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11 agosto 2026

Exor rafforza la scommessa su Philips: la holding di Elkann potrà salire al 22%

Nuovo accordo tra Exor e Philips: la holding, oggi sopra il 19%, potrà aumentare la propria partecipazione nel gruppo olandese fino al 22%
Exor rafforza la scommessa su Philips: la holding di Elkann potrà salire al 22%

John Elkann, presidente di Stellantis (foto Canio Romaniello/Imagoeconomica)

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Exor rafforza il proprio investimento in Philips. La holding della famiglia Agnelli guidata da John Elkann e il gruppo olandese di tecnologie per la salute hanno aggiornato l’accordo di lungo termine che regola il rapporto tra le due società, concedendo a Exor maggiore spazio per aumentare la propria partecipazione.

In base alla nuova intesa, Exor potrà salire fino al 22% del capitale ordinario e dei diritti di voto di Royal Philips, rispetto al precedente limite del 20%. La holding potrà anche superare questa soglia, ma in quel caso sarà necessaria l’approvazione del consiglio di sorveglianza di Philips.

Exor può salire fino al 22%

Il nuovo accordo rappresenta un ulteriore passo nel percorso iniziato nell’agosto 2023, quando Exor entrò nel capitale di Philips con una partecipazione del 15% circa, diventandone il maggiore azionista. Nel corso del 2025 la holding ha ulteriormente rafforzato la propria posizione, portando la quota sopra il 19%.

“Sosteniamo la strategia di lungo termine di Philips, definita da innovazione, creazione di valore ed esecuzione disciplinata”, ha dichiarato John Elkann, amministratore delegato di Exor. “L’accordo aggiornato riflette il nostro continuo impegno nei confronti di Philips come suo maggiore azionista”. L’investimento nel gruppo olandese ha assunto negli ultimi anni un peso crescente per Exor. Nella lettera agli azionisti relativa al 2025, la holding ha spiegato che l’aumento della partecipazione riflette la fiducia nella strategia e nel posizionamento di lungo periodo della società.

La governance resta invariata

La possibilità di aumentare ulteriormente la partecipazione non comporta modifiche agli accordi di governance tra le due società. Exor manterrà il diritto di nominare un componente del consiglio di sorveglianza di Philips, ruolo attualmente ricoperto da Benoît Ribadeau-Dumas.

“L’impegno di lungo termine di Exor sottolinea la sua fiducia in Philips e nella sua strategia”, ha dichiarato Feike Sijbesma, presidente del consiglio di sorveglianza di Royal Philips, evidenziando anche il contributo di Ribadeau-Dumas alla supervisione della direzione strategica della società. Anche Roy Jakobs, amministratore delegato di Philips, ha sottolineato il significato dell’intesa. Secondo il ceo, l’accordo aggiornato riflette il sostegno di Exor a Philips e al suo management durante l’esecuzione del piano 2026-2028, orientato alla crescita redditizia e alla creazione di valore.

Le società Exor e Philips

Exor è la holding nata dalla storia imprenditoriale della famiglia Agnelli e oggi guidata da John Elkann. Il suo portafoglio comprende principalmente società nelle quali è il maggiore azionista, tra cui Ferrari, Philips, Cnh e Stellantis. Negli ultimi anni il gruppo ha progressivamente rafforzato il proprio investimento in Philips, diventato una delle principali partecipazioni del portafoglio.

Royal Philips, con sede nei Paesi Bassi, è invece uno dei maggiori gruppi internazionali nelle tecnologie per la salute. L’azienda opera, tra gli altri settori, nell’imaging diagnostico, nell’ecografia, nelle terapie guidate dalle immagini, nel monitoraggio dei pazienti, nell’informatica sanitaria e nei prodotti per la salute personale. Nel 2025 Philips ha registrato ricavi per circa 18 miliardi di euro e contava circa 63.700 dipendenti, con vendite e servizi in oltre 100 Paesi. Il gruppo è guidato dal 2022 da Roy Jakobs.

Una partecipazione sempre più strategica

Il rafforzamento del rapporto arriva dopo un 2025 nel quale Exor ha continuato ad aumentare la propria esposizione a Philips. Nella sua ultima lettera agli azionisti, la holding ha definito quello appena trascorso un anno di “solida esecuzione” per il gruppo olandese, nonostante un contesto segnato dai dazi statunitensi, dalla debolezza della domanda in Cina e dalla maggiore concorrenza globale.

Exor ha inoltre sottolineato gli investimenti di Philips nell’innovazione: nel 2025 il gruppo ha destinato 1,7 miliardi di euro alla ricerca e sviluppo. Nello stesso anno le vendite sono cresciute del 2% e gli ordini del 6%, il miglior andamento dal 2020.

Il patrimonio di John Elkann

Secondo Forbes, John Elkann ha un patrimonio stimato in 2,5 miliardi di dollari all’11 agosto 2026. Presidente e ceo di Exor, la holding della famiglia Agnelli, Elkann ha assunto un ruolo centrale nella dinastia nel 2004, un anno dopo la morte del nonno Gianni Agnelli. Negli anni ha guidato alcune delle principali operazioni che hanno trasformato gli asset di famiglia, dall’ingresso di Fiat in Chrysler nel 2009 fino alla fusione con Peugeot che nel 2021 ha dato vita a Stellantis. Attraverso Exor, la famiglia mantiene partecipazioni in società come Ferrari e controlla inoltre asset nei settori dei media e dello sport, tra cui The Economist e Juventus. Le origini della fortuna degli Agnelli risalgono al 1899, quando il trisavolo di Elkann, Giovanni Agnelli, fu tra i fondatori della Fiat a Torino.

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