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5 giugno 2026

Hp accelera sull’AI: così cambia il lavoro tra produttività, sicurezza e workplace

Da Hp Imagine 2026 nuove soluzioni AI per uffici e collaboration. Savorelli: “Serve una leadership più tecnologica”
Hp accelera sull’AI: così cambia il lavoro tra produttività, sicurezza e workplace

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Oggi parliamo di come l’intelligenza artificiale stia cambiando il lavoro, la produttività e il modo in cui le aziende ripensano tecnologia, competenze e leadership e il concetto stesso di  spazio lavorativo e di workplace. Lo facciamo con Giampiero Savorelli, amministratore delegato e vicepresidente di Hp Italy, a partire dalla visione Hp e dagli annunci presentati Hp Imagine 2026. Proveremo a capire dove sta andando il mercato e quali saranno gli strumenti, le sfide e le competenze che definiranno il futuro del lavoro per i prossimi anni.



L’intervista completa:

Partiamo da Hp Imagine 2026. Qual è il messaggio chiave che Hp vuole dare sul futuro del lavoro in questa nuova fase guidata dall’intelligenza artificiale?

Il messaggio chiave che vogliamo dare, e che abbiamo dato durante l’evento Hp Imagine a marzo, è che Hp continua a portare innovazione sul mercato dal punto di vista della tecnologia, dal punto di vista dei device pc e printing, e anche delle soluzioni e del software per il workplace. Lo facciamo pensando alle esigenze del cliente finale, sia un’azienda o un consumatore privato: tecnologia, soluzioni che siano in grado di aumentare la produttività, l’efficienza, ma anche di ridurre i costi delle aziende e di contribuire alla soddisfazione degli utenti. In questo contesto vorrei citare alcune delle novità che abbiamo annunciato  e che secondo me sono veramente le più interessanti. In ambito soluzioni, due nuovi software basati e sviluppati con l’intelligenza artificiale, che sono Hp Iq e Hp NearSense: sono delle soluzioni che permettono, all’interno dell’ambiente di lavoro, di fare in modo che i dispositivi comunichino in modo molto più semplice e immediato tra di loro. Molto spesso, uno dei problemi che si ha all’interno degli uffici è effettivamente fare comunicare bene i pc, le stampanti, le sale audio-video: questa soluzione basata su AI semplifica decisamente questo tipo di aspetto. Poi abbiamo introdotto anche una nuova soluzione in ambito di Cyber Security, che è un tema fondamentale, si chiama Hp Tpm Guard, che va ulteriormente ad aumentare la sicurezza del dispositivo e la sicurezza dei dati. E poi, ovviamente, essendo un’azienda di ingegneri che ha come core business l’hardware, abbiamo rinnovato completamente la gamma di Workstation Z, rendendola ancora più performante e ideale perché deve sviluppare programmi per l’intelligenza artificiale. E infine, anche per il mondo del gaming competitivo, una nuova gamma di desktop HyperX Omen. Come dicevo prima, tutto questo avendo il cliente al centro. E questo è collegato alla nostra strategia che si chiama Future of Work, evoluta poi in HP, for your Best Work, dove le esperienze del cliente e dell’utente ha un ruolo centrale. Questa strategia ha l’obiettivo, attraverso la tecnologia, di migliorare la produttività dell’azienda, riducendo i costi e migliorando al contempo l’esperienza e la soddisfazione dell’utente, del dipendente che utilizza effettivamente questa tecnologia. Tutto ciò mettendo l’intelligenza artificiale nella nostra strategia in modo centrale e all’interno di ogni dispositivo che proponiamo sul mercato.

Tra i vari annunci ci sono stati Hp Iq e Hp NearSense, che sono tra i più rilevanti. Cosa cambia concretamente nella quotidianità di aziende e professionisti?

Queste, secondo me, sono due soluzioni veramente rivoluzionarie e cambieranno l’esperienza delle persone all’interno delle aziende, l’esperienza che noi viviamo normalmente nella nuova modalità di lavoro ibrida, e cioè la facilità dei device di collegarsi e di comunicare tra di loro. Hp Iq è un orchestrator, un software che permette di orchestrare più dispositivi, basato su artificial intelligence. Hp NearSense è una soluzione che fa sì che dispositivi diversi, come sistemi audio-video, sistemi di collaboration, i pc e le stampanti, siano connessi tra di loro in modo automatico, potendo scambiare informazioni e file in modo estremamente semplice. Così l’esperienza della persona che entra con il suo pc in una sala riunioni sarà veramente unica, collegato immediatamente, senza nessun bisogno di inserire pin, password, cavi addirittura, ma tutto super semplificato. E questo è il vantaggio enorme di avere una soluzione Hp che orchestra in modo intelligente l’ecosistema di prodotti Hp, cioè sistemi audio-video, sistemi di stampe, pc o workstation, lavorando a livello locale

In questo senso come evolve allora la sicurezza?

