capacità di produzione è destinata a impennarsi, portando una crescente pressione competitiva in questa parte della catena del valore. Proprio queste pressioni potrebbero essere il motivo per cui Tesla ha recentemente annunciato una riduzione significativa dei suoi prezzi.

Analizzare accuratamente la catena del valore
Come Martin Currie, preferiamo analizzare l’intero ecosistema dei veicoli elettrici e trovare opportunità, lungo la catena del valore, in aree a valore aggiunto con pricing attraente, e che dispongano di un maggior potere di determinazione dei prezzi. L’azienda olandese ASML, ad esempio, gode di una posizione invidiabile, essendo il fornitore chiave di un’industria in espansione come quella dei semiconduttori. ASML realizza sistemi fotolitografici di precisione che stampano i transistor e altri componenti nei chip. Con una posizione di mercato molto forte e strette relazioni con i clienti, l’azienda ha ruolo cruciale per l’innovazione e lo sviluppo dell’industria dei semiconduttori, e dunque ha un notevole potere di determinazione dei prezzi.

Un altro marchio legato ai semiconduttori è la tedesca Infineon, che dispone di un’ampia gamma di prodotti per l’industria automotive e la sua transizione verso le tecnologie elettriche o ibride, così come per la guida autonoma. Parliamo di prodotti come controllori di potenza e sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS, Advanced Driver Assistance Systems). La posizione di leadership di Infineon si è ulteriormente consolidata attraverso l’acquisizione di Cypress, società specializzata nei chip. Infineon sta beneficiando del crescente uso dei semiconduttori nelle automobili. Attualmente, infatti, il valore medio dei semiconduttori utilizzati nei veicoli si aggira attorno ai 360 dollari, ma si tratta di cifre destinate a crescere rapidamente: alcune stime parlano di un valore di circa 1.000 dollari per le apparecchiature utilizzate nei veicoli elettrici/ibridi. Se confrontato con il costo complessivo di un’automobile, il costo addizionale delle nuove tecnologie installabili sui veicoli è molto basso, soprattutto considerando i benefici offerti, il che rende aziende come Infineon un’opportunità attraente per investire nel forte potenziale di crescita del settore.

Una altra parte vitale della catena del valore è rappresentata dalle batterie – il cuore pulsante dei veicoli elettrici. Anche qui stiamo analizzando diverse potenziali opportunità. Umicore, azienda attiva nel riciclo e nel recupero di metalli preziosi, detiene il brevetto di Cellcore, il nome commerciale dei suoi materiali NMC (litio, nickel, manganese e cobalto) che formano il catodo di una batteria al litio ricaricabile. È il materiale di riferimento per l’intera industria dei veicoli elettrici, eccetto Tesla. Il vantaggio competitivo chiave di Umicore è il suo approccio ciclico, perché ricicla i materiali per le pile – il che dà all’azienda un vantaggio sui concorrenti che non ricorrono al cosiddetto ‘urban mining’ (estrarre materiali utili dai rifiuti) e dipendono quindi maggiormente da materie prime derivanti da fonti meno sostenibili.

Trending 18 Giugno, 2019 @ 12:04

Elon Musk potrebbe lasciare per sempre Twitter?

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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Quello tra Elon Musk e Twitter è un rapporto ancora tutto da decifrare. Negli ultimi giorni, il miliardario americano è tornato a far parlare di sé sul social network con una serie di azioni davvero bizzarre. In un tweet, poi rimosso, Musk ha rifiutato di riconoscere i crediti a un artista di cui aveva twittato un’opera durante il weekend, anche dopo che altri utenti lo avevano inviato a farlo. “Vorrei che la gente smettesse di accreditare artisti su Twitter quando ogni pazzo può scoprire chi era l’artista in pochi secondi. Sta distruggendo il mezzo “, ha scritto in un tweet. Nel giorno del papà, Musk ha cambiato il suo nome Twitter in “Papà DotCom”. Poi, domenica sera, Musk ha twittato: “Ho appena cancellato il mio account Twitter”, anche se l’account continua a essere online. Da allora non ha più scritto nulla.

“Non posso credere che Elon Musk abbia seguito in un solo giorno pienamente la traiettoria di un adolescente arrabbiato in un forum, dalla disputa iniziale fino alla richiesta di eliminare il suo account e quindi di non eliminarlo”, ha commentato un utente su Twitter.

I problemi di Elon Musk con la Sec

Solo per citare qualche episodio, il ceo di Tesla aveva cominciato twittando per sbaglio il suo numero di telefono. Poi era intervenuto in modo poco appropriato sulla vicenda 12 ragazzini thailandesi bloccati per 18 giorni in una caverna di Mae Sai. Per finire, aveva annunciato, sempre con un tweet, un delisting – poi mai avvenuto -, che aveva portato le azioni dell’azienda a una valore di $420 dollari: da quel momento, la Sec aveva costretto il visionario imprenditore a concordare con un avvocato i tweet prima di essere pubblicati. Già a febbraio, però, aveva violato l’accordo con un tweet che mostrava numeri imprecisi della produzione di Tesla.

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