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7 settembre 2026

Questa startup italiana ha raccolto 6 milioni per portare l’IA nelle gare d’appalto delle imprese italiane

La startup fondata da Zorzetto e Bossolini porta la raccolta a 7,6 milioni. Il round è guidato dall’olandese Keen Venture Partners
Questa startup italiana ha raccolto 6 milioni per portare l’IA nelle gare d’appalto delle imprese italiane

Andrea Zorzetto e Matteo Bossolini

Forbes.it
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A pochi mesi dal suo avvio, Cato – la startup fondata da Andrea Zorzetto e Matteo Bossolini per semplificare e accelerare, con la sua piattaforma AI, la partecipazione delle aziende alle gare d’appalto pubbliche italiane – annuncia un secondo e ravvicinato aumento di capitale, che coinvolge anche investitori internazionali interessati al segmento strategico. Il trend di crescita conferma la validità della risposta data a un chiaro bisogno di mercato. Lead investor dell’operazione è il fondo Vc olandese Keen Venture Partners, focalizzato sulle tecnologie a supporto della crescita delle pmi europee, affiancato dai soci esistenti che hanno seguito.

Dopo il pre-seed di inizio anno che ha accompagnato l’ingresso sul mercato, e ha visto Italian Founder Fund (Iff) come lead investor, Cato annuncia un nuovo round seed da 6 milioni di euro, portando la raccolta complessiva a 7,6 milioni di euro.

Cato, con la sua piattaforma di intelligenza artificiale che aiuta le aziende ad ottimizzare la partecipazione alle gare d’appalto – riducendo tempi di identificazione e applicazione – e aumentare il fatturato derivante dalle commesse pubbliche, ha già portato a bordo in pochi mesi 150 clienti attivi nei settori medicale, It, servizi ed edilizia.

Il contesto di mercato racconta in modo molto chiaro l’opportunità: gli appalti pubblici in Italia valgono 309 miliardi di euro, in crescita del 13,9% nel 2025 (Relazione Annuale Anac), mentre il 60% delle pmi fatica ancora a parteciparvi in modo competitivo. Solo il 15,7% delle pmi italiane ha adottato strumenti AI nei propri processi di applicazione (Istat 2025), contro il 53,1% delle grandi imprese – un divario che Cato punta ad accelerare a colmare, forte anche delle scadenze Pnrr e del nuovo Codice degli Appalti.

Dichiarazioni dei fondatori

“In questa prima fase abbiamo già gestito migliaia di gare. La soddisfazione più grande è sentire dai nostri clienti che vedono nella nostra tecnologia un vero alleato: li aiuta a trovare le gare pubbliche più adatte, capirne i requisiti e preparare la partecipazione al bando, aumentando la possibilità di vincita e crescita”, commenta Andrea Zorzetto, ceo e co-founder di Cato. “Siamo felici che a riconoscere questo valore sia anche un investitore internazionale come Keen Venture Partners, oltre ai Vc che hanno creduto in noi dall’inizio”.

“Il procurement pubblico è uno degli ultimi grandi flussi di lavoro non automatizzati dell’economia europea: migliaia di miliardi di euro all’anno, e i fornitori non ha praticamente mai avuto software, tanto meno intelligenza artificiale”, ha dichiarato Briehan Burke, General Partner di Keen Venture Partners. “L’Italia è il mercato giusto da cui partire proprio perché è il Paese più complesso in cui presentare offerte: oltre 300 miliardi di euro all’anno distribuiti su 22.000 stazioni appaltanti, decine di migliaia di pmi il cui cliente più grande è lo Stato, e nessun software AI-native che le aiuti a vincere — esattamente il tipo di difficoltà che rende un mercato degno di essere conquistato e costruito da zero”.

Il team si rafforza

I nuovi capitali raccolti saranno destinati in gran parte al potenziamento della piattaforma esistente, all’espansione commerciale oltre che alla crescita del team, che ad oggi conta già 35 persone. Per iniziare, a rafforzare la squadra arriva Luisa Gamba, che porta in Cato un’esperienza maturata all’intersezione tra tecnologia, business, procurement e settore pubblico. Dal 2021 ha ricoperto il ruolo di Head of Partnerships Public Sector per Amazon Business Italia, lavorando con imprese e istituzioni in un contesto altamente regolato e con una forte prospettiva paneuropea.

“L’arrivo di persone competenti”, conclude Zorzetto, “dimostra il potenziale di Cato tanto quanto l’aumento di capitale. Luisa Gamba, in arrivo da Amazon, rafforza il nostro passaggio a una nuova fase dell’azienda che vedrà presto l’ingresso di altre figure di altrettanto alto profilo.”

Come funziona la piattaforma

Il procurement pubblico rappresenta uno dei mercati più rilevanti dell’economia italiana, una grande opportunità di crescita per l’intero sistema economico ma che rimane difficile da navigare per molte imprese. Sulle principali piattaforme di acquisto pubblico attualmente risulta che il 78% delle imprese è abilitato a partecipare ai bandi ma non partecipa alle opportunità disponibili.

Sia per le aziende che hanno già costruito una strategia di sviluppo sui bandi di gara ma ancora non ne sfruttano appieno il potenziale, che per quelle che vorrebbero ma non riescono perdendo opportunità di crescita, Cato offre una soluzione AI efficace che automatizza l’intero ciclo della gara in quattro fasi.

Ricerca. La piattaforma monitora in tempo reale oltre 27.000 fonti – Anac, MePa, Gazzetta Ufficiale, portali regionali – e segnala automaticamente le opportunità più rilevanti per il profilo di ogni azienda. I clienti riscontrano un importante risparmio di tempo nella scrematura delle gare e una maggiore accuratezza.

Analisi. L’AI legge i documenti di gara, estrae requisiti e criteri di valutazione, verifica la compatibilità con l’azienda e identifica eventuali incongruenze tra i documenti -suggerendo i chiarimenti da richiedere alla stazione appaltante.

Preparazione della documentazione. La busta amministrativa – che raccoglie anagrafica, certificazioni, dichiarazioni e firme, attività manuali e ripetitive che si ripresentano identiche a ogni gara – viene pre-compilata automaticamente riducendo i tempi di applicazione. Anche la relazione tecnica viene generata già completa di carta intestata e grafica brandizzata dell’azienda. Una check list dinamica guida la preparazione della busta tecnica, con i prodotti e le specifiche dell’azienda, e di quella economica, contenente l’offerta di prezzo. L’invio definitivo dell’intera documentazione resta sempre in mano all’azienda, che mantiene il pieno controllo prima di procedere.

Archivio e intelligence. Lo storico delle gare partecipate alimenta un sistema di analisi dei competitor e dei risultati per affinare le strategie future di partecipazione.

Chi sono i fondatori

Andrea Zorzetto, ceo e co-fondatore, ha portato Plug and Play in Italia a 24 anni e fondato l’associazione di volontariato Poliferie, dopo aver lavorato come policy advisor al Ministero del Tesoro britannico. Matteo Bossolini, cto e co-fondatore, 23 anni, programma da quando ne aveva 12. Prima startup a 17 anni, studi tra Università Cattolica di Milano e Escp (Parigi, Berlino) ed esperienze di prodotto in 3 startup.

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