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7 settembre 2026

Comestai raccoglie 1,5 milioni per curare i disturbi alimentari

Sono circa 4 milioni gli italiani con una diagnosi di Dca, con un incremento delle diagnosi stimato tra il 30% e il 35% dopo la pandemia
Comestai raccoglie 1,5 milioni per curare i disturbi alimentari

(Courtesy of Comestai)

Forbes.it
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I disturbi del comportamento alimentare (Dca) sono sempre più frequenti in Italia, soprattutto dopo la pandemia: la crescita costante è accompagnata da un progressivo abbassamento dell’età di esordio, vicina agli 8-9 anni. Sono circa 4 milioni gli italiani con una diagnosi di Dca, con un incremento delle diagnosi stimato tra il 30% e il 35% dopo la pandemia.

Ma la risposta del Sistema Sanitario Nazionale rimane ancora insufficiente: infatti presenta grandi difficoltà nell’assicurare una continuità assistenziale e terapeutica nelle fasi precedenti e successive al ricovero. Sono necessari quindi modelli di presa in carico complementari, in grado di affiancare il sistema pubblico, favorire la continuità delle cure, contribuire alla riduzione delle liste di attesa e garantire un approccio multidisciplinare attraverso il lavoro integrato dell’équipe clinica.

In questo contesto si inserisce Comestai, piattaforma clinica digitale e ibrida specializzata nella presa in carico multidisciplinare integrata dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: ha appena annunciato la chiusura del round pre-seed da 1,5 milioni di euro. L’operazione è guidata da Vertis Sgr attraverso il fondo “Vertis Venture 6 Digital Sud”, parzialmente finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU, con la partecipazione di co-investitori come Urban Venture e Il Club degli Investitori. Hanno inoltre investito diversi business angels tra cui Martina Domenicali (Lexroom), Paolo Galvani (Moneyfarm) e la dottoressa Silvia Goggi (Plant Based Clinic&Planter, insieme ad A4W).

Comestai, il supporto per i disturbi alimentari

Fondata nel maggio 2025 da Aurora Caporossi, Comestai opera attraverso un modello a centro clinico virtualizzato, con percorsi multidisciplinari integrati, erogati in modalità digitale e ibrida e un’équipe dedicata che segue il paziente e la sua famiglia a 360 gradi, lungo tutte le fasi del percorso di cura. L’obiettivo è garantire continuità anche nelle fasi che precedono e seguono il momento più acuto.

Per ovviare a questi problemi, Comestai ha sviluppato una piattaforma proprietaria che gestisce triage, coordinamento dei clinici, documentazione medica e équipe che seguono pazienti e famiglie durante tutto il percorso di cura. Utilizza l’intelligenza artificiale come supporto all’équipe, mantenendo ogni decisione terapeutica in capo ai professionisti sanitari: la digitalizzazione dei percorsi di cura non sostituisce né la relazione clinica né i servizi che già esistono, ma può migliorare l’accesso e la continuità terapeutica, superando i limiti geografici e riducendo l’intervallo tra il primo contatto e l’avvio del percorso.

“Secondo le ultime stime dell’Eurispes”, aggiunge Caporossi, “i disturbi del comportamento alimentare costano al sistema sanitario italiano circa 30 miliardi di euro l’anno, quasi due punti di Pil. È il prezzo di un sistema che fatica a far fronte a una domanda in crescita esponenziale. Quello che vogliamo fare è spostare quella spesa dalla gestione dell’emergenza alla presa in carico tempestiva. Non siamo un’alternativa a chi cura queste patologie da anni, siamo un pezzo dello stesso percorso: quello che continua prima del ricovero e dopo la dimissione“.

La continuità nella presa in carico del paziente è un elemento fondamentale: nel lungo termine, l’obiettivo è costruire un’infrastruttura condivisa, in comunicazione con i centri e le strutture già attive sul territorio. Comestai porta inoltre il percorso di cura nei luoghi di lavoro attraverso i programmi di welfare aziendale. Tra le aziende con cui collabora, figurano Mediobanca, Edenred, Chiesi Farmaceutica e Danone Italia.

L’epidemia silenziosa dei disturbi del comportamento alimentare

I disturbi alimentari rappresentano ancora oggi la seconda causa di morte tra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali. È il sud Italia la zona dove il bisogno di costruire un percorso è particolarmente sentito: infatti, secondo la mappatura dell’Istituto Superiore di Sanità, la presenza di centri dedicati è inferiore rispetto al resto del Paese. Il risultato è una mobilità sanitaria che porta i pazienti e le loro famiglie a spostarsi per mesi, con costi che non tutti possono sostenere. Un modello digitale e ibrido può contribuire a ridurre questo divario, rendendo disponibile la stessa équipe multidisciplinare a prescindere dalla residenza del paziente.

“I disturbi alimentari richiedono percorsi lunghi, che non si esauriscono nella fase acuta”, dice Armando Cotugno, medico psichiatra già Direttore della Uosd Dca Asl Roma 1 e già referente tecnico della regione Lazio per l’area dna, membro del Comitato Scientifico di Comestai.. Purtroppo, oggi il servizio pubblico, da solo, non riesce a garantire la necessaria continuità delle cure. Linee guida nazionali e internazionali considerano il trattamento ambulatoriale la colonna portante dei livelli di cura per i Dca. Il problema emerge prima e dopo l’emergenza, nelle liste d’attesa ordinarie che spesso si misurano in mesi (lambendo anche l’anno di attesa).

“Come è stato sottolineato da autorevoli esperti, serve il coraggio di avviare un dibattito sulla sostenibilità delle cure ambulatoriali di lunga durata come quelle necessarie per i Dca. Nel lungo periodo la vera sfida sarà quella di costruire un’integrazione stabile tra pubblico e privato, consentendo la condivisione di strategie e processi, che garantiscano la continuità del trattamento. Comestai si muove all’interno di questa prospettiva, ed è la ragione per cui ho scelto di farne parte”.

La necessaria integrazione tra pubblico e privato

“Abbiamo scelto di investire in Comestai”, sottolinea Giacomo Giurazza, partner di Vertis Sgr, “perché affronta un bisogno di salute rilevante e ancora largamente insoddisfatto attraverso un modello innovativo, che integra competenze cliniche, tecnologia e continuità nella presa in carico del paziente. Abbiamo apprezzato in particolare la capacità del team di costruire, in poco tempo, un modello multidisciplinare strutturato e una piattaforma proprietaria con un significativo potenziale di crescita. Riteniamo che il digitale possa contribuire concretamente a rendere i percorsi di cura più accessibili e continuativi, affiancando e integrando le strutture già presenti sul territorio. Con questo investimento vogliamo supportare Comestai nella prossima fase di sviluppo tecnologico e organizzativo e nella costruzione di un operatore di riferimento nel settore”.

Le risorse del round saranno destinate all’espansione del team clinico e tecnologico, allo sviluppo della piattaforma proprietaria e delle sue componenti di intelligenza artificiale e al completamento del percorso autorizzativo per l’integrazione con il Servizio Sanitario Nazionale.

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