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6 febbraio 2026

Stellantis lancia profit warning: cambio di strategia sull'elettrico e niente dividendo nel 2026

Oneri per 22,2 miliardi, conti in rosso nel 2025 e nuove misure per rafforzare la struttura finanziaria: il titolo Stellantis crolla in Borsa
Stellantis lancia profit warning: cambio di strategia sull'elettrico e niente dividendo nel 2026

La sede di Mirafiori di Stellantis (foto Sergio Oliverio/Imagoeconomico)

Eleonora Fraschini
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Eleonora Fraschini

Giornata nera per Stellantis a Piazza Affari. Il titolo in Borsa è arrivato a registrare una perdita di oltre il 23% nel corso della seduta, contribuendo a rendere il FTSE MIB uno dei listini peggiori d’Europa. A innescare il sell-off è stato l’annuncio di un profondo cambio di strategia sull’elettrico, accompagnato da oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, una perdita netta attesa tra 19 e 21 miliardi nel 2025 e dalla sospensione del dividendo nel 2026. In avvio di contrattazioni il titolo era entrato in asta di volatilità, senza riuscire a fare prezzo, con un ribasso teorico vicino al 20%, segnale di una forte tensione tra gli investitori.

I punti chiave

  • Stellantis ha annunciato oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, legati al cambio di strategia sull’elettrico e alla cancellazione di modelli e programmi ritenuti non più redditizi.
  • Il gruppo prevede una perdita netta tra 19 e 21 miliardi nel 2025, che porterà alla sospensione del dividendo nel 2026.
  • Il titolo Stellantis è arrivato a perdere oltre il 23% in Borsa, appesantendo il FTSE MIB e registrando una delle peggiori performance in Europa.
  • La nuova strategia industriale punta su una maggiore libertà di scelta per i clienti, con una gamma che includerà veicoli elettrici, ibridi e motori termici avanzati.
  • Il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue fino a 5 miliardi di euro, per preservare liquidità e solidità patrimoniale.

Un riposizionamento che pesa sui conti

La maxi-svalutazione annunciata da Stellantis rappresenta uno degli interventi di pulizia di bilancio più rilevanti dalla nascita del gruppo. I 22,2 miliardi di oneri riflettono la scelta di interrompere o ridimensionare programmi industriali legati a una transizione elettrica che si è rivelata più lenta del previsto, soprattutto in alcuni mercati chiave. Secondo l’amministratore delegato Antonio Filosa, gli oneri «riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica», oltre all’impatto di criticità pregresse.

A incidere sulla revisione strategica ha contribuito anche un contesto regolatorio mutato, in particolare negli Stati Uniti, che ha modificato le condizioni economiche degli investimenti sull’elettrico. In questo quadro, il gruppo ha scelto di anticipare l’impatto sul conto economico per riallineare il portafoglio prodotti a obiettivi di crescita profittevole nel medio periodo.

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Tra segnali di ripresa operativa e sfida della credibilità

Sul fronte operativo, il secondo semestre del 2025 ha mostrato segnali di recupero, con ricavi netti e free cash flow industriale in miglioramento e consegne in crescita nel quarto trimestre, trainate soprattutto dal Nord America. Filosa ha sottolineato che «la risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi».

Resta però centrale il tema della tenuta finanziaria nei prossimi anni: le uscite di cassa attese per 6,5 miliardi e la decisione di sospendere il dividendo rappresentano un passaggio delicato nel rapporto con il mercato. In quest’ottica si inserisce l’autorizzazione all’emissione di obbligazioni ibride perpetue fino a 5 miliardi, pensata per preservare una struttura patrimoniale solida. «Nel 2026 la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato», ha aggiunto il ceo, rinviando all’Investor Day del 21 maggio la presentazione completa della nuova strategia.

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