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16 gennaio 2026

Delfin smentisce la vendita della quota in Mps e conferma la strategia di lungo periodo

Il cda della holding dei Del Vecchio esclude cessioni della partecipazione in Mps, nega contatti con UniCredit e ribadisce pieno sostegno.
Delfin smentisce la vendita della quota in Mps e conferma la strategia di lungo periodo

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Il consiglio di amministrazione di Delfin, holding della famiglia Del Vecchio, ha emesso una nota ufficiale in cui ribadisce di non aver mai discusso alcuna ipotesi di dismissione della propria partecipazione in Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). L’investimento, secondo quanto riportato, “deriva in gran parte dalla conversione delle azioni precedentemente detenute in Mediobanca e non è oggetto di alcuna trattativa con potenziali acquirenti. Con riferimento alle recenti ricostruzioni di stampa, Delfin smentisce negoziazioni con UniCredit o altri operatori finalizzate alla cessione totale o parziale della propria quota in Mps.

Nel testo, la holding ribadisce il proprio profilo di investitore finanziario orientato al lungo periodo, impegnato nella “creazione di valore nel tempo per la società e gli azionisti”, e conferma pieno sostegno ai vertici di Mps e al percorso di rafforzamento in corso, alla luce di una performance complessiva “in linea con gli obiettivi di redditività e valorizzazione delle partecipazioni”.

Il contesto dietro la smentita: evoluzione delle quote e rumor di mercato

Negli ultimi mesi la presenza di Delfin nel capitale di Mps ha attirato attenzione e speculazioni. Nel gennaio 2025 la holding guidata da Francesco Milleri ha incrementato significativamente la propria quota, passando da circa il 3,5% al 9,78% del capitale della banca senese, diventando primo azionista privato dietro il Tesoro e consolidando la presenza dei soci privati nel gruppo. L’aumento di quota è avvenuto tramite strumenti finanziari come share forward e collar share forward, secondo dati Consob.

Questa operazione si inserisce in un quadro più ampio di accresciuta partecipazione dei soggetti privati nel capitale di Mps, con quote rilevanti detenute anche da Banco Bpm, Anima Holding e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, portando la quota aggregata dei privati attorno al 15% nel mercato.

Rumors di trattative con UniCredit e smentite incrociate

Nei giorni precedenti alla dichiarazione di Delfin, alcune fonti avevano indicato che UniCredit avesse tenuto colloqui con Delfin sull’acquisizione della partecipazione in Mps, in un possibile passo verso la consolidazione del sistema bancario italiano e come parte della strategia di espansione di UniCredit. Tali indiscrezioni riguardavano incontri tra il ceo Andrea Orcel e il presidente di Delfin e l’ipotesi di un potenziale interesse anche per la quota della holding nella compagnia assicurativa Generali.

Tali voci sono state però replicate e respinte da Orcel, ad di UniCredit, che ha definito i rumor “speculativi e ingiustificati”, precisando che valutazioni interne su opportunità di M&A non implicano necessariamente un accordo imminente o in corso.

La dimensione strategica dell’investimento e le implicazioni di mercato

La smentita di Delfin e la replica di UniCredit arrivano in un momento di crescente attenzione sulla struttura proprietaria di Mps, una banca che ha attraversato anni di rilanci, interventi pubblici e operazioni di sistema, inclusa la recente acquisizione di una quota significativa di Mediobanca, da cui deriva parte della partecipazione di Delfin stessa.

Nel complesso, la posizione ufficiale della holding sottolinea un forte orientamento al lungo periodo, in linea con strategie di investimento che privilegiano la stabilità e la creazione di valore, in contrasto con l’idea di una cessione rapida o di breve termine.

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