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25 maggio 2026

Papa Leone XIV chiede la regolamentazione dell'IA e la tutela della dignità dei lavoratori

Nella sua prima enciclica il papa delinea la sua visione per salvaguardare l'umanità dall'avvento dell'intelligenza artificiale
Papa Leone XIV chiede la regolamentazione dell'IA e la tutela della dignità dei lavoratori

Papa Leone XIV (Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

Siladitya Ray
Scritto da:
Siladitya Ray

Papa Leone XIV ha pubblicato la sua prima enciclica, una lettera aperta papale, in cui delinea la sua visione per salvaguardare l’umanità dall’avvento dell’intelligenza artificiale e dai suoi potenziali effetti dirompenti, esortando i governi a regolamentare la tecnologia e a proteggere i lavoratori che potrebbero esserne colpiti.

Punti chiave

  • Il Papa ha pubblicato l’enciclica di 83 pagine intitolata “Magnifica Humanitas” (Magnifica Umanità) insieme al co-fondatore di Anthropic, Christopher Olah, e ad altri leader cattolici.
  • Il manifesto sottolinea che, sebbene sia auspicabile che la tecnologia sollevi gli esseri umani da “compiti ardui, ripetitivi o pericolosi” e fornisca un “supporto intelligente”, la “ricerca di maggiori profitti” non deve portare a scelte che “sacrifichino sistematicamente i posti di lavoro”.
  • L’enciclica ha sottolineato che l’uso dell’IA non è una “questione puramente tecnica”, poiché esiste il rischio che decisioni importanti come “l’occupazione, il credito, l’accesso ai servizi pubblici o persino la reputazione di una persona” possano essere delegate a sistemi automatizzati privi di “compassione”.
  • La lettera del Papa ha evidenziato che le aziende che invocano l’etica “in astratto” sono inadeguate e che “una supervisione indipendente, utenti informati e un sistema politico che non abdica alle proprie responsabilità” sono necessari per affrontare le problematiche derivanti dall’IA.
  • La lettera ha avvertito che, in assenza di tale regolamentazione, “coloro che controllano i dati, le infrastrutture e la potenza di calcolo” finiranno per imporre le regole.
  • La dichiarazione ha inoltre affermato che ogni introduzione di automazione e IA dovrebbe essere accompagnata da “misure verificabili per la tutela dell’occupazione, della riqualificazione e della partecipazione dei lavoratori”.

Cos’altro diceva l’enciclica sulla ricchezza e l’economia?

L’enciclica ha osservato che, sebbene la ricchezza globale sia cresciuta in “termini assoluti”, è “sempre più concentrata” nelle mani di un numero ristretto di persone. “Più che mai, nell’era dell’intelligenza artificiale e della robotica, non è più possibile fare affidamento esclusivamente sulla ‘mano invisibile’ del mercato”, affermava la lettera, sottolineando che “leggi giuste e metodi di redistribuzione sono certamente necessari per correggere gli squilibri, compresi sistemi fiscali che alleggeriscano il carico sui più deboli e chiedano di più a chi ha maggiori risorse”.

Cosa diceva il Manifesto sulla disinformazione generata dall’intelligenza artificiale?

Con riferimento alle piattaforme dei social media, l’enciclica avverte che strumenti che potrebbero favorire il dialogo vengono utilizzati per “costruire narrazioni distorte” e confondere i confini “tra verità e menzogna”. Pur riconoscendo che la disinformazione esisteva prima dell’IA, il manifesto afferma che l’intelligenza artificiale ne è diventata un “potente amplificatore”. “La capacità di manipolare contenuti, immagini e video espone le persone a prospettive distorte o fuorvianti”, aggiunge la lettera. La dichiarazione papale osserva inoltre che, sebbene gli strumenti tecnologici non debbano essere né demonizzati né idolatrati, devono aderire al principio fondamentale che “la verità è un bene comune e non proprietà di chi detiene il potere o l’influenza”.

Cosa dice l’enciclica sull’uso dell’IA in guerra?

La dichiarazione del Papa ha anche evidenziato l’impatto della facilità di impiego di sistemi d’arma autonomi e come questi possano rendere “la guerra più ‘fattibile’ e meno soggetta al controllo umano”. Chiedendo “i più rigorosi vincoli etici” sull’uso dell’IA nei conflitti, l’enciclica afferma: “Nessun algoritmo può rendere la guerra moralmente accettabile. L’IA non elimina l’intrinseca disumanità del conflitto; in effetti, può solo accelerare il conflitto e renderlo più impersonale, abbassando la soglia per il ricorso alla violenza, trasformando la difesa in previsione delle minacce e riducendo così le vittime a semplici dati”.

La lettera aggiunge che l’uso della forza letale non può essere “delegato a processi opachi o automatizzati” e deve sempre rimanere sotto un “controllo umano efficace, consapevole e responsabile”. Il Papa chiede inoltre la creazione di un quadro condiviso per frenare la corsa agli armamenti tecnologici.

Gli avvertimenti del Papa sull’impatto ambientale dell’IA

Pur evidenziando i vari rischi associati alla rapida adozione dell’IA, la lettera del Papa menziona la “tendenza a trascurare l’impatto ambientale”. Sottolinea che gli attuali sistemi di IA “richiedono enormi quantità di energia e acqua, influenzando significativamente le emissioni di anidride carbonica e gravando pesantemente sulle risorse naturali”. La dichiarazione aggiunge che questo è destinato ad aumentare con la crescente complessità dei sistemi di IA e con l’aumento delle loro esigenze di calcolo. “Per questo motivo, è essenziale sviluppare soluzioni tecnologiche più sostenibili che riducano l’impatto ambientale e contribuiscano a proteggere la nostra casa comune”.

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