Il presidente Usa punta a colpire i partner economici di Teheran e ad aumentare la pressione sugli alleati internazionali
“Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell’Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali con gli Stati Uniti. Questo ordine è definitivo e vincolante”, ha annunciato Donald Trump su Truth.
Il presidente Usa punta a colpire i partner economici di Teheran e ad aumentare la pressione sugli alleati internazionali, mentre il Paese è attraversato da una delle più vaste ondate di proteste antigovernative degli ultimi anni, contro il regime degli ayatollah.
Cosa sta succedendo in Iran
- Le manifestazioni sono iniziate il 28 dicembre, dopo il crollo del rial iraniano e la crisi economica aggravata dalle sanzioni internazionali legate al programma nucleare.
- Le proteste si sono rapidamente trasformate in una sfida politica aperta al regime teocratico.
- Le autorità iraniane hanno risposto con la massima durezza. Un funzionario iraniano ha riferito a Reuters che sarebbero circa duemila le persone uccise durante le proteste.
- Da giovedì il Paese è isolato: internet spento, linee telefoniche internazionali bloccate.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che negli ultimi giorni ha ripetutamente minacciato di intervenire, sabato ha scritto sui social media: “L’Iran sta cercando la libertà, forse come mai prima d’ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare”.
La crisi economica iraniana
Le proteste in Iran sono iniziate a causa delle difficili condizioni economiche che la popolazione deve affrontare. L’economia del Paese è da tempo in crisi, ma la situazione si è ulteriormente aggravata dopo la guerra di 12 giorni con Israele, combattuta lo scorso anno. Durante il conflitto, mirato a colpire il programma nucleare iraniano, sono stati uccisi diversi alti funzionari militari e scienziati, indebolendo ulteriormente l’apparato strategico del Paese.
La forte svalutazione del rial iraniano ha aggravato le difficoltà quotidiane della popolazione, già colpita da un’economia fragile. La situazione è stata ulteriormente peggiorata dalle nuove sanzioni statunitensi e dalla ripresa di alcune restrizioni delle Nazioni Unite.
La reazione della Cina
La Cina è il principale partner commerciale dell’Iran, con circa il 30% del commercio estero totale del Paese. Sul fronte energetico, Pechino è il primo importatore mondiale di petrolio e acquista oltre l’80% del greggio iraniano esportato via mare.
In risposta all’annuncio dei dazi del 25% sui Paesi che commerciano con Teheran, la Cina si è dichiarata contraria a “tutte le sanzioni unilaterali illegali”. In una nota dell’ambasciata cinese a Washington, Pechino ha condannato la misura e ribadito la propria posizione: “La nostra posizione contro l’imposizione di dazi indiscriminati è coerente e chiara. Le guerre commerciali non hanno vincitori, e la coercizione e la pressione non risolvono i problemi. La Cina adotterà tutte le misure necessarie per proteggere i propri legittimi diritti e interessi”.