La sicurezza continua ad avere un ruolo centrale. Parlando con le aziende, chi subisce attacchi da parte di hacker ha un impatto enorme, sia dal punto di vista del downtime, nel caso di blocco delle operations all’interno dell’azienda, ma anche nel caso dei costi che devono sostenere a seguito di questo. Quindi la cyber security per noi è un tema fondamentale, alla base di tutto quello che noi facciamo. Abbiamo diversi centri di ricerca e sviluppo in tutto il mondo per soluzioni di cyber security ed evolviamo costantemente con soluzioni sempre più innovative come ad esempio Hp Tpm Guard, che protegge ancora di più i dati all’interno del dispositivo e l’identità del dispositivo. Continuiamo anche a guardare all’evoluzione della tecnologia sul mercato, per esempio il quantum computing, che darà l’accesso a soluzioni ancora più veloci, più difficili da bloccare, se pensiamo agli hacker. Per questo proponiamo sul mercato dei dispositivi che definiamo secure by design.

Che momento sta vivendo il mercato italiano e cosa chiedono oggi le aziende?

Il mercato italiano sta vivendo un momento di forte trasformazione. Il mercato dei personal computer sta crescendo, accelerando, un po’ per l’adozione dell’artificial intelligence e un po’ per l’accelerazione delle aziende verso l’automazione dei processi, la trasformazione digitale, la digitalizzazione, la semplificazione delle procedure aziendali. Stiamo vedendo una richiesta da parte delle grosse aziende enterprise di device con all’interno artificial intelligence per cercare di capire l’utilizzo, definire i casi di utilizzo e come inserirla all’interno delle procedure aziendali con l’obiettivo primario di aumentare ovviamente la produttività. Secondo le stime del Politecnico di Milano, il mercato dell’AI in Italia vale più di 1,8 miliardi ed è in crescita, mentre il mercato complessivo digitale in Italia oscilla tra gli 80/85 miliardi in crescita, ma con una grandissima opportunità per le piccole aziende. Quello che stiamo osservando è che le piccole aziende sono ancora un po’ reticenti nell’adozione delle ultimissime tecnologie ed è qui che un vendor come Hp ha una grandissima responsabilità all’interno del mercato italiano di aiutare queste aziende ad accelerare verso la trasformazione digitale e una nuova modalità di lavoro anche all’interno di queste piccole aziende che sappiamo essere il tessuto più importante del paese Italia.

In un contesto guidato dall’intelligenza artificiale e da competenze sempre più in rapida evoluzione, che tipo di leadership serve oggi e quali skill diventano critiche?

Una caratteristica importante che i leader moderni deve avere e sviluppare è la competenza tecnologica. Un nuovo leader deve essere al passo con i tempi rispetto alla tecnologia, che sta innovando e accelerando in modo drammatico e che cambia costantemente, e per poter ispirare i dipendenti e i clienti le competenze tecnologiche sono fondamentali. Ma ovviamente non solo. Ci sono almeno altre quattro o cinque componenti che sono importantissime: la learning agility, cioè la volontà e la capacità di continuare a studiare, a imparare, ad evolvere da parte dei leader; il growth mindset, ossia la volontà di cercare di alzare un po’ l’asticella, cercare di vedere oltre, definire dei piani e ingaggiare l’organizzazione. Gli altri tre aspetti fondamentali sono l’empatia, la capacità di ascolto e la capacità di motivazione che sono delle caratteristiche base dei leader e delle aziende di successo.

Nel suo percorso personale e nella sua carriera come ha implementato a questo punto del suo lavoro queste caratteristiche?

L’implementazione non finisce mai. I cambiamenti nelle persone, indipendentemente dal livello, continuano a essere dinamici e a evolvere ogni giorno. Io ho una carriera in Hp abbastanza lunga, più di 25 anni, per cui ho ricoperto tantissimi ruoli sia a livello italiano che a livello internazionale per molte organizzazioni. Il fatto di voler cambiare mi ha arricchito tantissimo. Uscire dalla comfort zone ma entrare in alcuni casi addirittura quasi nella panic zone mi ha fatto crescere veramente. Ci sono delle caratteristiche che sono estremamente importanti in questa posizione che sono l’avere una visione, la capacità di riconoscere le performance dell’organizzazione, dei singoli individui e la capacità di un ascolto attivo che significa ascoltare veramente la persona, cercare di supportarla, aiutarla, fare coaching, oltre ovviamente a quello che abbiamo detto prima perché secondo me le competenze tecnologiche in un settore come questo sono assolutamente fondamentali.

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