
Ogni estate, mentre gli uffici milanesi chiudono, una parte consistente delle trattative italiane si sposta di duecento chilometri e prosegue sotto un ombrellone. Il calcio lo ha dimostrato prima e meglio di tutti, come racconta il giornalista sportivo Giacomo Iacobellis, redattore di TuttoMercatoWeb: “A Forte dei Marmi i dirigenti di Serie A hanno costruito per anni quelle che i giornali sportivi chiamavano vacanze-lavoro”.
Gli episodi sono numerosi, prosegue Iacobellis: “Adriano Galliani presentò Pato in anteprima proprio lì, Massimo Moratti firmò il contratto con Figo nella sua villa di via Leonardo, e nel luglio del 2014 la stampa battezzò conclave del Forte l’appuntamento fra lo stesso Galliani, Claudio Lotito ed Enrico Preziosi. Nell’estate del 2015 l’accordo di massima per Alessio Romagnoli passò da un incontro versiliese con l’agente Sergio Berti, mentre Walter Sabatini era atteso in zona. Il meccanismo non si è mai interrotto: nel giugno 2026 lo stesso Galliani è stato fotografato a cena a Forte con Massimiliano Allegri, Luciano Spalletti, Giovanni Carnevali e Giovanni Rossi”.
Quel modello si è esteso ben oltre il pallone e oltre la Versilia. Il beach club mediterraneo, nella sua versione contemporanea, ha smesso di essere uno stabilimento e ha assunto funzioni che appartengono all’infrastruttura commerciale: pontili per chi arriva in barca, elipiste, cabana private che funzionano come sale riunioni all’aperto, liste di prenotazione che selezionano la clientela con più efficacia di qualunque portineria. Quello che segue è un censimento degli indirizzi dove questa funzione è più evidente, dalla Toscana alla Grecia.
L’indirizzo da segnare in questa stagione al Forte è presso Alpemare, il beach club della famiglia Bocelli, di loro proprietà dal 2017, dove è approdata la residency estiva di Onde, l’osteria di mare del Four Seasons Hotel Firenze, proprio nel luogo dove il concept del ristorante era stato pensato. L’executive chef Paolo Lavezzini e il restaurant chef Giacomo Cavicchi lavorano insieme allo chef di Alpemare Mirko Caldino, con un menu che rilegge i classici della tradizione estiva italiana: l’antipasto Onde di crudo, i paccheri ai frutti di mare, il branzino alla brace. Il ristorante di Alpemare resta aperto tutti i giorni a pranzo dalle 12 alle 15, che è poi la fascia oraria in cui a Forte le conversazioni contano davvero.
Sede del Google Camp fin dalla prima edizione del 2012, il resort siciliano di Rocco Forte Hotels è la struttura mediterranea con il rapporto più diretto fra ospitalità e riservatezza. Due chilometri di costa privata e una tenuta di 230 ettari tengono lontani sguardi indesiderati, mentre il pontile mobile consente l’accesso a chi arriva con la propria barca. Il beach club è riservato ai soli ospiti del resort e dispone di cabana private adatte tanto a un incontro informale quanto a qualche ora di lavoro; la ristorazione è supervisionata da Fulvio Pierangelini.
Il marchio greco ha scelto questo tratto di Sardegna per il suo unico indirizzo italiano, fondendosi con Phi Beach, che occupa il trentasettesimo posto nella classifica dei cento migliori club stilata da DJ Magazine. La cucina è mediterranea, dichiaratamente cosmopolita. Per chi arriva in barca è disponibile un servizio di trasferimento in tender, e l’accesso è possibile anche in elicottero: due dettagli che dicono molto sul tipo di clientela che il locale intercetta ogni estate.
L’unico pieds dans l’eau di Porto Cervo, con Langosteria Beach ricavato sulle terrazze del ristorante. Il gruppo che lo controlla, Buonocore Hospitality Group, è a sua volta materia da giornale economico: infatti ha recentemente esteso il proprio perimetro da Milano a Londra passando per la Sardegna. La clientela finanziaria milanese lo ha adottato come estensione naturale della città anche fuori dallo sguardo della Madonnina, e tra un cocktail e un piatto di mare ci si ritrova proprio come ci si era lasciati.
Fra Portofino e Santa Margherita Ligure, lo stabilimento porta la firma dello stesso gruppo e una storia che comincia nel 1927. Per l’estate 2026 sono arrivati un nuovo allestimento e l’apertura di Fiore, terrazza dedicata a bar e ristorante, aperta ogni giorno a pranzo e a cena dal venerdì alla domenica. La baia di Paraggi è uno degli ancoraggi più contesi del Tigullio, il che rende il tavolo qui una posizione strategica più che un vezzo.
Grado è un’isola lagunare a metà strada fra Venezia e Trieste. La sua spiaggia guarda a sud, condizione rara sull’Adriatico settentrionale, e su quella esposizione gli Asburgo costruirono una stazione balneare e termale: nel 1892 Francesco Giuseppe le conferì il titolo di Azienda di Cura. Il bacino di allora è rimasto quello di oggi, fra Friuli, Veneto e Austria, e per chi lavora nel Nordest resta la spiaggia raggiungibile in un’ora d’auto.
