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8 settembre 2026

Il vero lusso nel 2026 non è lo sfarzo: il metodo dell’imprenditore italiano che ha trasformato il glamping in alta hôtellerie

Dal campeggio d’alta gamma all’accoglienza su misura: come l’empatia e la cura umana superano lo sfarzo per creare valore vero.
Il vero lusso nel 2026 non è lo sfarzo: il metodo dell’imprenditore italiano che ha trasformato il glamping in alta hôtellerie

Mattia Ferro

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Contenuto tratto dal numero di maggio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

di Mirko Crocoli

A Mattia Ferro – imprenditore del marketing e del digitale e innovatore del turismo italiano di alta gamma – abbiamo chiesto cos’è il lusso nel 2026. Perché Ferro ha inventato un format: la fusione tra glamping (il campeggio di lusso) e alta hôtellerie. È il fondatore di Luxury Camp all’interno di Union Lido, a Cavallino-Treporti, Venezia: suite progettate come un vero rifugio, una sorta di santuario, un moderno hortus conclusus, con soggiorni da oltre 1.000 euro a notte e una clientela internazionale composta da imprenditori, hotel manager e celebrità dello sport, del cinema e della musica. La sua tesi è che il lusso oggi non è sfarzo, ma sostanza: silenzio, autenticità, cura umana. Ciò che l’ospite evoluto ha smesso di trovare altrove e cerca qui.

Oggi il mercato è pieno di strutture che usano le stesse parole e restituiscono un’esperienza qualunque. Come si distingue il lusso vero dal lusso scritto su una brochure? 

Nel 2026 ‘empatia’ è la parola più inflazionata del settore. Eppure, quando entri nelle strutture, te ne accorgi subito: quasi nessuno la sa trasformare in metodo. Il punto è che si confonde l’effetto con la sostanza. Un’accoglienza scenografica non vale nulla se l’ospite non percepisce empatia e un servizio ad hoc. Le persone non cercano stupore, ma concretezza e sicurezza emotiva, e affidano per qualche giorno il loro tempo a noi operatori. Abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo garantire esperienze serene e memorabili per quei giorni di vacanza conquistati con tanto sacrificio.

Quanto pesano disciplina e fortuna per raggiungere il successo? 

Non è una ricetta matematica, ma possiamo dire: 25% coraggio, 25% determinazione, 25% fortuna, 25% conoscenza. La fortuna non è casuale, ma il risultato degli altri tre ingredienti, trasformati in conoscenza e metodo. Questi valori, per me fondamentali, mi sono stati trasmessi da un mio mentore: Damijan Podversich.

Il suo metodo è nato dal mondo delle vacanze open-air. È replicabile nel lusso più tradizionale? 

Assolutamente sì. Se Aman ha fatto della discrezione un linguaggio globale, noi stiamo dimostrando che lo stesso principio funziona nel contesto aperto sulla natura. In una ‘casa mobile’ lo spazio è minimo, ma soddisfiamo le aspettative degli ospiti con l’accoglienza, il servizio e la cura dei dettagli. Se riesci a creare comfort e benessere in questo contesto, puoi farlo ovunque. Il lusso non è quantità: è qualità. Un mio amico e mentore, Diego Rizzi, che opera nel retail e nel real estate di lusso, mi ha trasmesso un valore fondamentale: devi prevedere i bisogni del tuo cliente prima che lui li esprima; devi proteggere il tempo che investe nel tuo contesto.

Se dovesse lasciare un messaggio finale? 

Il vero lusso non è quello che prometti quando vendi, ma quello che ottieni quando il cliente ritorna. Perché dietro ogni sorriso c’è qualcuno che ha bisogno di tregua. Il nostro compito è non deludere mai quell’aspettativa, con empatia, disciplina e una profonda conoscenza delle persone. Il futuro del lusso non sarà negli arredi o nei materiali, ma nella capacità di capire e rispettare le persone. Sarà umanistico: hotel, resort, ristoranti, glamping che formeranno i team non solo su protocolli, ma su ascolto e micro-attenzioni. Il lusso è mantenere la promessa ogni giorno della tua esperienza.

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