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25 febbraio 2026

Da Roma a Ginevra: all'asta i tesori cavallereschi di Umberto II

A marzo 2026 a Ginevra la maison Piguet presenta 44 ordini reali mai esposti, tra diplomazia, heritage e investimento
Da Roma a Ginevra: all'asta i tesori cavallereschi di Umberto II

BILLOU

Mara Cella
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Mara Cella

Nel mercato internazionale del luxury-collecting la provenienza è tutto. E quando a entrare in asta è il patrimonio personale di Umberto II, ultimo re d’Italia, il valore storico si trasforma immediatamente in valore finanziario. Ebbene c’è grande attesa per un appuntamento particolare. A marzo 2026, a Ginevra, la maison Piguet svelerà 44 ordini cavallereschi e decorazioni appartenuti al Principe di Piemonte e poi sovrano, rimasti custoditi per oltre quarant’anni in una cassaforte di famiglia e mai esposti al pubblico prima d’ora.

L’esposizione nei saloni della maison Piguet Hôtel des ventes si terrà dal 12 al 15 marzo, mentre l’asta andrà online dal 5 al 18 marzo. Le stime parlano di cifre significative: alcuni lotti potrebbero superare i 150 mila franchi svizzeri, mentre l’intera collezione è accreditata di valori complessivi a sei e sette zeri. Un corpus unico che racconta la rete diplomatica, dinastica e politica dell’Europa del XX secolo. Gli esperti sottolineano come una collezione così completa e prestigiosa sia praticamente impossibile da ritrovare sul mercato contemporaneo. Bernard Piguet, direttore della maison, lo definisce “un privilegio rarissimo” poiché in tale occasione si potranno ammirare e acquistare gli ordini cavallereschi più illustri rappresentati nel loro grado più elevato.

Il valore della provenienza

Nel segmento alto del mercato delle aste, il cosiddetto provenance premium incide in maniera determinante. In questo caso non si tratta di una raccolta tematica costruita nel tempo, ma di onorificenze ufficialmente conferite dalle maggiori monarchie e istituzioni del mondo al futuro sovrano italiano. Un corpus coerente, completo nei gradi più elevati e conservato nelle custodie originali: caratteristiche che lo rendono difficilmente replicabile sul mercato contemporaneo. Per collezionisti, family office e istituzioni museali di vari paesi, l’interesse è molteplice: storico, estetico, diplomatico, simbolico ma decisamente anche strategico.

Testimonianze di alta diplomazia europea

Di forte rilevanza simbolica è l’Ordine Supremo del Cristo, la più alta onorificenza pontificia, conferita nel 1929 in occasione dei Patti Lateranensi. Oggi non più conferito e considerato quasi irraggiungibile, questo ordine rappresenta un momento cruciale della storia politica e religiosa europea e viene proposto con una stima di circa 20mila franchi svizzeri.

La collezione comprende inoltre le massime onorificenze dei Regni di Svezia e Belgio, tra cui l’Ordine dei Serafini e il Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo, oltre alle più alte decorazioni francesi e monegasche, come la Légion d’Honneur e l’Ordine di San Carlo. A queste si aggiungono i riconoscimenti dei Regni di Romania, Bulgaria, Paesi Bassi, Serbia e di molte altre nazioni europee, delineando un panorama di straordinario. Un mosaico diplomatico che racconta l’Europa delle monarchie prima delle fratture geopolitiche del secondo dopoguerra.

Capolavori Imperiali

Tra i top lot spicca l’Ordine Imperiale di Sant’Andrea Apostolo Primo Chiamato, massima onorificenza civile e militare dell’Impero zarista, conferita a Umberto nel 1910. Il gioiello con collana, placca e cofanetto originale, realizzato in oro massiccio e smalti, è stimato tra 100 e 150 mila franchi svizzeri. Accanto a questo, c’è un cofanetto che riunisce quattro ulteriori ordini imperiali: l’Ordine di Sant’Anna, l’Ordine di San Alessandro Nevskij, l’Ordine dell’Aquila Bianca, l’Ordine di San Stanislao. Un insieme che riflette nettamente la centralità della Casa Savoia nel sistema dinastico europeo del secolo scorso.

Oltre i confini europei: il prestigio italiano negli scenari internazionali

Il respiro internazionale della collezione si estende ben oltre i confini europei e testimonia il raggio d’azione della diplomazia sabauda che emerge attraverso onorificenze extraeuropee prestigiose, fra cui figurano: l’Ordine Supremo del Crisantemo del Giappone, l’Ordine del Sole del Perù, il Nishan al‑Muhammad ‘Ali del Regno d’Egitto e l’Ordine della Dinastia Chakri del Regno di Thailandia, conferito a Umberto II nel 1933 e stimato tra i 30 – 50mila franchi svizzeri. Questi riconoscimenti ribadiscono la portata ed efficacia della diplomazia italiana nella prima metà del Novecento e al contempo il ruolo centrale dell’Italia e della monarchia sabauda nelle relazioni internazionali.

Heritage e mercato: un segmento in espansione

L’asta di Ginevra si inserisce in un trend più ampio: la crescente attenzione verso beni storici unici, con provenienza certificata e alto valore simbolico. In una fase di volatilità dei mercati tradizionali, oggetti irripetibili legati a dinastie europee vengono sempre più considerati asset alternativi capaci di coniugare capitale culturale e potenziale rivalutazione nel medio-lungo periodo. Da Roma a Ginevra, la storia del Novecento entra così nel circuito dell’alta finanza collezionistica, trasformando insegne, collari e gran cordoni in strumenti di investimento ad alta densità storica. La speranza è che questi pezzi di storia d’Europa e d’Italia trovino un “giusto” posto nel mondo, che possa metterne in luce il valore storico, diplomatico, culturale e simbolico.

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