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Ferrari accelera sull’elettrico senza rinunciare alla propria identità. Lo fa con Ferrari Luce, il primo modello full electric della storia del Cavallino Rampante, presentato a Roma alla Vela di Calatrava, luogo scelto non a caso per inaugurare un nuovo capitolo della Casa di Maranello. La scelta di Roma ha anche un forte valore simbolico. Proprio a Roma, il 25 maggio del 1947, la Ferrari ottenne infatti la sua prima vittoria ufficiale con la 125 S guidata da Franco Cortese. A quasi ottant’anni di distanza, il marchio torna dove tutto era iniziato per presentare una delle vetture più attese e discusse della sua storia.
L’auto è stata presentata ieri al presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, al Palazzo del Quirinale, da John Elkann, dal vice presidente Piero Ferrari e dall’amministratore delegato Benedetto Vigna, con altri dirigenti e tecnici dell’azienda. “È stato un onore essere ricevuti dal presidente Mattarella al Quirinale, dove gli abbiamo presentato la Ferrari Luce”, ha dichiarato John Elkann.
“Questo nuovo modello tramanda nel futuro i valori che rendono la Ferrari immediatamente riconoscibile in tutto il mondo. È il risultato della passione, della competenza e dell’impegno di tutte le persone Ferrari, coloro che ogni giorno scrivono la storia del nostro marchio. A nome di tutti noi in Ferrari, ringrazio il Presidente per la sua calorosa accoglienza e per il suo incondizionato sostegno ai valori che uniscono il nostro Paese”.

Più che una semplice auto elettrica, Ferrari Luce rappresenta la concretizzazione della strategia ‘multienergetica’ annunciata dall’azienda negli ultimi anni: l’elettrificazione non sostituisce il motore termico, ma si aggiunge alle architetture ibride e tradizionali per ampliare le possibilità progettuali e prestazionali del marchio. Una posizione che Ferrari ha difeso con forza anche in un mercato automobilistico sempre più polarizzato tra transizione elettrica e valorizzazione delle motorizzazioni tradizionali. “Con Ferrari Luce ridefiniamo ancora una volta i limiti del possibile”, ha dichiarato il presidente di Ferrari, John Elkann. “Non presentiamo soltanto una nuova vettura, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà”.
Anche l’amministratore delegato Benedetto Vigna ha sottolineato il valore strategico del progetto: “Mai come oggi offriamo la massima libertà di scelta ai nostri clienti. Siamo i primi al mondo ad affiancare l’architettura full-electric a quella ibrida e termica per delle vetture sportive”. Il nome ‘Luce’ richiama l’idea di direzione e visione futura. Ferrari insiste infatti nel definire il progetto non come “la Ferrari elettrica”, ma come una Ferrari completamente nuova, pensata per offrire emozioni di guida coerenti con il Dna del marchio pur attraverso una tecnologia inedita per Maranello.
Il progetto è anche uno dei più ambiziosi mai sviluppati dall’azienda sotto il profilo industriale e tecnologico. Ferrari ha infatti scelto di progettare internamente i componenti chiave della vettura – dai motori elettrici alle batterie – registrando oltre 60 nuovi brevetti. Una scelta che riflette la volontà di mantenere il pieno controllo su qualità, prestazioni e identità del prodotto, evitando di affidarsi a piattaforme condivise o soluzioni standardizzate.
Dietro Ferrari Luce c’è inoltre un importante lavoro di trasferimento tecnologico derivato dal motorsport. L’esperienza maturata in Formula 1, nei sistemi ibridi e soprattutto nel programma endurance della 499P – vincitrice a Le Mans – ha contribuito allo sviluppo delle architetture elettriche, della gestione energetica e dei sistemi dinamici della vettura. Ferrari punta così a trasformare la transizione elettrica in un’estensione della propria cultura ingegneristica e sportiva, piuttosto che in una rottura con il passato.
Sul fronte del design, Ferrari ha deciso di rompere gli schemi affidando il concept a LoveFrom, il collettivo creativo guidato da Jony Ive e Marc Newson. È la prima volta che una Ferrari nasce attraverso un dialogo così stretto con uno studio esterno al Ferrari Design Center diretto da Flavio Manzoni. L’obiettivo era introdurre uno sguardo differente e contaminazioni provenienti dal mondo del design, della tecnologia e del lusso contemporaneo.