I due chilometri di arenile sono suddivisi in aree con impostazioni diverse: la Spiaggia Sissi con le tende bianche e azzurre di ispirazione Belle Époque, la Spiaggia Imperiale di gusto asburgico, il Settimo Cielo, il settore più riservato, dove le tende in stile primo Novecento guardano le ville Liberty del lungomare. Poco distante, sulla spiaggia Costa Azzurra, il Piper Beach apre la giornata con le colazioni vista mare e la chiude con aperitivi ed eventi musicali, mentre lo Stabilimento Tivoli alterna sport all’aperto e occasioni di socialità.
Saint-Tropez svolge sulla costa francese la funzione che il Forte ha per Milano, con un bacino internazionale. La maison di ospitalità dispone di accesso privato alla spiaggia della Bouillabaisse e di un beach club con piscina affacciato sulla baia. La cucina è affidata ad Arnaud Donckele, che qui firma le tre stelle Michelin de La Vague d’Or e la stella de La Terrasse: una combinazione che permette di spostare un incontro dal lettino al tavolo senza cambiare indirizzo.
Prima di diventare albergo nel 1929 era un club, e quella natura è rimasta la sua caratteristica: accanto ai clienti di passaggio ci sono soci stabili, in larga parte residenti monegaschi, che frequentano la struttura da generazioni. Il beach club, ridisegnato da Dorothée Delaye, si sviluppa attorno alla piscina olimpionica e resta aperto dal 13 aprile all’11 ottobre. A pranzo Le Deck serve sul bordo vasca la cucina di Pascal Garrigues, mentre dal 12 giugno, all’estremità della penisola, apre La Vigie Zanoni Monte-Carlo, con la cucina italiana dello chef stellato Simone Zanoni. Dal Principato ci si arriva via mare grazie alla navetta che collega Port Hercule al beach club, in funzione tutti i giorni dal 21 giugno al 31 agosto.
Fra Nizza e Monaco, in una delle insenature più riparate della costa, La Réserve de Beaulieu è aperta dal 1880 e appartiene alla generazione di alberghi nati per la clientela invernale della Belle Époque. Qui il fronte mare non è una spiaggia ma una piscina riscaldata di acqua salata, ricavata sul bordo dell’albergo e affacciata direttamente sul Mediterraneo, con il bar che la serve per tutta la giornata. La terrazza di Le Vent Debout copre il pranzo nella stagione calda, il Restaurant des Rois di Julien Roucheteau, una stella Michelin, presidia la sera, e il Gordon Bennett Bar apre sul patio panoramico per l’aperitivo. Trentanove fra camere, suite e ville, Relais & Châteaux. Per gli incontri più formali la struttura dispone del Salon Léopold II, a pochi minuti dal Principato e dagli approdi di Cap Ferrat.
Lontano dalla folla vacanziera delle Baleari, sul lungomare di Illetas, l’albergo ospita dal 2024 un beach club firmato Alberta Ferretti. Il nome rende omaggio a El Chocolate, il soprannome con cui i maiorchini chiamano da sempre la struttura. Due elementi lo rendono pertinente al tema: è l’unico indirizzo in Spagna a ospitare una Riva Lounge, pensata per incontri fronte mare, e mette a disposizione uno yacht Rivamare per chi preferisca spostare la conversazione al largo.
The Site Ibiza riunisce in un’unica destinazione due alberghi di lusso, una selezione di ristoranti internazionali e un programma di esperienze fra arte, retail e lifestyle. All’interno di Bless, Coya Ibiza articola la giornata su tre livelli: Coya Beach per le ore diurne, Coya Restaurant & Pisco Bar per la sera, dieci fra camere e suite ispirate all’universo del marchio. Attorno gravitano Gordon Ramsay Hell’s Kitchen, StreetXO di Dabiz Muñoz, Leña e Lobito de Mar di Dani García, Sublimotion di Paco Roncero e Tatel. Cucina peruviana contemporanea e cocktail al pisco, in un contesto che riunisce nello stesso perimetro una densità di capitale insolita anche per Ibiza.
Sulla riviera ateniese, il resort ha stretto per l’estate una partnership con Burberry destinata a durare fino a fine ottobre 2026: il motivo House Check, riletto in una combinazione cromatica inedita, veste piscina principale, giardini, campi da tennis e da padel, con buggy e biciclette personalizzate e un pop-up truck sulla spiaggia. Glyfada è il quartiere costiero dove risiede buona parte dell’imprenditoria armatoriale greca.
Il Montenegro è entrato stabilmente nelle rotte estive dei grandi patrimoni internazionali, che qui alternano gli ormeggi alla costa. Tapasake, beach club del resort, si affaccia sull’ingresso delle Bocche di Cattaro, patrimonio Unesco, con infinity pool, cucina nikkei e dj set. La posizione, a metà strada fra Adriatico italiano e Grecia, lo rende una tappa naturale per chi naviga.
L’opzione croata sta sulla baia di Maslinica, a due chilometri da Stari Grad. Relais & Châteaux, cinquantatré fra camere, suite e ville immerse nella pineta, spiaggia privata e A-Bay Beach Bar sulla passeggiata costiera. Qui il criterio si rovescia: non è il luogo dove ci si mostra, ma quello dove ci si sottrae, con un motoscafo del resort a disposizione per raggiungere le cale meno battute dell’isola.
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