Da non perdere |Investments
9 giugno 2026

OpenAI verso l'Ipo: depositati i documenti per sbarcare in borsa

OpenAI ha depositato i documenti per l'Ipo. La mossa segue quella della rivale Anthropic e apre la strada alla quotazione
OpenAI verso l'Ipo: depositati i documenti per sbarcare in borsa

SAN FRANCISCO, CALIFORNIA – JUNE 02: Open AI CEO Sam Altman speaks during Snowflake Summit 2025 at Moscone Center on June 02, 2025 in San Francisco, California. Snowflake Summit 2025 runs through June 5th. (Photo by Justin Sullivan/Getty Images)

Zachary Folk
Scritto da:
Zachary Folk

OpenAI ha depositato il modulo S-1 per un’offerta pubblica iniziale (Ipo). Lo ha comunicato la società in una breve nota lunedì, circa una settimana dopo analoga iniziativa da parte della rivale Anthropic, mentre diverse tra le maggiori aziende del settore dell’intelligenza artificiale si preparano a sbarcare in borsa.

LEGGI ANCHE: “Bending Spoons, via alla quotazione al Nasdaq. Possibile una valutazione di 20 miliardi”

Fatti principali

  • In una breve dichiarazione rilasciata lunedì sera, OpenAI ha spiegato di aver previsto una fuga di notizie in merito al deposito confidenziale, decidendo pertanto di anticipare i tempi e annunciarlo pubblicamente.
  • L’azienda ha precisato di non aver ancora stabilito quando avverrà la tanto attesa Ipo, avvertendo che “potrebbe volerci del tempo, poiché ci sono obiettivi che vogliamo raggiungere e che sono probabilmente più facili da realizzare come società privata”.
  • Secondo quanto riferito, la società che ha sviluppato ChatGPT pianificava la quotazione da mesi; a maggio, il Wall Street Journal aveva riportato che l’azienda era assistita da Goldman Sachs e Morgan Stanley in vista di un imminente deposito dei documenti.
  • L’annuncio giunge a una sola settimana di distanza dal deposito confidenziale della documentazione per la quotazione da parte di Anthropic, e a poche settimane da analoghe mosse di SpaceX, la compagnia di razzi e satelliti di Elon Musk che a febbraio si è fusa con la sua azienda di IA, xAI.

Il comunicato integrale di OpenAI

“Di recente abbiamo presentato un modulo S-1 confidenziale. Prevediamo una fuga di notizie, quindi abbiamo preferito annunciarlo direttamente. Non abbiamo ancora deciso le tempistiche; potrebbe volerci del tempo perché ci sono cose che vogliamo fare e che sono probabilmente più facili da gestire come società privata. Si tratta tuttavia di un insieme complesso di compromessi, e questa scelta ci offre l’opzione di quotarci prima, qualora si rivelasse la soluzione migliore”.

In cifre

852 miliardi di dollari. È l’ultima valutazione di OpenAI dopo il suo più recente round di finanziamento, come dichiarato dall’azienda stessa a marzo. La società di IA ha riferito di aver raccolto circa 122 miliardi di dollari da “partner strategici”, tra cui Amazon e SoftBank. Anthropic, fondata da ex dipendenti di OpenAI, è passata di recente in vantaggio sul fronte dei finanziamenti, raggiungendo una valutazione superiore ai 900 miliardi di dollari dopo un round di raccolta fondi a maggio.

Contesto

Il deposito dei documenti avviene inoltre poche settimane dopo la sconfitta di Musk nella celebre causa legale contro OpenAI e il suo ceo Sam Altman. Il miliardario, proprietario di SpaceX e Tesla, aveva citato in giudizio l’azienda per il passaggio da una struttura non profit (nel cui consiglio di amministrazione sedeva lo stesso Musk) a un modello commerciale for profit. Una giuria in California ha infine stabilito che Musk ha intentato la causa troppo tardi, e a maggio un giudice ha respinto il ricorso.

Cosa monitorare

Ad oggi non è ancora chiaro se OpenAI sia in attivo. L’anno scorso l’azienda ha registrato entrate per circa 13 miliardi di dollari derivanti dagli abbonamenti a ChatGPT e ad altri strumenti di IA, secondo quanto riportato dal New York Times a gennaio, e prevede di triplicare tale fatturato nel 2026. Tuttavia, il Wall Street Journal ha successivamente riferito in aprile che OpenAI ha mancato gli obiettivi di fatturato e di acquisizione di nuovi utenti, sollevando dubbi sulla sua capacità di reggere la crescente concorrenza di rivali come Anthropic e Google, a fronte di spese miliardarie per la realizzazione di nuovi data center.