
Jensen Huang (foto Chip Somodevilla/Getty Images)
Amazon ha superato nei giorni scorsi la soglia di 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Il traguardo raggiunto dal colosso fondato da Bezos si inserisce in un quadro che vede il mercato azionario globale sempre più concentrato attorno a tre direttrici fondamentali: l’egemonia quasi totale delle multinazionali statunitensi, la supremazia strutturale del comparto tecnologico rispetto all’economia tradizionale e l’impatto decisivo della spesa in infrastrutture d’intelligenza artificiale sulle valutazioni di bilancio.
Secondo CompaniesMarketCap, infatti, su dieci aziende con la maggior capitalizzazione di mercato al mondo, otto sono statunitensi. L’unica eccezione mediorientale è rappresentata dal colosso statale petrolifero Saudi Aramco (ottava posizione), mentre l’Asia resiste ai vertici unicamente con il monopolista dei microchip Tsmc (sesta posizione).
Il secondo filo conduttore è ancora più marcato: la quasi totalità dei colossi appartiene al settore Big Tech e dei semiconduttori. Se un tempo la classifica era presidiata da conglomerate industriali o banche d’affari, oggi il potere di mercato è concentrato sui chip, il cloud computing e gli algoritmi.
A fare da carburante per le quotazioni in borsa delle ultime settimane è stata la stagione delle trimestrali (Q2 2026). I bilanci pubblicati tra luglio e agosto hanno mostrato una convergenza precisa: gli investimenti in capitale destinati all’infrastruttura di intelligenza artificiale generativa stanno crescendo a ritmi vertiginosi, ma stanno anche iniziando a generare ritorni monetari tangibili, soprattutto nei segmenti del cloud aziendale.
Al vertice della classifica si posiziona la società guidata dal cofondatore e ceo Jensen Huang. Nvidia registra una crescita sostenuta dalla domanda di microprocessori delle architetture Hopper e Blackwell da parte delle principali aziende tecnologiche, spinta da una trimestrale record che ha superato le stime degli analisti e consolidato la prima posizione di mercato.
Al secondo posto il gigante di Mountain View. I cofondatori Larry Page e Sergey Brin figurano stabilmente ai vertici della classifica dei miliardari di Forbes. Sotto la direzione del ceo Sundar Pichai, Alphabet ha mostrato un’accelerazione dei ricavi grazie all’integrazione di Gemini nei servizi di ricerca e all’espansione di Google Cloud.
La società guidata dal ceo Tim Cook mantiene la terza posizione globale. La pubblicazione della recente trimestrale ha evidenziato ricavi record per 109,42 miliardi di dollari – spinti dal segmento iPhone e dai 30,74 miliardi della divisione Servizi. Eppure nel giorno della pubblicazione dei conti, il titolo è stato penalizzato dal mercato, con un calo di oltre il 7%, a causa delle guidance deludenti per i prossimi mesi.
Storicamente legata al co-fondatore e filantropo Bill Gates, Microsoft è oggi guidata dal ceo Satya Nadella. I dati pubblicati nell’ultima trimestrale confermano come l’alleanza strategica con OpenAI e l’integrazione di Copilot nella piattaforma cloud Azure abbiano spinto la società di Redmond ad allocare una quota imponente della propria cassa nella spesa in capitale per le infrastrutture d’IA.
La creatura del miliardario fondatore Jeff Bezos – attualmente quarto uomo più ricco al mondo secondo la classifica dei miliardari di Forbes – ha superato per la prima volta la soglia dei 3.000 miliardi di dollari nelle scorse sedute. Il ceo Andy Jassy ha presentato una trimestrale spinta dalle performance record di Aws (+37%).
Fondata da Morris Chang e guidata dal ceo C.C. Wei, Taiwan Semiconductor Manufacturing Company si riconferma la sesta società al mondo per capitalizzazione. L’azienda produce la quasi totalità dei microchip avanzati per Nvidia, Apple e Broadcom. La recente trimestrale ha riportato ricavi record superiori ai 40 miliardi di dollari (+33,7%), spinti dalla domanda di semiconduttori per i Data Center e l’IA generativa.
Guidata dal miliardario ceo Hock Tan, Broadcom produce infrastrutture di rete e Asic custom per l’IA. Le sue azioni hanno registrato un balzo di oltre il 6% nell’ultima seduta di borsa.
Unica rappresentante del comparto energetico tradizionale nelle prime dieci posizioni. Controllata in maggioranza dallo Stato saudita e dal fondo Pif guidato dal principe ereditario Mohammed bin Salman (con il ceo Amin H. Nasser alla guida operativa), la società ha appena riportato nella trimestrale del Q2 utili netti per 32,7 miliardi di dollari, confermandosi uno dei principali generatori di cassa al mondo e garantendo un dividendo trimestrale da 21,9 miliardi di dollari.
Fondata e guidata da Elon Musk, l’uomo più ricco al mondo, la società aerospaziale privata consolida la sua valutazione da 1,65 miliardi di dollari, spinta dai ricavi di Starlink e dal programma Starship. il suo debutto in Borsa ha reso Musk il primo trilionario della storia. Nelle settimane seguenti il titolo ha registrato un forte ribasso scendendo anche sotto il prezzo di quotazione. A chiusura della seduta di ieri, l’azienda ha pubblicato la sua prima trimestrale da azienda quotata: numeri convincente, che però non hanno convito il mercato: -11% nel pre-market. A preoccupare l’incognita dei margini a fronte delle alte e crescenti spese in conto capitale per sostenere la corsa all’IA.
Chiude la classifica il gruppo social fondato da Mark Zuckerberg che, con un patrimonio stimato di 201 miliardi di dollari, è ora il quinto più ricco del mondo. L’ultima trimestrale dell’azienda ha evidenziato un forte recupero dei ricavi adv e il successo dell’infrastruttura IA integrata su Instagram e WhatsApp. Ma è, soprattutto, il nuovo business del cloud di Meta a interessare gli investitori per i prossimi mesi.

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