Le risorse liberate dai tagli verranno reinvestite nei settori considerati strategici: mobilità, delivery e robotaxi, comparto in cui Uber ha già impegnato oltre 10 miliardi di dollari in partnership. Si tratta del taglio di personale più ampio dal 2020, quando l’azienda aveva ridotto l’organico per l’impatto della pandemia sul settore dei trasporti.
Il contesto
Uber ha già impegnato oltre 10 miliardi di dollari in partnership per i robotaxi, un settore su cui punta per affermarsi come piattaforma di riferimento nella guida autonoma. In parallelo ha rivisto il proprio portafoglio, uscendo da alcune partecipazioni ed entrando in Avride, Lucid, Nuro e Rivian. I tagli annunciati arrivano dopo interventi più contenuti già fatti quest’anno su assistenza clienti e risorse umane.
Il ceo non ha citato l’intelligenza artificiale come motivazione, ma l’obiettivo di usarla di più nelle attività quotidiane sembra pesare sulla decisione. I tagli coinvolgono sia gli Stati Uniti sia gli altri mercati in cui Uber è presente.







