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15 giugno 2026

L’accordo Usa-Iran spinge le Borse: Milano supera per la prima volta quota 52mila

La possibile intesa riduce il premio al rischio sull’energia. Petrolio e gas in calo, spread in discesa e nuovi record per Piazza Affari
L’accordo Usa-Iran spinge le Borse: Milano supera per la prima volta quota 52mila

Milan, Italy – 2021/01/16: View of the Milan stock exchange entrance. Piazza degli Affari Is One of main square of Milan, near Piazza Cordusio and not far from Piazza Duomo. Is a Financial building.

Eleonora Fraschini
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Eleonora Fraschini

Le Borse europee chiudono in rialzo dopo l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbe essere firmato il 19 giugno a Ginevra. Piazza Affari si conferma tra i listini più forti del continente e supera per la prima volta la soglia dei 52mila punti, sostenuta dall’ottimismo degli investitori e dal calo dei prezzi energetici.

Il Brent è sceso infatti intorno agli 83 dollari al barile, mentre il gas europeo torna in area 44 euro al Mwh. Il miglioramento del quadro geopolitico favorisce anche il mercato obbligazionario, con lo spread in calo a 71 punti base. L’attenzione degli operatori si sposta ora sulle riunioni delle principali banche centrali, a partire dalla Federal Reserve.

A Piazza Affari corrono banche e industria

Milano archivia una delle migliori sedute dell’anno con il Ftse Mib in rialzo di quasi un punto percentuale e un nuovo massimo storico oltre quota 52mila. A trainare il listino sono soprattutto i titoli industriali e finanziari, che beneficiano della riduzione delle tensioni geopolitiche e di un contesto più favorevole per la crescita economica.

Tra i migliori della giornata figurano Stellantis e Ferrari, accompagnate dai rialzi di Buzzi e Prysmian. Positivo anche il comparto bancario, con Bper e Banco Bpm in evidenza mentre il mercato continua a monitorare i possibili sviluppi del risiko. In territorio positivo anche UniCredit, nonostante il confronto aperto con Commerzbank sull’operazione di acquisizione annunciata nei mesi scorsi.

In controtendenza il settore energetico: Eni, Tenaris e Italgas chiudono in calo, penalizzate dalla discesa delle quotazioni di petrolio e gas.

Petrolio e gas in forte calo

La reazione più evidente dei mercati si registra infatti sulle materie prime energetiche. Il Brent scivola intorno agli 83 dollari al barile, mentre il Wti torna in area 80 dollari. Ad Amsterdam il future Ttf sul gas naturale perde oltre il 6%, riportandosi sotto i 45 euro/Mwh.

Gli investitori stanno progressivamente eliminando dai prezzi il premio al rischio accumulato nelle ultime settimane a causa delle tensioni in Medio Oriente. L’accordo annunciato nella notte dal presidente statunitense Donald Trump riduce infatti i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche e di nuove criticità lungo le principali rotte commerciali dell’area.

Il documento che sarà firmato a Ginevra non rappresenta ancora un accordo definitivo di pace, ma l’avvio di un negoziato più ampio. Per i mercati, tuttavia, è sufficiente a ridimensionare gli scenari più negativi che avevano sostenuto la corsa delle quotazioni energetiche.

Spread in calo, focus sulle banche centrali

Il clima di maggiore fiducia favorisce anche il mercato obbligazionario. Il rendimento del Btp decennale scende al 3,67%, mentre lo spread con il Bund tedesco si restringe a 71 punti base.

Sul mercato valutario l’euro si rafforza sopra quota 1,16 dollari, mentre diminuisce la domanda di asset rifugio. Gli operatori guardano ora alle riunioni delle principali banche centrali, che potrebbero beneficiare di un contesto caratterizzato da minori pressioni sui prezzi dell’energia.

L’appuntamento più atteso è quello della Federal Reserve, che si riunirà per la prima volta sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh. Pur non essendo attese modifiche ai tassi, gli investitori cercheranno indicazioni sull’evoluzione della politica monetaria nei prossimi mesi. In calendario anche le riunioni della Bank of Japan e della Bank of England, in una settimana che potrebbe fornire nuove indicazioni sulla direzione dei mercati globali.

 

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