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20 febbraio 2026
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nel continente africano per la crescita economica e il bene sociale, la democratizzazione delle risorse, l’efficienza e l’innovazione
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nel continente africano per la crescita economica e il bene sociale, la democratizzazione delle risorse, l’efficienza e l’innovazione. È questo il tema chiave dell’AI Impact Summit che si sta svolgendo a Nuova Delhi, in India.
Iniziato il 16 febbraio, con l’inaugurazione del primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente francese Emmanuel Macron e il segretario nazionale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, si concluderà il 21 febbraio. Riflessioni e panel sulla sicurezza e la governance dell’intelligenza artificiale vero l’impatto pratico, l’implementazione e i risultati misurabili.
Leader politici, miliardari, big tech erano presenti per discutere di regolamentazione ed etica di uno strumento potentissimo nell’epoca odierna. Le tre “P” alla base dell’evento sono: Persone, Pianeta, Progresso. Sono invece sette i temi per la cooperazione globale, chiamati “Chakras”: capitale umano, inclusione per l’empowerment sociale, AI sicura ed affidabile, scienza, resilienza, innovazione ed efficienza, democratizzazione delle risorse, AI per lo sviluppo economico e il bene sociale.
L’accordo di collaborazione tra Italia, India e Kenya
L’Italia è stata protagonista dell’incontro con la presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. È stato infatti raggiunto un accordo di collaborazione strategica tra il nostro Paese, l’India e il Kenya per lo sviluppo in Africa di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, nell’ambito dell’AI Hub for Sustainable Development, promosso dal Mimit con l’UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) e in coerenza con il Piano Mattei.
“L’India è un grande partner dell’Italia e interlocutore cruciale per le nostre imprese nello sviluppo dell’AI e dell’innovazione”, ha dichiarato il ministro Urso. “Insieme trasformiamo la cooperazione in progetti concreti al servizio dello sviluppo sostenibile in Africa”. L’accordo è stato formalizzato insieme al ministro indiano dell’Elettronica e delle Tecnologie dell’Informazione Ashwini Vaishnaw e al ministro dell’Informazione, Comunicazioni ed Economia Digitale del Kenya, William Kabogo Gitau.
L’intesa ha l’obiettivo di avviare dal 2026 quindici casi d’uso prioritari ad alto impatto e contribuire a creare cento percorsi di diffusione dell’AI nel Paesi del Sud Globale. Un punto fondamentale sarà l’ampliamento dell’accesso ai servizi digitali e la riduzione delle barriere linguistiche, attraverso la diffusione della voice AI.
Gli ospiti del Summit
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha sottolineato l’importanza della democratizzazione dell’intelligenza artificiale, facendola diventare uno strumento di inclusione sociale, con regole trasparenti, linee guida etiche, che crei opportunità per l’innovazione, l’industria e l’imprenditoria.
Modi ha parlato di intelligenza artificiale come “trasformazione della stessa portata dei punti di svolta storici nella civiltà umana”. L’AI deve essere inclusiva ed efficiente soprattutto nel Sud del Mondo, cioè l’insieme di paesi in via di sviluppo, emergenti, meno industrializzati o a basso reddito, caratterizzati da disuguaglianze sociali ed economiche, situati soprattutto nell’emisfero australe.
Tra gli ospiti, i miliardari a capo dei principali colossi tecnologici globali: dal ceo di OpenAI Sam Altaman, all’ad di Google Sundar Pichai, al ceo di Microsoft Satya Nadella, che ha intenzione di investire 50 miliardi di dollari entro la fine del decennio.
L’intervento di Sam Altman
L’urgente necessità di regolamentazione è stata espressa anche dal ceo di OpenAI Sam Altman, figura chiave nell’evoluzione di Chat GPT. Ha elogiato il ruolo crescente dell’India nell’intelligenza artificiale, descrivendola come il mercato in più rapida crescita. Altman ha sottolineato l’importanza di democratizzare l’intelligenza artificiale per prevenire la concentrazione del potere, chiedendo meccanismi di governance che garantiscano equità, libertà e ampi benefici umani.
Curioso il caso della non stretta di mano tra Altman e il ceo di Anthropic, Dario Amodei, tra i quali sembra esserci poca sintonia da quando Amodei ha lasciato il suo ruolo da vicepresidente della ricerca in OpenAI, a causa delle divergenze con Altman.
Le dichiarazioni di Sundar Pichai
Sundar Pichai ha dichiarato che Google sta creando un hub di intelligenza artificiale nell’ambito dell’investimento infrastrutturale da 15 miliardi di dollari dell’azienda in India, che include quattro nuovi sistemi di cavi sottomarini in fibra ottica che fanno parte dell’iniziativa America-India Connect di Google.
Pichai ha parlato anche dell’intelligenza artificiale per scopi medici e della scoperta di nuovi farmaci. Il ceo di Google ha sottolineato l’importanza di affrontare profondi cambiamenti economici poiché l’intelligenza artificiale rimodellerà innegabilmente la forza lavoro.
L’assenza di Bill Gates
Grande assente il cofondatore di Microsoft, Bill Gates: la fondazione da lui presieduta ha spiegato in una nota che la decisione della rinuncia al summit è stata presa “per garantire che l’attenzione resti sulle priorità chiave del Summit sull’intelligenza artificiale”.
Poche settimane fa, il Dipartimento di Giustizia americano ha reso pubblici documenti ed email sul caso Epstein: tra i file rilasciati, sono emersi contatti ed incontri tra il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 e Bill Gates. Anche il ceo di Nvidia, Jensen Huang ha cancellato la sua partecipazione al summit per motivi di salute.