Il risultato è una vettura profondamente diversa rispetto alle Ferrari tradizionali. L’architettura elettrica ha consentito infatti di creare una configurazione con quattro porte e cinque posti, una novità assoluta per il Cavallino Rampante. Pur mantenendo proporzioni sportive, Ferrari Luce punta anche su abitabilità, comfort e versatilità, elementi sempre più rilevanti per una clientela globale che utilizza le supercar in modo meno esclusivamente ‘pistaiolo’ rispetto al passato. La linea è caratterizzata da superfici pulite e continue, con una grande attenzione all’aerodinamica. I gruppi ottici sono integrati nella carrozzeria e sembrano scomparire a luci spente, mentre i fanali posteriori rotondi richiamano modelli iconici come 360 Modena e 458 Italia. Anche le dimensioni dei cerchi – i più grandi mai adottati su una Ferrari stradale – contribuiscono a definire il carattere futuristico della vettura.
Gli interni rappresentano forse il cambio culturale più evidente. Materiali come alluminio riciclato, vetro Gorilla Glass e pelle premium convivono con un’interfaccia digitale sviluppata insieme a Samsung Display. L’esperienza di bordo combina elementi meccanici tradizionali – pulsanti, selettori, palette – con display Oled e sistemi touch, in un equilibrio pensato per preservare il coinvolgimento del pilota evitando un eccesso di digitalizzazione impersonale.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del suono, uno degli aspetti più delicati per una Ferrari elettrica. Maranello ha scelto di non ricorrere a effetti artificiali, ma di amplificare e valorizzare i suoni reali generati dagli organi meccanici e dagli assali elettrici. Il risultato è una firma sonora autentica e modulabile, capace di passare dal silenzio quasi totale a una modalità più emozionale e coinvolgente.
Le prestazioni restano naturalmente centrali. Ferrari Luce sviluppa oltre 1000 cavalli, accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e supera i 310 km/h di velocità massima. L’autonomia dichiarata supera invece i 530 chilometri. Numeri che consentono al modello di posizionarsi ai vertici del segmento delle supercar elettriche. Ma oltre ai dati, Ferrari insiste soprattutto sul concetto di esperienza di guida. Grazie ai quattro motori indipendenti e ai sofisticati sistemi elettronici sviluppati internamente, la vettura promette un comportamento dinamico progettato per mantenere quella sensazione di connessione tra pilota e auto che da sempre rappresenta il cuore dell’esperienza Ferrari.
La nuova piattaforma elettrica ha inoltre consentito agli ingegneri di lavorare in modo radicale sulla distribuzione dei pesi, sull’abbassamento del baricentro e sulla gestione della coppia. Tutto è stato progettato per compensare uno dei limiti storicamente associati alle vetture elettriche ad alte prestazioni: il rischio di un’erogazione troppo immediata e poco progressiva. Ferrari ha quindi sviluppato logiche proprietarie per rendere accelerazione e frenata più naturali, leggibili e coinvolgenti per il pilota.
Grande attenzione è stata riservata anche al comfort. Ferrari Luce viene definita dalla stessa azienda come la Ferrari più silenziosa e confortevole mai realizzata. L’assenza del motore termico ha infatti imposto una cura maniacale dell’insonorizzazione, delle vibrazioni e dell’aerodinamica acustica, trasformando l’esperienza a bordo in qualcosa di completamente nuovo per il marchio.
Luce diventa così molto più di un nuovo modello. È il manifesto di come Ferrari intenda affrontare la transizione tecnologica dell’automotive globale: senza inseguire semplicemente il mercato elettrico, ma cercando di reinterpretarlo secondo i propri codici culturali, estetici e ingegneristici.
Una sfida complessa, soprattutto per un marchio che ha costruito la propria leggenda anche attraverso il rombo dei motori termici. Ma proprio per questo il debutto di Ferrari Luce rappresenta uno dei passaggi più significativi nella storia recente di Maranello: il tentativo di dimostrare che anche nell’era elettrica il Cavallino Rampante può continuare a incarnare esclusività, innovazione ed emozione.
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