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9 aprile 2026

Trump sta valutando il ritiro delle truppe Usa dai Paesi Nato contrari alla guerra con l’Iran

La “punizione” nei confronti di alcuni membri della NATO, secondo il Wsj, è una delle varie opzioni in discussione alla Casa Bianca
Trump sta valutando il ritiro delle truppe Usa dai Paesi Nato contrari alla guerra con l’Iran

(Photo by Samuel Corum/Getty Images)

Antonio Pequeno IV
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Antonio Pequeno IV

Il presidente Donald Trump sta valutando di spostare le truppe statunitensi dai Paesi membri della NATO che non hanno sostenuto la guerra contro l’Iran, trasferendole in nazioni più favorevoli, ha riportato mercoledì il Wall Street Journal. Inoltre, starebbe anche considerando la possibilità di ritirare completamente gli Stati Uniti dalla NATO.

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Fatti principali

  • La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe americane di stanza nei Paesi che Trump ritiene non abbiano sostenuto gli Stati Uniti e Israele nella guerra contro l’Iran, per trasferirle invece in Paesi considerati più collaborativi nel contesto del conflitto, secondo quanto riportato dal Journal.
  • La possibile “punizione” nei confronti di alcuni membri della NATO è una delle varie opzioni attualmente in discussione alla Casa Bianca, sempre secondo il quotidiano.
  • Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, che ha incontrato Trump in una riunione a porte chiuse mercoledì, non ha commentato la veridicità del report del Journal durante un’intervista con CNN, mantenendo il riserbo e dichiarando di aver avuto una discussione molto “franca” e “aperta” con Trump.
  • L’incontro tra Trump e Rutte è avvenuto dopo che la portavoce Karoline Leavitt ha affermato che Trump ha preso in considerazione il ritiro dalla NATO, l’alleanza composta da 32 membri che funge da sistema di difesa militare collettiva per i Paesi aderenti.
  • Tuttavia, Trump non può ritirare unilateralmente gli Stati Uniti dalla NATO in base a una legge del 2023, che stabilisce che il ritiro richiede l’approvazione dei due terzi del Senato (attualmente, inclusi almeno 14 Democratici) oppure un atto formale del Congresso.
  • Quella legge è stata co-sponsorizzata dall’allora senatore Marco Rubio, repubblicano della Florida e attuale segretario di Stato di Trump, il quale ha recentemente dichiarato a Fox News che, dopo la guerra con l’Iran, “dovremo riesaminare” il rapporto tra Stati Uniti e NATO.

Approfondimento

Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco martedì sera, con Trump che ha affermato che i due Paesi “lavoreranno a stretto contatto” per stabilire un cambio di regime e rimuovere i materiali nucleari. L’accordo è stato raggiunto dopo che Trump aveva minacciato attacchi contro infrastrutture civili, accompagnando le dichiarazioni con un avvertimento in cui affermava che “un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più”.

L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco dopo che Israele ha effettuato bombardamenti in Libano. Trump e il vicepresidente JD Vance hanno sostenuto che l’Iran abbia frainteso i termini dell’accordo e che il Libano non fosse incluso.

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Quali Paesi NATO hanno sostenuto la guerra di Trump contro l’Iran?

Canada, Repubblica Ceca, Albania, Macedonia del Nord, Lituania e Lettonia sono gli unici Paesi NATO ad aver espresso formalmente sostegno agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Contesto

Trump non è riuscito a ottenere un sostegno unanime della NATO per assumere il controllo dello Stretto di Hormuz, un punto strategico al largo delle coste iraniane fondamentale per il flusso globale di petrolio. Il presidente ha criticato in particolare Regno Unito e Francia per non aver avuto un ruolo più attivo nel conflitto, affermando che gli alleati europei che non si sono coinvolti dovrebbero acquistare petrolio dagli Stati Uniti oppure “farsi coraggio in ritardo, andare nello [Stretto di Hormuz] e semplicemente PRENDERLO”.

Italia e Spagna hanno assunto posizioni molto rigide contro la guerra, con quest’ultima che ha smentito una dichiarazione della Casa Bianca secondo cui avrebbe consentito agli Stati Uniti di utilizzare basi militari spagnole.

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