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4 aprile 2025

Leonardo Maria Del Vecchio: visione, rischio e rinascita del Made in Italy

Leonardo Maria Del Vecchio, classe 1995, è uno degli imprenditori italiani più osservati della sua generazione. Figlio del fondatore di Luxottica, a soli 29 anni guida con visione un gruppo di… Leggi tutto
Leonardo Maria Del Vecchio: visione, rischio e rinascita del Made in Italy

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Leonardo Maria Del Vecchio, classe 1995, è uno degli imprenditori italiani più osservati della sua generazione. Figlio del fondatore di Luxottica, a soli 29 anni guida con visione un gruppo di investimenti che spazia dall’hospitality al lifestyle, dalla ristorazione al rilancio di brand storici, con un patrimonio personale stimato intorno ai 7 miliardi di euro.

La sua traiettoria non è frutto di improvvisazione. “Il fil rouge dei miei investimenti è sempre lo stesso”, spiega, evidenziando una logica precisa dietro operazioni che possono apparire eterogenee. Tutto parte dall’hospitality: creare luoghi dove il Made in Italy si esprima non solo nel prodotto, ma nell’esperienza, nel modo in cui si accoglie il cliente – che lui preferisce chiamare ospite – nella cura dei dettagli, nella qualità della materia prima, nel sorriso delle persone.

È questa visione che ha portato all’acquisizione di Twiga, il celebre brand fondato da Flavio Briatore, e alla volontà di esportarne il modello all’estero. “Non è più solo l’idea del club o della discoteca, ma un luogo di socialità dove convivono alta cucina e intrattenimento, in un ambiente sicuro e di qualità”, racconta. L’obiettivo è creare esperienze complete, capaci di parlare a più generazioni, con l’Italia al centro ma con un respiro internazionale.

La sua idea di Made in Italy va oltre i confini geografici e include anche la valorizzazione di marchi iconici. È il caso di Acqua Fiuggi, un tempo simbolo del lusso e del benessere, oggi protagonista di un’operazione di rilancio ambiziosa. “Abbiamo modernizzato la fabbrica, creato un nuovo team, investito nel territorio e ripensato l’intero brand”, afferma. Il progetto punta a riportare l’acqua dei papi – citata persino in una lettera di Michelangelo – al vertice del mercato globale del premium beverage.

Ma Del Vecchio non parla solo di business. La sua è anche una riflessione profonda sul ruolo dell’imprenditore. “Fare l’imprenditore è diverso dall’essere manager: il rischio è tuo, crei qualcosa da zero o rivoluzioni un’azienda. È molto più difficile.” Un concetto che lega strettamente all’idea di responsabilità: verso i collaboratori, verso i giovani, verso il Paese. “Dobbiamo far sì che i talenti crescano qui, in Italia, senza sentirsi obbligati ad andare all’estero per avere successo.”

Proprio il tema dei giovani gli è particolarmente caro. Non uno slogan politico, ma un impegno concreto. Crede nel valore delle idee nuove, nel diritto di sbagliare, nella forza dell’energia creativa. E nonostante il successo raggiunto, non si sente un modello da seguire: “Ho ancora tanto da fare e da dimostrare. Ogni giorno imparo qualcosa. Non ho l’arroganza di salire in cattedra, posso solo raccontare cosa ha funzionato per me.”

Cosa rappresenta per lui il successo? “È lo sguardo delle persone che lavorano con te, la luce nei loro occhi quando capiscono che quel risultato è anche merito loro. Il successo è reale solo se condiviso.” E poi, un giorno, vedere quello stesso sguardo nei propri figli. Perché il successo, per Del Vecchio, non è un traguardo individuale, ma un percorso collettivo fatto di visione, fiducia e coraggio.

In un’Italia che spesso fatica a valorizzare il proprio potenziale, la sua figura incarna una nuova generazione di imprenditori: radicati nella tradizione ma orientati al futuro, capaci di dare nuova vita a storie antiche, e pronti a rischiare per costruire qualcosa che duri. Non per sé soltanto, ma per un’intera comunità.