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8 settembre 2026

Poste rilancia su Tim, la nuova offerta con più cash. Cosa cambia per gli azionisti e cosa dicono gli esperti

Poste rilancia sull’opas Tim: 30 centesimi cash in più, offerta a 7,83 euro e rinuncia alla soglia minima del 66,67%
Poste rilancia su Tim, la nuova offerta con più cash. Cosa cambia per gli azionisti e cosa dicono gli esperti

Poste Italiane

Forbes.it
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Di PNA

Il consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha confermato i rumor circolati negli ultimi giorni a Piazza Affari, decidendo di rilanciare l’opas su Tim. Una mossa arrivata a pochi giorni dalla scadenza dell’offerta, fissata all’11 settembre, e dopo le adesioni ancora molto basse, ferme al 6,158% del capitale di Tim, stando a quanto reso noto da Borsa Italiana.

Il cda dell’azienda guidata dall’amministratore delegato Matteo Del Fante ha aumentato per la precisione la componente cash dell’offerta di 30 centesimi per ogni azione portata in adesione all’opas.

I dettagli della nuova offerta

Il nuovo corrispettivo offerto agli azionisti di Telecom Italia sarà di conseguenza così costituito: 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione, come precedentemente stabilito; e la componente in denaro già prevista, pari a 1,67 euro, aumentata di 0,30 euro, dunque pari a un totale di 1,97 euro.

Per gli azionisti del gruppo di tlc ciò significa – ha precisato Poste Italiane – che, considerato il prezzo ufficiale a cui le azioni Poste Italiane hanno chiuso la seduta di venerdì scorso 4 settembre, pari a 26,90 euro, l’offerta ora “esprime una valorizzazione monetaria implicita pari a euro 7,83 per ciascuna Azione Tim”.

A questo punto l’interrogativo è se il rilancio basterà a convincere gli azionisti di Telecom Italia ad aderire all’opas, consentendo al dossier tra i più caldi di Piazza Affari di concludersi con successo. Poste, già prima azionista di Telecom Italia con una partecipazione del 20% circa, ha annunciato anche la decisione di rinunciare alla condizione soglia. Ciò significa che la società acquisterà tutte le azioni oggetto dell’opas che saranno portate in adesione, anche se il loro quantitativo sarà “inferiore al 66,67% dei diritti di voto esercitabili”. L’offerta, ha annunciato ancora Poste, sarà riaperta dal 21 al 25 settembre 2026.

La reazione di Piazza Affari e l’adesione del management Tim

A Piazza Affari, le conseguenze del rilancio di Poste su Tim non si sono fatte attendere: le azioni Telecom Italia hanno segnato subito un rally portandosi in cima al Ftse Mib di Piazza Affari, con il mercato che sembra apprezzare la nuova proposta. Debole invece il trend dei titoli Poste.

Per ora, andando a guardare nel dettaglio delle adesioni da parte degli azionisti di Telecom, si sa che all’opas di Poste hanno aderito l’ad Pietro Labriola e i dirigenti con responsabilità strategiche della società. Non una sorpresa, visto che già lo scorso 18 luglio il cda di Tim aveva ritenuto congruo il corrispettivo dell’opas dal punto di vista finanziario, valutando inoltre positivamente il razionale e le prospettive industriali dell’operazione.

Le analisi degli esperti

Nel frattempo gli analisti si sono messi già al lavoro per cercare di capire cosa potrà accadere a una partita determinante per la strategia di entrambe le aziende. In evidenza la nota di Intermonte, che ha definito il rilancio dell’opas di Poste Italiane su Tim “una mossa pragmatica e volta a concludere positivamente l’operazione”, parlando di un “aumento sensibile della probabilità di successo”, con l’eliminazione della soglia minima.

Intermonte ha osservato inoltre che l’esborso superiore che Poste Italiane verserà agli azionisti di Tim con l’aumento della componente cash è “molto contenuto” e “razionale”, con conseguenze limitate sulla crescita dell’utile per azione e sulla leva.

Non solo: la conquista di Telecom Italia potrebbe far aumentare l’eps di Poste “già dal 2027”. Nel sottolineare che “Poste paga un prezzo modesto per aumentare il controllo su Tim” gli analisti della Sim hanno ribadito il rating Outperform sul titolo Poste Italiane, con target price a 33 euro, confermando la raccomandazione “agli azionisti Tim di aderire all’offerta”.

Impatto su dividendi e leva finanziaria

In evidenza anche la nota di Equita Sim, che ha fatto notare sulla base di quanto annunciato da Poste che, “rispetto alla data di riferimento del 20 marzo, il nuovo corrispettivo rappresenta un incremento del prezzo offerto su Tim del 4,7%, esprimendo un premio del 14,2%”. Considerando invece i “prezzi di chiusura di ieri di Poste, la valorizzazione riconosciuta per Tim sarebbe pari a 7,69 euro per azione, con un premio di circa il 3% rispetto al prezzo di mercato (7,47 euro per azione)”.

Tim, ha aggiunto Equita, “viene dunque valutata con un 2026/27E Ev/Ebitda al domestico di 8,4x-8,0x”. Sulle azioni di Poste Italiane Equita ha una visione positiva, con target price di 27,40 euro, rispetto ai 26,3 euro a cui le azioni hanno chiuso la sessione di ieri. Su Tim la view è neutrale, con target di 7,30 euro, rispetto ai 7,5 euro del valore di chiusura della vigilia.

La Sim ha segnalato anche, sulla base degli annunci di Poste Italiane, che il gruppo gestito da Del Fante ha confermato la politica di dividendi relativa all’esercizio 2026 su base standalone (Dps nel range 1,25-1,3 0ps) e “accrescitiva dal 2027”. Infine, “a seguito dell’incremento del corrispettivo (che sarà finanziato con debito bancario), Pst ha indicato che la leva finanziaria pro-forma del nuovo Gruppo è prevista attestarsi a 1.5x a fine 2026”.

Ora la parola passa agli azionisti di Tim, con l’attesa che monta per i nuovi dati di Borsa Italiana sulle adesioni, che diranno quanto il rilancio di Poste sarà riuscito a cambiare il sentiment degli investitori.

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