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18 febbraio 2026

La pasticceria come relazione nel percorso di Gioele Triberti

Dalla formazione alla TV e al digitale, la storia di un giovane pasticcere che costruisce impresa e community
La pasticceria come relazione nel percorso di Gioele Triberti

Martina Citterio
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Martina Citterio

Ci sono percorsi professionali che nascono da una scelta improvvisa e altri che si costruiscono nel tempo, attraverso studio ed esperienza. Per Gioele Triberti, classe ’97, il momento decisivo coincide con un’esperienza di condivisione. Dopo il diploma in Alma, una delle principali scuole di cucina europee, e l’ingresso come dipendente in una pasticceria artigianale, arriva la prima occasione come docente.

“Ricordo bene il mio primo corso di pasticceria da insegnante. Mi interessava trasmettere ciò che avevo imparato e confrontarmi con altre persone sull’esperienza pratica”. In quel contesto matura una consapevolezza destinata a orientare le scelte successive: “Dopo quel corso ho capito che mi piaceva lavorare con le persone, fare dolci e condividere il mio percorso. Aiutare gli altri a evitare gli errori che avevo fatto io”. Da lì nasce un obiettivo preciso: continuare a formarsi per poi restituire competenze.

Dalla televisione alla community: quando il dolce diventa relazione

Nel 2023 arriva la vittoria a Cake Star, a cui ha partecipato come collaboratore del suo precedente titolare, un’esperienza che Triberti descrive come un passaggio importante, soprattutto per l’impatto concreto sul lavoro. “Il confronto con giudici professionisti come Tommaso Foglia e Damiano Carrara e l’esperienza televisiva sono stati formativi, ma quello che colpisce davvero è l’effetto immediato della visibilità: dal personal brand all’aumento improvviso del lavoro in pasticceria”.

A 26 anni si trova a gestire nuove aspettative: “Molti clienti volevano assaggiare la torta vincitrice o riprodurre i dolci visti in TV”. In questa fase prende forma una convinzione centrale della sua visione professionale: “Il dolce, da solo, non basta. Prima bisogna creare il desiderio di provarlo”.

Il digitale come megafono

Oggi questo rapporto si sviluppa soprattutto online. Con circa 40.000 follower su Instagram, Triberti ha costruito una presenza digitale basata su divulgazione e coerenza. “La comunicazione digitale è molto efficace, ma richiede responsabilità. Prima di insegnare è necessario avere esperienza reale, aver sbagliato e imparato”.

I social accelerano i tempi di visibilità: “In passato servivano anni per farsi conoscere, oggi può bastare molto meno”. Per Triberti, però, il punto resta l’autenticità: “Sono diretto anche online. Se non sei sincero, le persone se ne accorgono”. Da qui nasce una community attiva, che sul sito web trova ricette collaudate, supporto e un dialogo continuo. Ridurre la distanza tra professionista e pubblico diventa parte integrante del lavoro.

Gioya e l’eccellenza accessibile: una sfida imprenditoriale

Nel febbraio 2025 apre Gioya, la pasticceria fondata da Triberti e la sua compagna a Ciriè, in provincia di Torino. Un progetto avviato da zero e affrontando diverse difficoltà. “Fino a poco tempo prima sembrava irrealizzabile: tra fondi, scelta del locale e burocrazia, le complessità non sono mancate”. L’ostacolo principale, però, è stato personale: “Se avessi ascoltato la paura o chi mi diceva che non ce l’avremmo fatta, Gioya non sarebbe mai nata”. Oggi il messaggio che ne deriva è concreto: “Si può partire da una situazione molto difficile e riuscire comunque”.

La proposta di Gioya punta a rendere accessibile una pasticceria di alto livello, con materie prime selezionate, prodotti curati e prezzi sostenibili. Prosegue parallelamente l’attività educativa, rivolta anche agli appassionati. “Preparare un dolce in casa è spesso un gesto semplice, legato al tempo e alle relazioni”. Guardando avanti, l’obiettivo è aprire una scuola di pasticceria: uno spazio dedicato alla formazione e alla trasmissione del mestiere, “per dimostrare che questo settore può offrire prospettive professionali solide e un migliore equilibrio tra lavoro e vita personale”.

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