Da non perdere |Business
16 aprile 2026

Mps, il ritorno di Lovaglio riscrive gli equilibri: governance, poteri e scenari dopo l’assemblea

Ribaltone in assemblea: Lovaglio torna alla guida, decisivo il voto di Delfin e Banco Bpm e nuovi equilibri nel sistema bancario italiano
Mps, il ritorno di Lovaglio riscrive gli equilibri: governance, poteri e scenari dopo l’assemblea

Luigi Lovaglio

Martina Citterio
Scritto da:
Martina Citterio

L’assemblea degli azionisti di Monte dei Paschi di Siena, tenutasi ieri a Siena, non è stata una semplice tappa di rinnovo della governance, ma un vero e proprio snodo strategico capace di ridisegnare gli equilibri della finanza italiana. In poche ore si è consumato un ribaltone che ha riportato al centro Luigi Lovaglio, sancendo la sconfitta della lista del consiglio uscente e aprendo una nuova fase per l’istituto senese e per le partecipazioni chiave detenute nel sistema.

Un’assemblea ad alta tensione: affluenza e prime crepe negli equilibri

Il primo segnale di discontinuità è arrivato già dai numeri iniziali. L’affluenza si è fermata al 64,1% del capitale, un dato significativo ma inferiore alle attese della vigilia. Ha inciso, come previsto, l’assenza del Tesoro, che non ha partecipato con il suo 4,86%, ma il vero elemento di sorpresa è stato il minor peso di alcuni grandi investitori istituzionali.

Le aspettative iniziali indicavano una possibile affermazione della lista del cda, accreditata di un consenso potenziale superiore al 30% grazie anche all’allineamento di parte dei fondi alle indicazioni dei proxy advisor. Tuttavia, già nelle prime ore, è apparso chiaro che il quadro fosse meno definito del previsto.

Il ruolo decisivo dei grandi soci: Delfin e Banco Bpm cambiano lo scenario

Il punto di svolta è maturato nel corso della giornata, quando si è consolidata la convergenza di due azionisti chiave: Delfin e Banco Bpm. Il primo, con una quota del 17,5%, rappresenta il principale azionista della banca; il secondo, con circa il 3,7%, ha svolto un ruolo di ago della bilancia.

LEGGI ANCHE: Mps, Lovaglio licenziato per giusta causa: scontro sulle liste e governance in bilico

Il sostegno di entrambi alla lista promossa da Plt Holding che ha candidato Luigi Lovaglio come ad ha ribaltato i rapporti di forza. Una dinamica che evidenzia come, in un contesto di partecipazione non totalitaria, anche scelte individuali possano determinare esiti radicalmente diversi da quelli attesi. A questi voti si sono aggiunti quelli di diversi investitori istituzionali e di azionisti privati, contribuendo a costruire un consenso ampio attorno alla candidatura di Lovaglio.

Il verdetto: vittoria netta della lista Plt e ritorno di Lovaglio

Il risultato finale ha confermato il ribaltone: la lista Plt Holding ha ottenuto il 49,95% dei voti del capitale presente, contro il 38,79% della lista del cda e il 6,94% della lista di Assogestioni. Un margine netto, che ha sancito non solo la vittoria della lista alternativa, ma anche il ritorno operativo di Luigi Lovaglio, figura centrale nel percorso di risanamento della banca negli ultimi anni.

Particolarmente rilevante è il fatto che Lovaglio partisse da una base azionaria limitata, riconducibile alla quota di Plt Holding, ma sia riuscito a raccogliere un consenso trasversale, sostenuto da grandi azionisti e investitori istituzionali.

La composizione del nuovo cda: equilibrio e potenziali tensioni

Il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto da 15 membri, con una distribuzione che riflette l’esito del voto: otto consiglieri espressione della lista Plt, sei della lista del cda uscente e uno della minoranza di Assogestioni. Tra i nomi più rilevanti figurano, oltre a Lovaglio, Cesare Bisoni, indicato come possibile presidente, e per la lista uscente Fabrizio Palermo e Corrado Passera.

LEGGI ANCHE: Mps, la scelta di Palermo e il nodo Lovaglio: dentro la partita per il controllo

Nel nuovo board da un lato la maggioranza garantisce alla lista vincente il controllo delle decisioni; dall’altro, la presenza significativa della lista sconfitta impone la necessità di una gestione collegiale e di mediazione. Non a caso, lo stesso Lovaglio ha sottolineato come il nuovo consiglio sia “molto qualificato” e come il lavoro congiunto possa rappresentare un’opportunità più che un limite.

Il passo indietro di Maione e la ridefinizione della leadership

Uno degli effetti immediati dell’esito assembleare è stato il ritiro della candidatura alla presidenza da parte di Nicola Maione. Una scelta coerente con la sconfitta della lista da lui guidata e che apre ora la partita per la definizione dei vertici. Sarà il nuovo cda, nei prossimi giorni, a nominare presidente e vicepresidenti, oltre ad assegnare le deleghe operative. Un passaggio cruciale, che determinerà gli equilibri interni e la capacità del board di operare in modo efficace.

Le partite aperte: Mediobanca e Generali al centro della strategia

L’esito dell’assemblea ha implicazioni che vanno ben oltre la governance interna. Monte dei Paschi di Siena detiene infatti una partecipazione rilevante in Mediobanca, a sua volta azionista di riferimento di Generali.

Il ritorno di Lovaglio riporta al centro il progetto industriale legato a Mediobanca, considerato una leva strategica per la creazione di valore nel medio periodo. Un dossier complesso, che potrebbe incidere sugli assetti dell’intero sistema finanziario italiano. Per quanto riguarda Generali, la linea appare più prudente: un asset importante ma non prioritario, da gestire in funzione della strategia complessiva della banca.

Le implicazioni per il sistema finanziario italiano

Quanto accaduto ieri rappresenta un segnale chiaro per il mercato. In primo luogo, emerge il ruolo sempre più centrale degli azionisti privati forti, come Delfin, capaci di orientare in modo decisivo le scelte strategiche. In secondo luogo, si evidenzia la capacità degli investitori istituzionali di incidere sugli equilibri, anche in presenza di indicazioni divergenti da parte dei proxy advisor.

Infine, il ritorno di Lovaglio segnala una preferenza per la continuità industriale rispetto a soluzioni di discontinuità nella gestione, almeno quando supportata da risultati concreti.

Prossime tappe: deleghe e strategia

Il nuovo consiglio si riunirà nei prossimi giorni per definire l’assetto operativo. Sarà il primo vero banco di prova per verificare la tenuta dell’equilibrio interno e la capacità di tradurre il risultato assembleare in una governance efficace. Per Monte dei Paschi di Siena si apre così una fase nuova, caratterizzata da un mix di continuità e discontinuità: continuità nella guida industriale, discontinuità negli equilibri di potere.

La sfida sarà trasformare questo equilibrio complesso in un vantaggio competitivo, in un contesto in cui le scelte della banca senese continuano ad avere un impatto che va ben oltre i suoi confini.

Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.

QR Code certificazione Notarify

CERTIFIED BY NOTARIFY