Bending Spoons sbarca oggi sul Nasdaq con una delle maggiori quotazioni mai realizzate da una società tecnologica italiana. L’azienda ha fissato il prezzo dell’offerta pubblica iniziale a 29 dollari per azione, al di sopra della forchetta indicativa di 26-28 dollari, raccogliendo 1,68 miliardi di dollari e raggiungendo una valutazione di circa 18,4 miliardi di dollari, superiore agli 11 miliardi attribuiti nell’ultimo round di finanziamento del 2025.
Le azioni iniziano oggi gli scambi con il ticker BSP, mentre il closing dell’offerta è previsto per il 2 luglio. L’esordio arriva in una seduta prudente per Wall Street, con il Nasdaq in territorio negativo nelle prime fasi delle contrattazioni.
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Una quotazione da record
L’offerta comprende 57,97 milioni di azioni ordinarie, di cui circa 34,4 milioni emesse dalla società e 23,6 milioni cedute da alcuni azionisti esistenti, tra cui Galileo Quattordici e Baillie Gifford. Tamburi Investment Partners, tra gli investitori storici della società insieme all’ex direttore finanziario di Apple Luca Maestri e all’ex tennista Andre Agassi, manterrà una partecipazione compresa tra il 2,5% e il 2,6%.
A guidare l’operazione sono Goldman Sachs International, J.P. Morgan e Allen & Company in qualità di joint lead book-running manager. Tra i joint book-running manager figurano anche Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Société Générale, Crédit Agricole CIB e le italiane Intesa Sanpaolo (Divisione IMI CIB), UniCredit e Banca Akros (Gruppo Banco BPM). È inoltre prevista un’opzione che consentirà ai sottoscrittori di acquistare fino a circa 8,7 milioni di azioni aggiuntive.
Il modello di crescita
Fondata nel 2013 da Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli, Luca Querella e Tomasz Greber, Bending Spoons ha costruito il proprio sviluppo con un modello che combina elementi tipici delle società tecnologiche e del private equity: acquisisce aziende digitali mature, ne migliora l’efficienza operativa e tecnologica e reinveste i flussi di cassa generati in nuove acquisizioni, senza rivendere gli asset.
Nel corso degli anni il gruppo ha completato oltre 50 acquisizioni, tra cui Evernote, WeTransfer, Brightcove, Vimeo, AOL, Komoot ed Eventbrite, e nel prospetto informativo dell’ipo ha indicato di aver già individuato oltre mille potenziali target per future operazioni.
Nel 2025 la società ha registrato ricavi per 1,31 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto ai 671 milioni dell’anno precedente, con un utile operativo di 278 milioni di dollari e un margine del 21%.
La valutazione di Forbes
Secondo i dati di Forbes i quattro fondatori sono diventati miliardari a ottobre scorso. Il patrimonio dell’amministratore delegato, Luca Ferrari, è stimato in 1,4 miliardi di dollari; quelli di Matteo Danieli, Luca Querella e Francesco Patarnello in 1,3 miliardi. I quattro soci sono stati i protagonisti della copertina di Forbes Italia di Dicembre 2025, quando Luca Ferrari ha raccontato come è nata la startup e quali sono i suoi progetti futuri.
Oltre alla quotazione, per i prossimi anni, Bending Spoons conta di proseguire la sua campagna di acquisizioni, con operazioni anche più grandi di quelle per Vimeo e Aol. “Questo non significa che ogni acquisizione sarà più grande della precedente”, aveva precisato Ferrari. “Ci sono molte ottime aziende più piccole di Aol e Vimeo. Saremmo più che felici di acquisirle, e siamo nella posizione per farlo”.