L’obiettivo sarebbe favorire un accordo tra Macron e Merz per la scelta del prossimo vertice dell’istituzione monetaria
Christine Lagarde potrebbe lasciare la guida della Banca centrale europea prima della scadenza del suo mandato di otto anni, prevista per l’ottobre 2027. Lo rivela il Financial Times, secondo cui Lagarde valuterebbe un’uscita anticipata in vista delle elezioni presidenziali francesi dell’aprile del prossimo anno. Sempre secondo il quotidiano britannico, Lagarde punterebbe a favorire un’intesa politica tra il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz per la scelta del nuovo vertice della banca centrale.
In una nota, la Bce ha smentito: “La presidente Lagarde è totalmente concentrata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione riguardo la fine del suo mandato”.
Chi è Christine Lagarde
Christine Lagarde è una delle figure più influenti dell’economia globale. Il 1 novembre 2019 è diventata la prima donna a guidare la Banca centrale europea, assumendo la responsabilità della politica monetaria dell’Eurozona. In precedenza, dal 2011 alla metà del 2019, ha diretto il Fondo monetario internazionale — anche in quel caso fu la prima donna — con il compito di tutelare la stabilità del sistema monetario globale. Riflettendo sulla crisi finanziaria del 2008, Lagarde ha spesso criticato il “pensiero di gruppo” di un settore dominato dagli uomini, promuovendo con forza una maggiore parità di genere nei processi decisionali economici. Lagarde è seconda nella lista Forbes delle donne più potenti del mondo.
Alla guida della Bce, Lagarde si è trovata a fronteggiare una delle fasi più complesse nella storia dell’euro. Dalla pandemia alla guerra in Ucraina, fino alle tensioni commerciali con Washington, ogni crisi ha messo sotto pressione la stabilità dei prezzi nell’area euro. Il picco è arrivato nell’autunno 2022, quando l’inflazione ha sfiorato l’11%, sospinta dal caro-energia e dalle fratture nelle catene globali del valore.
Francoforte ha reagito con una delle strette monetarie più rapide mai viste nell’Eurozona: in poco più di un anno i tassi sono passati da territorio negativo (-0,5%) al 4%. Poi, con il graduale raffreddamento dei prezzi e il ritorno dell’inflazione verso il target del 2%, dalla metà del 2024 è iniziata una fase di allentamento, che ha riportato il costo del denaro al 2%, segnando l’inizio di un nuovo capitolo per la politica monetaria europea.